Affitti esorbitanti e spese da gestire,
vita da fuorisede di tre studentesse
«Si impara ad apprezzare le piccole cose»
LE VOCI di Chiara Carloni di Visso, Sara Cipolletti e Sofia Paparelli di San Severino che raccontano la loro esperienza di studio in tre grandi città italiane tra conquista dell'autonomia, belle esperienze e costo della vita

Sara Cipolletti
di Iralba Murati
Sperimentare, conoscere nuove realtà, immergersi in grandi città per vivere nuove esperienze e imparare finalmente cosa vuol dire “autonomia” provando così l’esperienza di studiare in città e anche Paesi diversi dove però sussiste il problema del caro affitti e bollette. E’ il caso, tra i tanti, di tre studentesse del Maceratese: Sara Cipolletti, Chiara Carloni e Sofia Paparelli che raccontano questo tipo di esperienza.
Sara Cipolletti, 23 anni, di San Severino, studia Cooperazione internazionale e sviluppo a Roma, il motivo che l’ha spinta a partire è il fascino dell’uscire dalla monotonia. «Si impara a convivere con persone nuove, in un nuovo ambiente ed è proprio questo che ti insegna a vivere. Il mio sogno è lavorare nell’ambito delle Ong e spostarmi in missione, vivendo con la popolazione stessa, vorrei conoscere più realtà possibili». Il legame con il proprio territorio non manca racconta infatti di ritornare spesso a San Severino: «Quando rientro sono felice: è un modo per rivedere tutti i miei amici e parenti. Adoro l’aria, ad esempio del Natale caratterizzati dai giri in piazza, mi trovo bene in questi casi».
Parlando invece della vita movimentata a Roma la ragazza afferma: «Ti svegli alle 6 di mattina, giri durante la giornata tra mezzi che non funzionano, pranzi cucinati la sera prima alle 23, lezioni, tirocini e sport. Torni la sera tardi ma nonostante tutto, non rimpiangi la giornata e sei contenta perché ci sono tante cose nuove da conoscere, luoghi e anche persone».
Certo non è secondario il problema dei costi della vita a Roma: «Stanze che prima costavano 300 euro ora sono arrivate a costare 600 euro, hanno raggiunto cifre esorbitanti e sono microscopiche. Ogni volta che viene messo un annuncio online la camera viene occupata in pochi secondi, la cosa triste è che alcuni ragazzi che magari vogliono studiare qui, non possono permetterselo perché non hanno la possibilità economica – continua- Bisogna calcolare comunque anche la spesa o una cena fuori con amici, è così che inizi a capire che ci sono cose che ti puoi permettere o meno e tutto questo ti rende più responsabile.»

Chiara Carloni a Firenze
Chiara Carloni, 21 anni, di Visso, studia Relazioni internazionali a Firenze e racconta di aver deciso di spostarsi nonostante la validità delle università di Macerata e di Camerino per provare a vivere una nuova esperienza.
La scelta di Firenze? «Mi piace l’arte e la storia – dice Chiara – Inoltre la spinta allo spostamento è venuta dalla voglia di diventare indipendente. Devi aver voglia di buttarti adattarti ad un nuovo contesto. Grazie a quest’esperienza ho conosciuto persone fondamentali per me». Vivere a Firenze non ha solo vantaggi perché «gli affitti sono alti e ci sono molte spese nel trasferirsi. Quando ti arriva la bolletta capisci il valore dei soldi. Ad esempio, quando ti dicono: cosa sono tre euro? Sai che tre euro sono ben tre mozzarelle». Valore dei soldi ma anche il sapersela cavare da soli, dice Chiara: «Vivere lontano da casa aiuta a scoprire se stessi. Hai la consapevolezza che se stai male non c’è mamma che ti prepara il brodino ma devi cavartela da sola».

Sofia Paparelli
La terza voce è quella di Sofia Paparelli, 20 anni, di San Severino. Lei ha scelto Bologna e la facoltà di Storia: «Ho scelto di spostarmi per dirigermi verso un nuovo ambiente più aperto, per conoscere nuove persone e fare un’esperienza da fuorisede che sicuramente ti fa crescere».
La studentessa settempedana è soddisfatta dall’offerta di attività proposte in città rivolte ai giovani, dichiara infatti: «Ci sono molte attività culturali: cinema, teatro e musica. E’ bello vedere nuovi bar, studiare in posti diversi, visitare musei. La vita da fuorisede nonostante la sua difficoltà iniziale ti porta ad apprezzare le piccole cose ed entrare in una mentalità più adulta».
Il problema del caro bollette e affitti regna anche a Bologna dove i prezzi diventano sempre più alti, Sofia Paparelli afferma: «Sono aumentati i prezzi delle bollette ad esempio anche se durante l’estate la casa era vuota abbiamo pagato molto. -Conclude infine- Il tema degli affitti ormai è delicato, si fanno anche proteste perché è molto difficile trovare casa a prezzi abbordabili, quindi a meno che non hai una buona disponibilità economica fai molta fatica ad andare avanti, io sono stata fortunata mi trovo in zona centrale ma ho scelto una camera doppia. Le residenze degli studenti sono poche e non c’è molta disponibilità anche a livello di borse di studio».
A Sara Cipolletti, che frequenta, dato il corso di laurea, alla Sapienza, vorrei dire che l’Università è ben servita dai mezzi, ad esempio la metro ‘B’, e che pertanto non è costretta a stare in affitto vicino all’università stessa – lì sì che le camere con uso bagno e cucina costano! I mezzi pubblici poi funzionano abbastanza bene, forse dovrebbero passare con maggiore frequenza, almeno di giorno. Su Via Ostiense, infine, ci sono molti locali che si fanno concorrenza e che quindi sono abboradabili per tutte le tasche. Auguri per gli studi!
Per il sig. Luccerini. Il suo commento è alquanto originale.
Mirella Paracciani : “Alma Mater Studiorum”,no “studios”…non è la Metro Goldwyn Mayer.
Per la signora Angeletti. Non c’è alcun conflitto tra studenti e lavoratori nel prendere in affitto locali ove vivere.
È bellissimo vedere che con gli anni tutto cambia, ma nulla cambia! Studiare “fuori” continua ad essere una palestra di vita, soprattutto se si viene, come me, da una famiglia dalle modeste risorse economiche. Si cercavano affitti bassi anche se in luoghi scomodi e abbastanza squallidi; non esisteva una cena con gli amici e concedersi una macedonia con panna una volta la settimana era un lusso!!! I miei mi davano 20 mila lire la settimana per eventuali “emergenze”, ma sapevo che se il sabato ne riportavo a casa 21, avrei visto gioire i loro occhi! Io sapevo che ancora non guadagnavo e non mi sentivo di sprecare i pochi soldi della famiglia in feste, cene, cinema ecc. È stata una bellissima esperienza che, insieme alle amiche con cui condividevo unità di intenti, mi ha aiutato a crescere e, come ha detto una delle ragazze intervistate, a dare valore alle piccole cose.Per me e le mie amiche si trattava di essere consapevoli di una conduzione di vita già modesta ed abbiamo capito i tanti “no” che ci venivano detti:la consapevolezza di certe scelte rende liberi e sereni. Vedrete, ragazze, che questi anni li ricorderete x sempre e con gioia. Che la vita vi sorrida sempre!