In tanti all’addio di Anna e Alberto
«Lui di un’umanità dirompente,
lei in chiesa tutte le mattine»

MACERATA - I due fratelli sono morti il 31 dicembre dopo l'incendio scoppiato nella loro abitazione. Oggi il funerale nella chiesa del Sacro Cuore. I ricordi di chi li ha conosciuti. Presenti anche il sindaco Sandro Parcaroli e l'assessore Riccardo Sacchi
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Anna e Alberto Cameli

di Luca Patrassi

Gremita, nei limiti imposti dal protocollo anti Covid, la chiesa del Sacro Cuore di Macerata per i funerali di Anna e Alberto Cameli, i due fratelli maceratesi morti il 31 dicembre per il monossido di carbonio inalato dopo l’incendio della loro abitazione di via Severini. A celebrare il rito funebre questa mattina è stato don Gennaro, davanti a lui i feretri (quello di Alberto aveva sopra la maglia della Maceratese).

cameli-fiori1-650x488Un lutto che ha colpito, e molto, la città, per l’amministrazione comunale a testimoniare vicinanza alla famiglia c’erano il sindaco Sandro Parcaroli e l’assessore Riccardo Sacchi (amico di Alberto), a sottolineare l’affetto di cui godevano i due fratelli maceratesi i tanti presenti in chiesa, giovani e meno.

«Come scriveva San Paolo, la patria dei cristiani – ha detto don Gennaro – è nei cieli, dobbiamo essere sempre pronti a diventare angeli, anche se ora siamo disorientati dalla tragedia, dobbiamo avere fede, l’unica medicina efficace è la fede in Dio, la morte non ci deve far paura, loro entrano in una vita nuova, anche la morte diventa motivo di speranza e di preghiera» ed ha proposito di preghiera don Gennaro ha ricordato Anna: «Era in chiesa tutte le mattine e tutti i giorni mi salutava con affetto».

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I vigili del fuoco sul luogo dell’incendio

Dal pulpito si sono poi susseguite le testimonianze di chi ha percorso un tratto di vita terrena con i due fratelli scomparsi, con Anna ed Alberto. Ha iniziato Filippo Olivelli che ha ricordato come Andrea sia stato di «una umanità dirompente e disarmante. Non potevi non entrare in sintonia con lui, amico di tantissime persone e presente in tanti gruppi, dal volley alla banca. Lui ed Anna ti entravano nel cuore per l’attaccamento alla vita, per la felicità che donavano. Il destino si è preoccupato di portarli via insieme, voglio ricordarli con il sorriso». L’avvocato ed ex presidente dell’Ordine Giancarlo Nascimbeni ha ricordato gli inizi professionali di Alberto nello studio di Oscar Olivelli: «Ricordo quando 40 anni fa venne nello studio accompagnato dal padre, allora si usava così per l’ingresso nelle professioni, svolse la sua pratica con profitto e con passione evidenziando quella deontologia professionale che lo ha sempre caratterizzato. Da allora le frequentazioni sono state assidue». Paola Olivelli ha tratteggiato la figura di Alberto Cameli, avvocato nello studio di Oscar Olivelli, Isabella Moroni ha ricordato in particolare Anna Maria e le sue telefonate con cadenza settimanale, Andrea Aglieta infine ha parlato dell’amico Alberto.

 

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