«Bandiere blu che sventolano
e mercurio nel sottosuolo»
CIVITANOVA - Dopo l'ordinanza che vieta l'accesso alla spiaggia nella zona del tiro a volo, l'associazione "Non ci piove" critica i ritardi nella comunicazione della presenza di sostanze cancerogene. L'ex candidato sindaco Paolo Squadroni: «Le rassicurazioni sui rischi legati alla presenza di sostanze nocive destano imbarazzo per il tentativo di minimizzare l'allarme»

«Anni di Bandiere Blu che sventolano in alto mentre il mercurio scorre nel sottosuolo». L’associazione ambientalista “Non ci piove” sull’inquinamento alla foce del Chienti che ha reso necessario vietare l’accesso all’area per evitare la presenza nella zona del tiro a volo di bagnanti e turisti. Il terreno, come evidenziato dalla relazione del geologo, è contaminato da sostanze cancerogene.
«Le informazioni erano disponibili alle autorità comunali da vari mesi – dicono – e non si è fatto nulla poiché, secondo il sindaco, il maltempo ha ridotto l’afflusso “assiduo” di visitatori verso quell’area. Tralasciando che la tutela dei cittadini dovrebbe valere per qualunque piccolo gruppo possa frequentare quelle zone anche al di fuori dell’estate, emettere questa ordinanza all’inizio della bella stagione fa pensare che ci si preoccupi per la salute pubblica solo quando questa si interseca con il turismo. Anni di Bandiere Blu che sventolano in alto mentre il mercurio scorre nel sottosuolo. Questa è solo una delle conseguenze di politiche che si sono focalizzate più sul guadagno immediato rispetto alla costruzione di un luogo in cui gli abitanti potessero vivere al meglio. Sebbene non servano molte diottrie per contare i soldi che entrano con il turismo di una singola stagione estiva, forse mettere degli occhiali aiuterebbe a guardare più lontano nel tempo, investendo per il futuro comune e la salute collettiva. Non basta piantare due pioppi per dirsi “città verde”, ma non ci pare che la direzione politica sia de facto minimamente proiettata verso il bene comune durante questa epoca di riscaldamento globale e instabilità climatica. La consapevolezza, soprattutto delle generazioni più giovani, di costruire un ambiente comune migliore non ci sembra però abbracciata nel concreto dalle azioni della giunta comunale. Far coesistere turismo e collettività cittadina è possibile, a patto però che gli interessi di chi abita i luoghi vengano sempre messi in primo piano con una prospettiva verso il futuro».

Paolo Maria Squadroni
Sull’argomento interviene anche l’ex candidato sindaco della lista Nova Urbs Paolo Squadroni: «Le rassicurazioni sui rischi legati alla presenza di sostanze nocive per la salute degli abitanti di Civitanova destano imbarazzo per il tentativo di minimizzare l’allarme e di banalizzare il problema. La situazione del basso bacino del Chienti è nota da anni, non è dato sapere cosa abbiano fatto nel frattempo i politici locali. Ci chiediamo quali mosse dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro dalla maggioranza, dal momento che non sarà un’ordinanza a eliminare la presenza dei siti contaminati – sottolinea Squadroni – L’attuale amministrazione cittadina, in carica ormai da un anno ed erede di sangue della precedente, ha disegnato un’immagine di Civitanova che non risponde per nulla a quella reale, ed è lontana dal riconoscersi in quel modello di democrazia partecipata da noi tanto auspicato. Tuttavia la sua narrazione prosegue incessante nell’indifferenza dei più, incurante delle critiche dell’opposizione, che da parte sua mostra poca coesione tra i propri esponenti, qualcuno dei quali forse è pronto a traslocare in campo opposto, e appare incapace di trovare strumenti di azione efficaci, affidandosi all’invettiva su media e social e tentando il confronto verbale in consiglio comunale, dove finisce per soccombere sotto i voti di una maggioranza monolitica».
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In fondo mica parliamo di Chernobyl e per dimostrarlo si parla, magari anche per simpatia verso l’uomo del governo centrale, di fare non questa ma la prossima riunione del consiglio in zona. La minoranza sembra che sia già espressa con il noto gesto dell’ombrello che si fa piegando un braccio ad angolo retto e colpendone l’interno con l’altra mano. Naturalmente si parla anche di di ti medi alzati e di quel gesto scaramantico molto napoletano marchegianizzato in ” Sto par de corna”. con l’altra mano.[1] Assimilabile al dito medio alzato, è talvolta accompagnato da quest’ultimo.[1] Fa parte dell’ampia gamma di atteggiamenti tipici riscontrabili nella gestualità italiana.[2] Il gesto è offensivo.[3]
Il mercurio è talmente pericoloso che non si producono (e vendono) più neanche i classici termometri clinici.
Dice il detto c’è jemo o non ce jemo però se ci si ghitu so cavoli tua.