«Io un semplice consigliere comunale
e la Pupo non si era nemmeno candidata:
sull’area container chieda al Pd regionale»
TOLENTINO - La risposta del presidente del consiglio comunale Alessandro Massi, anche a nome della vicesindaca, alle critiche del consigliere Massimo D'Este: «Al nostro arrivo il villaggio era già deciso. E nella scelta degli appartamenti in cemento al posto delle Sae il principale fautore fu l’allora giunta di centrosinistra a guida dem, partito che ha sostenuto la sua candidatura»

Alessandro Massi
di Francesca Marsili
«Quando Pezzanesi decise in Giunta per l’area container, nel 2016, io ero un semplice consigliere comunale e la Pupo non si era nemmeno candidata. E nella scelta degli appartamenti in cemento al posto delle Sae il principale fautore fu l’allora giunta regionale di centrosinistra a guida Pd, partito che ha sostenuto la candidatura dello stesso D’Este che quindi deve chiedere ai suoi compagni, non a noi».
Risponde così il presidente del Consiglio Alessandro Massi, anche anche a nome della vicesindaca Alessia Pupo, all’accusa mossa del consigliere di opposizione Massimo D’Este che li ha definiti come coloro che in passato hanno avvallato “la scelta scellerata” di aprire il villaggio container e rinunciare alle casette in legno (leggi l’articolo).

Alessia Pupo
I due esponenti di maggioranza di Tolentino Popolare rispediscono al mittente la richiesta di D’Este di caricarsi della responsabilità di scelte sbagliate fatte dalla precedente amministrazione guidata da Giuseppe Pezzanesi. Entrambi fanno chiarezza sui tempi e i ruoli avuti quando l’ex sindaco decise di allestire l’area container, oggi in fase di smantellamento per volontà del nuovo governo Sclavi.
«Apprendiamo con stupore la confusionaria nota della minoranza di centrosinistra – esordisce Massi – un minestrone di argomenti senza capo né coda, basato su fatti assolutamente non veri per quanto riguarda la mia figura e quella del vicesindaco. Se si parla di container di nulla dobbiamo scusarci, la delibera di Giunta che stabiliva l’istituzione dei container è del dicembre 2016: la Pupo non era in amministrazione e io un semplice consigliere».

Il villaggio container
A giugno del 2017, quando l’ex sindaco Pezzanesi venne rieletto per la seconda volta, i due, entrambi candidati, furono nominati assessori fino al febbraio del 2019, quando poi vennero rimossi. «Al nostro arrivo il villaggio era già deciso. E comunque – proseguono – nel 2017-18, quando abbiamo fatto parte dell’amministrazione prima di essere cacciati, era un periodo emergenziale. Tutto ciò che è stato fatto dopo non ci riguarda. Personalmente – aggiunge Massi – il villaggio container lo avrei chiuso da due anni, essendo venuta meno l’emergenza».
Passano poi alla decisone di optare per gli appartamenti in muratura al posto delle classiche casette in legno. «In relazione a questo voglio sottolineare che la principale autrice e sostenitrice della scelta di non realizzare la Sae è stata la Giunta regionale dell’epoca a guida Partito Democratico. Partito, spiace dirlo – aggiungono – in appoggio alla candidatura a sindaco di D’Este, i cui esponenti regionali sono venuti a Tolentino ad esaltare la scelta dell’ex sindaco Pezzanesi».

Massimo D’Este
I due esponenti della lista civica Tolentino Popolare ci tengono a ricordare che: «I finanziamenti per tutte le scelte fatte dall’ex sindaco sono state prese con l’allora governo centrale di Giuseppe Conte del Movimento Cinque Stelle che ha governato prima con la Lega, poi con il Partito Democratico e che ha sempre nominato Angelo Borrelli a capo della Protezione Civile. D’Este chieda conto ai sui compari di coalizione – rintuzzano evidenziando che nella coalizione a suo sostegno c’è anche una civica riconducibile al partito pentastellato – e non a Massi e Pupo».
«E’ noto – aggiunge Massi – e i cittadini lo sanno, che io, assieme al mio gruppo Tolentino Popolare, chiesi più volte a Pezzanesi di prendere almeno una cinquantina di Sae in legno per gestire la situazione di emergenza più immediata ed evitare i tempi lunghi che ora siamo costretti a gestire a causa dei ritardi nella consegna degli appartamenti». A conclusione danno una chiave di lettura e ritengono che l’attacco di ieri nei loro confronti sia «poca farina del sacco di D’Este» ma più legato a una certa «collaborazione sottobanco tra i partiti principali che oggi si trovano all’apposizione del governo di Tolentino». «E’ noto – dicono – come spesso alcuni esponenti del Pd e alcuni esponenti politici della coalizione di Silvia Luconi abbiano trovato spesso terreno comune e siano i fautori di questo attacco a Massi e Pupo, i principali nemici, rei di aver creato una lista civica fortissima che ha ottenuto consensi a destra e sinistra, riducendo notevolmente la portata dei loro voti. Ecco quindi che, avvelenati da quello non si aspettavano, mettono in atto questo attacco coordinato».