Il successo dei live in Europa
e l’uscita del nuovo singolo:
c’è sempre “Luce” sui Brutti di Fosco

LA BAND celtic rock nata a Cingoli racconta l'anno della svolta, dal concerto di chiusura di Montelago all'ultimo video girato in diversi scenari del territorio marchigiano, passando per i concerti in Germania e Austria. Il frontman Lorenzo Carducci: «La canzone appena uscita ha debuttato al festival, sull'altopiano di Colfiorito, all'alba. Una coppia ci ha detto di essersi innamorata mentre la suonavamo». Nuove date in programma

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Il video di

di Leonardo Giorgi

«Chissà poi che ne sarà di me? Domanda inutile. Io voglio che tu sia la luce in fondo alla via». È in questo verso di Luce, il nuovo singolo dei Brutti di Fosco, che sta il vero senso della band nata a Cingoli e che si è presa in pochi anni (ma tanta gavetta) un posto tra i protagonisti del rock celtico nazionale e non solo. A prescindere dai generi, dai gusti e dalla loro identità nel panorama discografico («Non è questione di note, ma di come si suonano quelle note» diceva Miles Davis), il successo dell’esperienza live del “gruppo con la cornamusa” è proprio questo: che stiano sopra il palco centrale del Montelago Celtic Festival o stretti dentro un pub di Linz affacciato sul Danubio, quella musica così diversa da quello che passa la radio eppure così accessibile, semplicemente funziona. E gli ultimi 12 mesi, come conferma il frontman e fondatore Lorenzo “Fosco” Carducci, ne sono stati la prova più grande.

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Lorenzo “Fosco” Carducci nel video dell’ultimo singolo Luce

«È stato un anno strabiliante – racconta il musicista -. Dopo l’esperienza di Italia’s Got Talent (leggi l’articolo) siamo partiti nel tour che ha rappresentato la ripartenza post Covid. Abbiamo suonato su scala nazionale, molto fuori dalle Marche. E oltre a questo abbiamo vissuto due grandissimi onori. Innanzitutto c’è stato il ritorno a Montelago, che è casa nostra. Salire sul palco e chiudere il festival nella notte del sabato, fino alle prime luci dell’alba, è stato qualcosa di bellissimo. Oltre a questo c’è stata la possibilità di fare delle date all’estero, due in Germania e una in Austria. Suonare in una grande città europea è sempre stato un mio sogno fin da bambino. Siamo davvero andati oltre quello che ci aspettavamo. Per l’anno a venire replicheremo lo stesso tour, cercando di rimanere più o meno ai livelli dell’anno scorso. Abbiamo date in definizione all’estero anche quest’anno, ma per adesso non possiamo annunciare niente. Il nostro obiettivo è riuscire a ripetere almeno il successo dell’ultimo tour, cercando poi di fare sempre un passo in più».

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Brutti di Fosco. Da sinistra Lorenzo Marcelloni, Federico Stocchi, Lorenzo Carducci, Edoardo Leoni, Giulio Fabrizi

Il primo passo dell’anno, intanto, è la pubblicazione dell’ultimo singolo Luce, la cui copertina è stata realizzata dall’artista Stagah, pseudonimo di Anna Chiara Stagi. Una canzone che aleggiava come uno spettro attorno la band da diversi anni, senza riuscire mai a trovare la sua forma concreta. Il brano ha però trovato l’occasione per materializzarsi, non a caso, proprio a ridosso del grande show di Montelago. «Sì, il pezzo nasce qualche anno fa – spiega Fosco -. C’era un periodo in cui, a inizio dello show che portavamo sul palco a quei tempi, partiva un motivo di archi e sopra ci suonavo una melodia di cornamusa. Facevo così dal 2017 in sostanza, poi l’intro è cambiata, ma ho sempre pensato che l’introduzione avesse un potenziale che non era mai stato sviluppato bene. L’estate scorsa, nel mezzo del tour estivo, siccome avremmo suonato a Montelago alle 4 del mattino come gruppo di chiusura, all’alba, mi avrebbe fatto piacere inserire un pezzo capace di allinearsi a quel momento. A meno di dieci giorni dal concerto dico al gruppo di aver scritto un testo che secondo me potevamo portare a Montelago. Loro, giustamente, erano molto scettici perché avevamo solo poco più di una settimana per provarlo. Alla fine però ci siamo trasmessi un po’ di fiducia a vicenda e siamo riusciti ad arrivare a un bel risultato finale».

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La copertina del singolo (Stagah)

Il debutto della canzone rimane, secondo il cantante, uno dei momenti più emozionanti della storia dei Brutti di Fosco. «La prima volta che si porta un pezzo nuovo, come musicisti dilettanti, il pubblico difficilmente se lo fila – sottolinea -. Ci vuole un po’ per far affezionare le persone a qualcosa che non hanno mai ascoltato prima. Con questo pezzo però è successo il contrario e non era mai capitato. Il pubblico lo ha amato subito e le persone hanno cercato il pezzo nelle piattaforme nei giorni successivi, anche se in pratica ancora non esisteva. Addirittura un ragazzo e una ragazza si sono conosciuti a Montelago durante questa canzone e oggi sono una coppia».

Non una canzone d’amore, ma forse un po’ sì. «Il testo si basa sul momento dell’alba, ma l’interpretazione è aperta – continua Fosco -. Parla di speranza. Al buio sussegue sempre il sole e anche se non possiamo sapere che cosa ne sarà di noi, sappiamo sempre che prima o poi la luce torna. Abbiamo realizzato anche un video, dove il testo della canzone è stato interpretato in maniera più surreale e ironica». Senza fare spoiler, il protagonista del video riceve una notizia sconcertante, legata in qualche modo alla “luce”. Esce di casa in preda al panico e gli capita qualcosa di drammatico. Dopodiché, la coscienza e il corpo del ragazzo cominciano a viaggiare per il territorio marchigiano (aspetto fondamentale nei temi dei Brutti di Fosco), da Numana a Osimo, da Jesi a Elcito. Gli succede di tutto ma alla fine, in qualche modo, sembra aver trovato un significato. Un po’ come un concerto dei Brutti: succede di tutto e non si sa bene che cosa stia esattamente succedendo, ma alla fine, in qualche modo, il significato c’è. E appartiene a quelli che saltano fino all’alba sotto al palco, persi nella radura di un altopiano in mezzo al nulla e immolati al clamore di una batteria, due chitarre elettriche, un basso e una cornamusa.

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Un frame del video

Una cornamusa e quattro “Sì”: il rock celtico dei Brutti di Fosco fa ballare Italia’s Got Talent


(Clicca qui sopra per ascoltare la notizia)


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