Migrazioni e morti in mare,
a Macerata il musical
“Sotto lo stesso cielo”

LO SPETTACOLO in programma al teatro Don Bosco martedì 22 marzo alle 9.30 sarà seguito dall'incontro con Tareke Brhane presidente del comitato 3 ottobre che ricorda il dramma del naufragio nel Mediterraneo di 368 profughi

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musical-sotto-stesso-cielooIl dramma delle migrazioni attraverso il mare nel musical “Sotto lo stesso cielo” in programma a Macerata al teatro Don Bosco martedì 22 marzo alle 9.30. Lo spettacolo realizzato dalla “La Compagnia del Kintsugi” è ideato dal comitato 3 ottobre che intende non far cadere l’oblio sulla tragedia del 3 ottobre 2013 quando nel Mediterraneo morirono 368 profughi. Lo spettacolo sarà seguito dall’incontro con Maria Antonella Angerilli, dirigente scolastica dell’istituto “Giuseppe Garibaldi”, alla presenza di due studentesse presenti nell’ottobre 2021 a Lampedusa in occasione degli eventi per la giornata della memoria e dell’accoglienza, Tareke Brhane, presidente del comitato 3 ottobre e Vito Fiorino, soccorritore.  L’incontro si inserisce negli eventi realizzati in seno al progetto FAMI “L’arte dell’Accoglienza” realizzato dal comitato 3 ottobre e dal liceo scientifico coreutico musicale “G. Marconi” di Pesaro. Il musical “Sotto lo Stesso Cielo” è una performance teatrale che vede nel ruolo di attori le giovani studentesse e studenti del liceo G. Marconi di Pesaro. Lo spettacolo, con musiche di Emanuele Lepore, Bartolomeo Giunti, Felipe Solari e con il contributo di Davide Pascucci, Lorenzo Giagnolini, Matteo Benocci, è un racconto appassionato sulla tragedia del 3 ottobre 2013 dove morirono in mare 368 persone nonostante l’impegno di un gruppo di pescatori che fece salire sulla propria imbarcazione quanti più uomini e donne possibili.  «Sono molto onorato di essere ospite a Macerata – dice Tareke Brhane – l’obiettivo della nostra associazione è di ampliare lo sguardo delle giovani generazioni sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione, della memoria e dell’accoglienza.  Come Comitato 3 ottobre ogni giorno lavoriamo per costruire percorsi d’integrazione e di accoglienza. La guerra nella vicina Ucraina ci ha mostrato come – quando c’è la volontà politica – si riesca ad accogliere e a garantire, come è giusto che sia, protezione umanitaria a chi fugge. Come Comitato 3 ottobre chiediamo che a chi fugge dalla guerra, qualsiasi guerra, sia riconosciuta la protezione umanitaria».


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