«Il modello di parroco del passato
non è più realizzabile»
Il vescovo annuncia cambiamenti
MACERATA - Entro fine settembre diversi movimenti all'interno delle parrocchie della Diocesi: ecco cosa è stato deciso. Marconi: «Speriamo che i nostri fedeli comprendano che ciascuno cerca di fare del suo meglio. Il Sinodo chiama tutti: presbiteri, diaconi e laici a una maggiore corresponsabilità, ad avere uno sguardo chiaro sulla realtà e non solo sui desideri»

Il vescovo Nazzareno Marconi
«È bene che i fedeli comprendano che il modello di parroco del passato non è più realizzabile. Allora il parroco era nato in uno dei comuni della Diocesi, restava in una parrocchia quasi tutta la vita e diventava così amico di nonni, figli e nipoti; questo tipo di presenza religiosa non è più possibile con i preti di oggi, così diversificati per nazionalità, formazione e vocazione». Con queste parole il vescovo Nazzareno Marconi annuncia alcuni cambiamenti di incarico per i sacerdoti della diocesi di Macerata.
«La nostra Diocesi – spiega il vescovo – ha ancora un numero consistente di sacerdoti, anche giovani, almeno nel confronto con le altre diocesi marchigiane ed italiane. Ma questi nostri sacerdoti, provenienti dalle comunità neocatecumenali di tutto il mondo, sono di ben 26 nazionalità. Formati a Macerata nel Seminario diocesano missionario Redemptoris Mater, hanno una vocazione sia missionaria che diocesana, che li porta periodicamente a partire per la missione. Per questo, oltre che per l’invecchiamento degli altri sacerdoti diocesani, ogni anno varie Unità pastorali sono necessariamente coinvolte in cambiamenti. Inoltre, quest’anno si sono svolti i Capitoli di varie congregazioni religiose portando al cambio di parroci religiosi che svolgono servizio in alcune nostre parrocchie come i Francescani Cappuccini, i Francescani Minori, gli Agostiniani ed i Passionisti. Diamo il benvenuto ai nuovi religiosi e ringraziamo e salutiamo quelli che partono».
«Oggi abbiamo circa 57 preti diocesani impegnati nelle parrocchie – continua il vescovo – mentre altri 27 sono in missione in vari luoghi in Italia o all’estero. Tra anziani e ammalati – di cui solo alcuni possono dare qualche aiuto sempre più marginale –,abbiamo altri 33 sacerdoti. Questi, con l’aiuto dei presbiteri religiosi, sono a servizio delle nostre 67 parrocchie. Come si può ben vedere i numeri non sono più quelli di un passato non molto lontano, quando ogni parrocchia aveva un parroco e un viceparroco. Inoltre, sui 57 attivi in pastorale, i presbiteri diocesani e missionari provenienti dal Cammino neocatecumenale, che perciò periodicamente partono in missione, sono 30, più della metà. Il Sinodo chiama tutti: presbiteri, diaconi e laici a una maggiore corresponsabilità per la vita di fede delle nostre parrocchie; ad avere uno sguardo chiaro sulla realtà e non solo sui desideri. Il nostro tentativo è quello di mantenere stabili in ogni Unità pastorale alcuni preti che possano essere di riferimento per i fedeli, ma nelle singole parrocchie i cambiamenti sono e saranno necessariamente frequenti».
Entro la fine di settembre si attueranno perciò questi cambiamenti: don Gabriele Crucianelli da Porto Recanati passerà a coordinatore dell’Up di Cingoli Sud al posto di don Fabrizio Perini, come parroco di Avenale, Troviggiano e Grottaccia. Sarà aiutato da don Oscar Salguero. Don Luca Beccacece diventerà Coordinatore dell’Up di Porto Recanati e parroco delle due parrocchie presenti a Porto Recanati. Don Pietro Micheletti dall’Up Montefano passerà a Prefetto agli studi del Seminario e collaboratore a Porto Recanati. Don Giacomo Pompei da Tolentino passerà a collaboratore dell’Ufficio Scuola della Cei a Roma e dell’Università Cattolica. Collaborerà poi con l’Up di Montefano. Don Grzegorz Swierkosz diventa collaboratore dell’Up Immacolata Santa Croce. Don Oscar Mwansa diventa collaboratore dell’Up Tolentino centro. Don Marco Petracci viene nominato responsabile diocesano del Servizio dell’Ufficio Pastorale Giovanile e Oratori.
«Nel corso del prossimo anno altri sacerdoti, compatibilmente con le situazioni complesse di vari Paesi esteri dove dovrebbero essere accolti, partiranno per la missione – sottolinea il vescovo Marconi – Questa situazione è in costante evoluzione, anche per l’età avanzata di vari sacerdoti, che però ancora lavorano a tempo pieno in parrocchia e che sentitamente ringraziamo. Speriamo che i nostri fedeli comprendano che ciascuno cerca di fare del suo meglio e che, solo con la collaborazione generosa di tanti, si potranno aiutare soprattutto i più fragili, come i piccoli e gli anziani, a vivere una vita di fede e di speranza. Chiediamo a tutte le comunità credenti una preghiera corale perché il Signore susciti una sempre più viva e vera vita di fede nelle nostre famiglie e, insieme, il dono di vocazioni alla vita consacrata di speciale donazione al Signore e al sacerdozio ministeriale. Affidiamo a San Giuliano ed alla Mater Misericordiae le nostre parrocchie e le nostre famiglie.
A me sembra che da quando è arrivato codesto vescovo non ha fatto altro che cambiare spesso,e le chiese sempre più vuote, sarà una mia impressione, ma tutto questo cambiare spesso non mi sembra che diano buoni risultati!!!
In poche parole la Diocesi soffre della diaspora dei preti e della crisi delle vocazioni. Conseguenza di queste due realtà: il mancato ‘turn over’.
Eccellenza mi permetto di farle notare che il 90% degli immigrati clandestini e regolari sono di religione musulmana e se tanto mi da tanto tragga lei le conseguenze di ciò.Il Santo Padre forse è consigliato male perché si sta dando la zappa sui piedi da solo e come dice un vecchio detto(uomo avvisato mezzo salvato).
Fortunatamente le nuove generazioni non credono più in esseri immaginari, in vergini incinte, in guerre sante e in sensi del peccato che deve avere solo il genere femminile.
Finalmente sparirà, lentamente ma sparirà questo tumore sociale che è la religione.
Signori non vi preoccupate tanto tra 50 anni L’Italia sarà una repubblica islamica o in alternativa un califfato questa è una facile previsione visto l’andazzo di adesso.
…”Pace (eterna…) e pene a tutti”…o quasi!!! gv
Quello che temo non scomparirà, e lei Cardinali ce lo ricorda, è la possibilità per chiunque di aprire la bocca e darle fiato………
p.s.: occhio che se sparisce la religione i suoi discendenti dovranno cambiare cognome 😉