La sfida della crisi climatica
al Festival della soft economy:
tra gli ospiti la ministra Calderone
EVENTO - Organizzato dalla Fondazione Symbola e dal comune di Treia, si svolgerà dal 16 al 18 novembre. In programma 22 appuntamenti, con 100 relatori e 20 ore di confronto e dibattito. Fabio Renzi: «E’ urgente elaborare una visione del territorio nazionale che parta dalla consapevolezza degli impatti sempre più evidenti e dei rischi sempre più gravi conseguenti alla crisi climatica e demografica»

Da sinistra Franco Capponi e Fabio Renzi
di Mauro Giustozzi (Foto di Fabio Falcioni)
“La sfida territoriale. Geografie e strategie contro la crisi climatica e demografica” è il tema scelto per l’undicesima edizione del Festival della Soft economy”, organizzato dalla Fondazione Symbola e dal comune di Treia, che si svolgerà dal 16 al 18 novembre a Treia. I numeri indicano l’importanza dell’evento che vede la collaborazione di 17 partner e patrocini, 6 sessioni, 22 appuntamenti, 100 relatori, 20 ore di confronto e dibattito in presenza e in diretta streaming.
L’alluvione in Toscana e precedentemente in Emilia Romagna e Marche dimostrano che la crisi climatica rende urgente l’elaborazione di una visione del territorio nazionale che parta dalla consapevolezza degli impatti sempre più evidenti e dei rischi sempre più gravi conseguenti alle crisi climatica e demografica. Proprio i territori montani che subiscono le maggiori conseguenze della crisi climatica sono anche quelli che subiscono gli effetti dello spopolamento.

Fabio renzi
Questi argomenti sono al centro del festival che è stato presentato stamattina nella sala Castiglioni della biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, da Fabio Renzi, segretario generale della Fondazione Symbola, e da Franco Capponi sindaco di Treia.
Numerosi i relatori e gli interventi che si susseguiranno in questa tre giorni all’insegna di un nuovo format che fa il suo esordio quest’anno e che vuole crescere nel futuro.
Tra questi il ministro del Lavoro Marina Calderone, Fabrizio Curcio capo del dipartimento della Protezione civile, Guido Castelli Commissario straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini Commissario straordinario per la ricostruzione nei territori di Ischia, Marco Bussone presidente nazionale Uncem, Ermete Realacci presidente Fondazione Symbola, Davide Pettenella coordinatore tavolo tecnico Strategia nazionale forestale e Filippo Benedetti responsabile relazioni istituzionali FederlegnoArredo.
«E’ urgente elaborare una visione del territorio nazionale che parta dalla consapevolezza degli impatti sempre più evidenti e dei rischi sempre più gravi conseguenti alla crisi climatica e demografica – ha esordito Fabio Renzi – che abbiamo annunciato nel documento di convocazione di questa edizione del festival della Soft Economy. Il tema della montagna sarà centrale nel nostro dibattito. Se consideriamo che le montagne sono uno dei principali hotspot climatici e che interessano il 66% della superficie nazionale si comprende meglio a quali rischi è esposto il nostro Paese. Questo 66% è prossimo a quasi tutti i centri abitati italiani, salvo rarissime eccezioni. Parliamo di montagna come territorio che ricomprende anche, faccio l’esempio, città come Macerata. Ebbene di questo 66% il 95% del territorio è coperto da boschi e spazi agricoli mentre il 5% da città costruite. Dunque è necessario incidere su quel 95% che se lasciato senza un progetto e senza risorse rischia di mangiarsi e fare danni gravissimi alla restante percentuale di territori occupati da città e paesi. Rischi aggravati dal fatto che non solo le montagne ma anche l’intero bacino del Mediterraneo è considerato un hotspot climatico a causa dell’innalzamento delle temperature del mare che alimenta l’energia e la portata dei fenomeni atmosferici che osserviamo scatenarsi sempre di più».
Il festival cercherà di dare anche risposte e soluzioni a queste problematiche che, se non affrontate adeguatamente, avranno un impatto devastante negli anni futuri sul clima ma anche sull’economia di entroterra montani come quelli del maceratese. «Bisogna dare vita a un ambizioso programma centrato sull’economia circolare – ha detto ancora Fabio Renzi- in grado di realizzare quelle azioni di adattamento/mitigazione necessarie a contrastare la crisi climatica, puntando in particolare sulle produzioni legate alle filiere della bioeconomia fondamentali nell’assicurare e fornire servizi ecosistemici e ambientali. Nello specifico indico la filiera del legno legata ai boschi da un lato e quella dell’agricoltura dall’altro.
Nel settore dell’arredo legno siamo leader nel mondo ma importiamo l’80% di legno. Sviluppando un progetto sui boschi si ottengono risultati di proteggere l’ambiente e creare produttività per questa risorsa. E questo ci può aiutare a combattere la crisi demografica che, presente già prima del sisma 2016, ha avuto un’accelerazione eccezionale a cui bisogna far fronte. Come? Rendendo queste aree attrattive sia per italiani che per stranieri immigrati che potrebbero ripopolare questi territori nell’immediato. Servono nuovi abitanti, non si risolve l’emergenza immediata con più figli fatti da italiani i cui effetti, se ci saranno, li vedremo solo tra una ventina d’anni».
Ad inaugurare giovedì 16 novembre il festival ci sarà la prima sessione “Ritornare al territorio. Priorità e responsabilità”; la seconda sessione sarà dedicata alle “Green Communities: una strategia per la Transizione”. Il 17 novembre nella terza sessione, “Il richiamo della foresta” si affronta la Strategia Forestale Nazionale e il Cluster Italia Foresta Legno e nella quarta sessione si discuterà della sostenibilità e territorialità dell’agricoltura, due ambiti di sviluppo necessari per assicurare un presidio strategico per il futuro del Paese, mentre nella quinta sessione si parlerà di “Generare comunità. Il progetto Viridee – Visioni, Resilienza, Idee”.
Il 18 novembre il festival si conclude con la sesta sessione “Appennino Lab – Ricostruzione e rigenerazione dell’Appennino e prospettive euromediterranee per il rilancio dell’Italia centrale” una riflessione sul ruolo dell’Appennino centrale come laboratorio di soluzioni per affrontare le crisi climatica e demografica.
«Quello di Symbola è un laboratorio unico che da anni affronta questi temi – ha ribadito il sindaco di Treia, Franco Capponi -. Tra i temi che saranno al centro degli appuntamenti ci sono tutti quelli che rappresentano le sfide che il nostro territorio deve affrontare per dar vita ad un vero e proprio progetto di ricostruzione e rigenerazione dell’Appennino al quale sarà dedicata la giornata di chiusura di sabato. Che passa con una pianificazione della rete scolastica dell’entroterra, maggior disponibilità di edilizia popolare, potenziamento banda larga e misure per agricoltura e foreste che devono essere implementate e rafforzate».
Tra i promotori del Festival ci sono oltre a Fondazione Symbola e al comune di Treia, Unioncamere, la Camera di commercio delle Marche, Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 – Presidenza del consiglio dei Mministri, Uncem, Ifel, Fai Cisl, Green Communities. Bim Tronto, FederBim, Federparchi, Legambiente, Coldiretti, Cosmari, Arnaldo Caprai, Saad Scuola di Ateneo Architettura e Design ‘Eduardo Vittoria’ Università di Camerino.

Invece della crisi climatica bisognerebbe parlare del dissesto idrogeologico in Italia.