Casa di riposo davanti al santuario,
il comitato alza la voce col vescovo
«Si distruggerà un bene prezioso»

LA MANIFESTAZIONE di un gruppo di cittadini a Fermo per chiedere l'intervento di monsignor Pennacchio

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La protesta a Fermo

«Nonostante il maltempo siamo presenti perché è giusto protestare contro una cementificazione che a nostro avviso distruggerà un bene prezioso per Mogliano, un’area verde importante, un santuario pieno di storia, religione, cultura. Abbiamo fatto presente che ci sono varie alternative valide ma, a nostro avviso, non le si vuole perseguire. Si insiste sulla cementificazione di questa preziosa area verde di pertinenza del santuario che così morirebbe».

protesta_fermo-3-325x244Si sono ritrovati questa mattina, nonostante la pioggia, in via Vittorio Veneto, a poche decine di metri da piazza del Popolo, a Fermo quelli del comitato presieduto da Luciano Falconi, per protestare contro la scelta dell’amministrazione comunale di Mogliano di realizzare una nuova struttura sull’area verde del santuario del Santissimo Crocifisso. Una protesta civile, composta, sotto gli occhi degli agenti della Questura di Fermo, con la Squadra Mobile (presente anche il dirigente Abbate), le Volanti e i carabinieri. Perché a Fermo? Semplice: per far sentire la loro voce e recapitare all’arcivescovo Rocco Pennacchio il loro “no” categorico contro l’esproprio dell’area da parte del Comune. Il vescovo però si è già espresso rimarcando che nulla può nei confronti di un’intenzione di esproprio da parte dell’amministrazione comunale: «La richiesta dell’amministrazione – rimarca Falconi – è di parte perché le alternative ci sono. L’amministrazione non vuole vedere nient’altro rispetto a ciò che ha deciso, e questo obbligherebbe il vescovo a una scelta infelice ma, a nostro avviso, la Curia potrebbe sospendere la questione in attesa di fare chiarezza sulla vicenda. Non abbiamo mai chiesto alla Curia di bloccare l’iter ma di tutelare l’area verde di sua proprietà che il Comune vuole espropriare». Dinanzi a un esproprio è, però, comunque, difficile opporsi: «Ok ma parliamo di uno spazio vitale per il santuario quindi un bene per l’area e per la comunità. E la struttura che si vorrebbe realizzare prevede anche un’area per uffici, quindi nulla a che vedere con la sacralità dell’area. La Curia dovrebbe a nostro avviso spingere per una sospensione».

(Redazione Cf)

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