Scuola, scala di emergenza chiusa
«Ancora nessun intervento,
inaccettabile diventi la normalità»
CIVITANOVA - Paloma Capozucca, presidente del consiglio di istituto dell'Anita Garibaldi riscrive al Comune per il cantiere che impedisce l'utilizzo della scala: «E' il secondo sollecito, c'era stata garantita una soluzione entro il 20 dicembre»

La scuola Anita Garibaldi
di Laura Boccanera
«Porta di emergenza ancora chiusa, c’era stato garantito un intervento risolutore entro il 20 dicembre». Paloma Capozucca, presidente del consiglio di istituto del plesso via Ugo Bassi a Civitanova, sollecita il Comune in merito alla riapertura della porta di emergenza della scuola Anita Garibaldi. Si tratta del secondo sollecito dopo le proteste dei genitori che hanno saputo dai figli che le aule del secondo piano erano state trasferite in aule provvisorie al piano terra dopo le scosse di terremoto del novembre scorso.
Pur non avendo subìto danni, la scuola infatti non poteva utilizzare la scala di emergenza al secondo piano a causa del cantiere per l’ampliamento di un’ala dell’edificio. La Capozucca dopo le lamentele da parte di alcuni genitori ha chiesto un riscontro all’amministrazione e il 24 novembre l’assessore Carassai e il sindaco Fabrizio Ciarapica avevano rassicurato un intervento urgente e la riapertura della porta entro il 20 dicembre.
«Con l’accesso sul posto alla presenza del tecnico e dell’assessore Ermanno Carassai di due settimane fa – scrive la presidente del consiglio di istituto nel sollecito – si erano riscontrate le criticità e gli interventi urgenti. Ad oggi, per l’assenza di sicurezza, gli alunni sono stati provvisoriamente sistemati in altri spazi che, però, non sono affatto idonei all’insegnamento ed anche alla loro privacy. Sono, infatti, stati utilizzati spazi ricavati dal corridoio, dall’aula magna, dalla biblioteca e dall’aula di informatica ma, come si può ben immaginare, la riallocazione risulta assolutamente insufficiente per una didattica corretta». In secondo luogo la preoccupazione è anche per la messa in sicurezza del cantiere, ad oggi aperto all’interno del perimetro della scuola, ma non operativo. «Vogliamo sapere se la data di marzo 2023 potrà essere rispettata dalla ditta appaltatrice – conclude la presidente del consiglio di istituto – non si può accettare che un momento di emergenza diventi una normalità»
Me lo danno come il massimo esperto in marciapiedi paralleli che non dovrebbero toccarsi mai, almeno che sotto la sua guida non diventino talmente storti da trovare un punto di incidenza. Comunque qualche mese, un anno, magari anche più, non possono inficiare il nostro maggiore esperto in tutto e per tutto. Scrivere al sindaco è sempre consigliabile anche alla luce che in pochi anni sembra sia stato risolto anche il problema del vitto contestato.
Porta o scala?