Cimitero, progetto dei veleni:
Cherubini svela i “punti oscuri”
e FdI ingrana la marcia indietro

MACERATA - Scena imbarazzante nella riunione congiunta di tre commissioni per il parere sull'atto con cui la giunta qualche giorno fa ha approvato il project financing per affidare il servizio a un coop. Ad infiammare il dibattito l'intervento del consigliere del M5S: «Troppe cose non quadrano, e solo alzando il tappeto esce fuori una polvere intensa, impenetrabile, per cui noi chiediamo il ritiro della delibera e l'istituzione di una gara ad evidenza pubblica». Le sue argomentazioni hanno trovato sponda nei meloniani che alla fine si sono astenuti. Si torna al punto di partenza, tutto rinviato al Consiglio del 12
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L’assessore Andrea Marchiori nella riunione di ieri sera

di Luca Patrassi

«Adesso sì, adesso no». Il giudizio che la maggioranza dà sulle delibere della sua giunta comunale sembra richiamare una freddura di alcuni decenni fa sul funzionamento dei lampeggianti delle auto delle forze dell’ordine. Ieri sera è andata in scena una scena imbarazzante nella riunione congiunta di tre commissioni per il parere sulla delibera di giunta che qualche giorno fa ha approvato il project financing per il cimitero, il tutto in vista del Consiglio comunale che il 12 dicembre prossimo discuterà la questione citata e la delibera per la realizzazione della nuova sede della Questura a Fontescodella. Premesso che una riunione di commissione in genere dura 15/20 minuti, tra esposizione dell’assessore e richieste di chiarimenti tecnici dei consiglieri, ieri il project sul cimitero ha visto richieste di chiarimenti ed esibizioni dialettiche e politiche che sono andate avanti per più di due ore. Delibera approvata in maggioranza, ma il fatto nuovo (ed anche vecchio) è che i consiglieri di Fratelli d’Italia si sono astenuti, peraltro riprendendo alcune delle motivazioni presentate dal pentastellato Roberto Cherubini.

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Pierfrancesco Castiglioni, capogruppo FdI

In giunta Fratelli d’Italia vota una delibera, in commissione Fratelli d’Italia (tutti i consiglieri presenti ieri alla seduta congiunta delle tre commissioni) si astiene. Peraltro in una seduta infiammata da un intervento durissimo del consigliere pentastellato Roberto Cherubini che ha sostanzialmente accusato la maggioranza di voler sostenere «un loro esponente che di mestiere si occupa di servizi cimiteriali. I consiglieri della Lega lo sanno quello che sto dicendo». In apertura a presentare la delibera era stato l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori che aveva sottolineato l’urgenza del provvedimento motivandolo con la situazione di emergenza che c’è al cimitero dove per tanti anni – ha osservato l’assessore – non sono stati fatti interventi manutentivi e c’è invece necessità assoluta di occuparsi della cura e del decoro delle strutture e di migliorare i servizi».

«La proposta è di un investimento di 800mila euro a costo zero per il Comune» ha aggiunto Marchiori che ha anche espresso un giudizio negativo sulla attuale gestione del servizio di lampade votive, in capo all’Apm. Poi c’è stato un passaggio, forse un tantino azzardato almeno nelle parole usate, sul fatto che il progetto preveda anche una sala autoptica: «Darà lustro alla città » ha detto l’assessore. Certo, magari in un più o meno prossimo futuro si potrebbe attivare un turismo legato più alle autopsie che non ai musei e all’enogastronomia.

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Roberto Cherubini, consigliere M5S

Centrale l’intervento di Roberto Cherubini che ha sottolineato i punti che non lo convincono: «Il mio non è un intervento ma una richiesta di annullamento o rinvio della delibera per l’insussistenza dei requisiti minimi sia per l’urgenza che per il project financing. Riguardo l’urgenza – ha sottolineato – non vi è nessun motivo per metterla se non la probabile volontà di non far leggere ai consiglieri, soprattutto di maggioranza, tutte le carte. Il project financing consiste in un progetto pubblico-privato nel quale un soggetto esterno privato, aziendale o come in questo caso cooperativa propone all’amministrazione un progetto corredato dello sviluppo economico. L’amministrazione lo passa in Consiglio e qualora fosse approvato viene aperto un bando. Qual è la cosa assurda di questo meccanismo? È che la ditta proponente ha la prelazione e cioè vince sicuramente il bando perché anche in caso di offerta migliore può prenderlo lei. Ascoltate bene cosa disse Paolo Renna il 23 gennaio 2018 quando discutevamo il fallimentare project financing con Sistema Museo: “Se ho capito bene alla gara è invitato il proponente poi leggo sempre nel bando che è specificato che il promotore può esercitare il diritto di prelazione ed  è già qualcosa che non mi quadra, vorrei un chiarimento,  perché se il promotore non risulta aggiudicatario può esercitare entro 15 giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione il diritto di prelazione  e divenire aggiudicatario se dichiara di impegnarsi ad adempiere alle obbligazioni contrattuali e alle medesime condizioni offerte all’aggiudicatario .Cioè noi facciamo un bando ad evidenza pubblica e poi lo blindiamo in base al promotore, giusto? Cioè lo cuciamo su misura addosso al proponente”. Non sono parole mie, anche se rispecchiamo esattamente il mio pensiero».

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Narciso Ricotta, capogruppo dem

Nel merito Cherubini ha rilevato diverse questioni che non lo convincono: «La grande domanda è: perché uno dei pochi servizi che possono far guadagnare il Comune viene offerto fuori? E perché viene offerto fuori non con un bando aperto a tutti, ma con una procedura che avvantaggia un solo soggetto? – ha chiesto Cherubini – Un amico avvocato mi fa presente che se una cooperativa presenta un project financing dovrebbe accollarsi tutti i lavori senza appaltarli dovrebbe essere cioè un “global service”, mentre invece la cooperativa dichiara chiaramente che i lavori saranno affidati a 3 aziende. La prima ditta chiamata  a fare i lavori cimiteriali per la cooperativa sociale è una ditta amministrata dal presidente della cooperativa sociale. Cioè, per intenderci il presidente della cooperativa affida i lavori cimiteriali, i più sostanziosi, a se stesso. Che l’operazione non tenga per nulla è anche dimostrato dalle carte che raccontano numeri assurdi. Nella prima parte del documento ci viene raccontato che il Comune di Macerata va in perdita in uno dei pochi servizi che in Italia danno grandi guadagni ai Comuni.  Nell’elencare le entrate ci viene detto che per 18mila lampade votive incassiamo 50mila euro dall’Apm ed appena 2 pagine dopo la Cooperativa ci dice che per le lampade votive incasserà 225mila euro all’anno. Basta osservare che se il Comune incassasse quello che dichiara che incasserà la cooperativa andrebbe in netto utile nonostante le molte carenze».

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Stefania Monteverde

«Nulla è chiaro nei vari numeri elencati – ha aggiunto il consigliere pentastellato – e si ha come l’impressione che a pagare saranno i lavoratori che andranno al cimitero pagati per 20 ore settimanali e soprattutto i cittadini maceratesi che in 4 anni vedranno aumentate notevolmente le tariffe. La previsione per il 2027 è di incassare per i servizi cimiteriali il 50% in più di quanto incassiamo oggi grazie agli aumenti di tariffe, e questo sarebbe un servizio ai cittadini? Ma la questione centrale è questa: se il Comune ha idee precise su cosa vuole al cimitero perché non apre un bando di evidenza pubblica chiedendo le migliori offerte ai tanti operatori del settore, che col project financing vengono esclusi? Avviare una procedura (project financing), che di fatto avvantaggia il proponente, è legittimo ma è assolutamente inopportuno se importanti esponenti della politica locale fanno come mestiere quello dei servizi cimiteriali. Non illegale, ma totalmente inopportuno, anche eticamente. Per i consiglieri che non hanno letto le carte aggiungo che la cooperativa sociale, creata nell’agosto 2021 , dichiara di avere zero dipendenti svantaggiati o disabili e quindi che cooperativa sociale è? La cooperativa sociale ha un capitale di 50 euro a socio, come potranno le banche fare le fidejussioni richieste ad una cooperativa senza capitale? Propongono una sala autoptica quando stiamo per realizzare un ospedale nuovo che ce l’avrà e la sala autoptica dovrebbe stare in ospedale non al cimitero. Una banca scrive una letterina nella quale dice di aver ricevuto il project dalla cooperativa senza capitale sociale. Ma che ci frega a noi, per noi la banca deve garantire il progetto non ricevere missive. In tutto il progetto non si vede un solo atto di modernità, se non un modesto impianto fotovoltaico. Oggi esistono le tombe aerate, usate tantissimo in Trentino, che permettono la decomposizione in 7 anni anziché 20 e quindi eliminano i problemi di spazio».

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Alberto Cicarè

Il messaggio finale di Cherubini: «Troppe cose non quadrano, e solo alzando il tappeto esce fuori una polvere intensa, impenetrabile, per cui noi chiediamo il ritiro della delibera e l’Istituzione di una gara ad evidenza pubblica. In ogni caso se sarete sordi alla sollecitazione di prendere tempo e di valutare con tutto il Consiglio la strada migliore gireremo tutte le carte in nostro possesso agli organi competenti». Dibattito partecipato che ha visto gli interventi di Pierfrancesco Castiglioni (FdI), Claudio Carbonari (Lega), Roberto Spedaletti (5 Stelle), Stefania Monteverde (Macerata bene Comune), Narciso Ricotta e Maurizio del Gobbo (Pd), Alberto Cicarè (Potere al Popolo).

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