A Palazzo Ricci mostre per ogni stagione:
si parte da quella dedicata a Tulli
in occasione del centenario della nascita
MACERATA - Dal primo aprile al 19 giugno l'esposizione dedicata alle opere del pittore futurista curata dal nuovo direttore artistico del museo, Roberto Cresti. Seguirà in estate una mostra di 4 artisti del Novecento (in aggiunta anche un omaggio a Lino Liviabella), e a Natale ci sarà un evento dedicato a Scipione con l'esposizione di un dipinto inedito
di Mauro Giustozzi (Foto di Fabio Falcioni)
Wladimiro Tulli e Palazzo Ricci come emblema di arte, cultura e traino turistico non solo di Macerata ma di tutto il territorio. Tre mostre che attraverseranno, ad iniziare da quella dedicata al futurista maceratese, primavera, estate ed autunno in una sorta di staffetta disegnata dal nuovo direttore artistico del museo, Roberto Cresti, docente di Storia dell’arte contemporanea e di Storia delle arti del Novecento presso l’Università degli Studi di Macerata che sarà anche il curatore delle esposizioni promosse dalla Fondazione nella propria sede museale durante l’anno in corso.
Alla presentazione del ricco cartellone il vertice della Fondazione, con la presidente Rosaria Del Balzo Ruiti, il vice presidente Francesco Sabatucci, il segretario Gianni Fermanelli, il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli accompagnato dall’assessore alla Cultura, Katiuscia Cassetta, Paola Ballesi presidente di Macerata Cultura a significare del legame e della collaborazione sempre più stretta instauratasi tra Comune e Fondazione. Non poteva mancare poi Carla Tulli, figlia di Wladimiro, che ha collaborato all’organizzazione dell’esposizione.
La stagione delle mostre a Palazzo Ricci inizierà il prossimo 1 aprile con l’inaugurazione della sezione di mostra organizzata nell’ambito delle celebrazioni corali per il centenario della nascita di Wladimiro Tulli, che vedono coinvolti il comune di Macerata in qualità di ente capofila, il comune di Civitanova e il comune di Recanati. ‘Futuro interiore. Wladimiro Tulli nel Novecento’ di Palazzo Ricci presenterà al pubblico la produzione artistica di Tulli dagli esordi agli anni Sessanta, vale a dire dagli inizi futuristi come aeropittore alle esperienze innovative dell’arte italiana ed europea dopo la Seconda guerra mondiale. Al tempo stesso, vuole essere un’estensione e un approfondimento del percorso espositivo del museo Palazzo Ricci, ove figurano in permanenza opere di Tulli, così da collocare l’artista nel contesto del Novecento italiano di cui fu protagonista per oltre sessant’anni.
«Siamo a casa Tulli – ha esordito Rosaria Del Balzo – Palazzo Ricci è futurismo e arte moderna che incarna le opere che sono in esposizione permanente di questo artista che è stato di casa in questi luoghi in queste stanze. Attraverso la nostra sezione di mostra abbiamo voluto evidenziare le importanti relazioni che Tulli ha intrattenuto con i più grandi artisti del XX secolo, che gli furono maestri, colleghi e amici. Nomi della levatura di Tano, Balla, Depero, Pannaggi, Prampolini, Licini e Burri, tutti rappresentati nella raccolta di Palazzo Ricci. Un percorso segnato dalla collaborazione di tre comuni che ospitano la mostra di Tulli. Già nel 1998 ospitammo un’esposizione di questo grande artista ed il titolo era straordinario: ‘In bilico sull’Arcobaleno’ che indicava la serenità e pace dopo il temporale. Adesso la mostra si intitola ‘Futuro interiore’ ed è un viaggio in noi stessi guardando con speranza al futuro che ci aspetta nel segno di una ricostruzione che è un dovere sociale e politico della collettività. L’esposizione sarà aperta sino al 19 giugno a cui seguirà poi una mostra in estate nel periodo della stagione lirica e fino a metà settembre. Infine per il Natale appronteremo un’esposizione dedicata alla figura di Scipione altro grande artista con radici maceratesi. Infine desidero ringraziare la famiglia Tulli per il prezioso supporto che ci ha dato, con tanta disponibilità e generosità, per la realizzazione di questo evento».
Il sindaco e presidente della Provincia, Sandro Parcaroli, ha evidenziato la duplice valenza di questo progetto che, da un lato, attraverso la sua articolazione su più sedi espositive, è in grado di unire il territorio e, dall’altro, ha il merito di avvicinare le giovani generazioni all’opera tulliana. «Una mostra su un artista che unisce il territorio essendo spalmata su tre comuni –ha detto – e per me che mi considero il sindaco della provincia non può che far piacere. Sarebbe meraviglioso poter prolungare questa esposizione, come le altre che organizziamo, avendo a disposizione altri contenitori in città, una sorta di mostra permanente da ospitare in appositi siti. Una mia intenzione ed è anche un progetto quello di reperire nuovi siti dove ospitare in modo permanente esposizioni come quella di Wladimiro Tulli e di altri artisti che allestiremo in futuro. Questo è un artista che ha saputo interpretare il nostro territorio ed è un evento che auspico possa coinvolgere anche le giovani generazioni».
Carla Tulli ha voluto ringraziare tutti i protagonisti di questa mostra per aver lavorato tanto e bene nel ricordare la figura e l’opera del proprio padre in un luogo come Palazzo Ricci a lui tanto caro. «Un grazie di cuore a tutti, dalla Fondazione Carima all’ultimo dei collaboratori – ha sottolineato la figlia di Tulli – per il lavoro effettuato. Il periodo pasquale è quello in cui tradizionalmente vengono aperte le mostre e chi verrà nel nostro territorio potrà apprezzare non solo le opere di Wladimiro Tulli ma anche la straordinaria bellezza di contenitori come Palazzo Ricci, Buonaccorsi, Sant’Agostino e Villa Colloredo Mels. Questa esposizione ci invita a guardare noi dal di fuori ed a spiegarci».
Roberto Cresti ha puntualizzato come Palazzo Ricci sia un giacimento di tesori e possibilità, a cui si tenterà di dare voce attraverso una serie di iniziative espositive che mirano appunto a dimostrare come questa straordinaria collezione abbia molto da dire.
«Apriamo con l’esposizione dedicata a Tulli – ha detto il direttore artistico – ma siamo al lavoro anche per il secondo appuntamento che sarà la tradizionale mostra estiva, in concomitanza con il Macerata Opera Festival. L’iniziativa espositiva verrà dedicata a quattro artisti del Novecento: Primo Conti, Francesco Messina, Diego De Minicis e Betto Tesei, le cui vicende sono in qualche modo legate fra loro fino ad arrivare in taluni casi ad intrecciarsi. Ad essi si aggiungerà l’omaggio a un grande maceratese, Lino Liviabella, interprete nella musica dello stesso gusto artistico, del quale si prevede di organizzare l’ascolto di brani tratti da sue composizioni. Infine per la stagione autunnale è stata programmata una mostra, che si configura come un evento di grande rilievo scientifico e di sicuro interesse, incentrata sulla figura di Scipione, del quale verrà presentato un dipinto inedito. La Fondazione Carima è particolarmente legata a questo importante artista maceratese, scomparso purtroppo in giovane età, al quale negli anni Duemila intitolò un premio di pittura».






