Pollenza omaggia
Stefano Scodanibbio

SPETTACOLO al teatro Giuseppe Verdi domenica 4 dicembre alle 17,30
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Stefano Scodanibbio

Pollenza rende omaggio alla musica, all’arte, al pensiero sempre libero e vitale, del grande musicista e compositore contemporaneo che il mondo ci invidia e che ci ha onorato della sua presenza come concittadino: Stefano Scodanibbio.
Lo spettacolo “Taccuini: Stefano Scodanibbio si racconta a Pollenza”, in scena domenica 4 dicembre alle 17,30 al teatro Giuseppe Verdi di Pollenza, è curato dall’associazione culturale “Arte per le Marche” e promosso da pro Loco Corporazione del Melograno, associazione teatrale e culturale Massimo Romagnoli, associazione Cantagallo 815 e associazione Pro Rambona.
«Un omaggio ad una figura leggendaria della musica contemporanea  – scrive Antonella Ventura – che il mondo ci invidia e di cui il Cielo da dieci anni ne gode , Stefano Scodanibbio.
Un esegeta delle note musicali, non solo inarrivabile quale performer, come contrabbassista, a detta di tutto l’establishment musicale internazionale,“Stefano Scodanibbio is amazing . I haven’t heard better double bass playing than Scodanibbio’s. I was just amazed. He is really extraordinary. His performance was absolutely magic. -John Cage” ma una pietra miliare nella composizione della musica contemporanea, che aveva scelto, per amore, di vivere a Pollenza.
Di quell’Amore è il concept dello spettacolo che Pollenza offre domenica pomeriggio a teatro attraverso la musica del talentuosissimo allievo di Stefano, Giacomo Piermatti di Assisi, e le immagini del documentario, “Cartoline per Voci e Contrabbasso” del filmmaker Claudio Chianura di Milano e la fotografia di Rita Antonioli.
Le parole e la poesia saranno le stesse di Stefano Scodanibbio, tratte dai sui taccuini “Non abbastanza per me, edito dalla Quodlibet a cura di Giorgio Agamben e Maresa Scodanibbio. A condurre questo affresco “immaginifico” una penna del giornalismo italiano, Lucia Capuzzi dell’Avvenire, un outsider nella conoscenza della Cultura dell’America Latina. Terra, questa, che ha visto nel Messico il luogo fisico e scelto dallo stesso Stefano per produrre la sua opera. L’opera di Stefano Scodanibbio è un Patrimonio Culturale dell’Umanità a cui tutte Le Marche, e in questo caso Pollenza, debbono dire grazie perennemente e attivarsi per non disperderla, ma farne frutto per le generazioni future».



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