«No al raddoppio del ponte di Piediripa,
quei soldi vengano usati per collegare
Corridonia con San Claudio»

INFRASTRUTTURE - L'appello dell'ex sindaco Sandro Giustozzi che ha scritto una lettera a ministro, governatore, presidente della Provincia e sindaco di Macerata per chiedere di utilizzare diversamente i 3 milioni previsti per ampliare la struttura esistente
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Il ponte sul fiume Chienti tra Corridonia e Piediripa

 

«Il sottoscritto, quindi, quale cittadino di Corridonia, utente del ponte di Piediripa e anche quale ex amministratore della cosa pubblica, chiede al ministro di mantenere il finanziamento, ma di suggerire al presidente Pettinari di utilizzare i fondi in modo diverso, costruendo finalmente il ponte per collegare Corridonia con San Claudio». Sono le parole di Sandro Giustozzi, avvocato ed ex sindaco di Corridonia, che ritiene inutile spendere tre milioni di euro, due dei quali finanziati dal ministero dei Trasporti, per realizzare un nuovo ponte parallelo a quello esistente tra Corridonia e Piediripa. Giustozzi ha quindi inviato una lettera al ministro Giovannini, al governatore Acquaroli, al presidente della Provincia Pettinari e al sindaco Parcaroli per chieder di rivedere il progetto.

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L’avvocato ed ex sindaco di Corridonia Sandro Giustozzi

«I soldi pubblici, soprattutto in questo periodo di enorme debito pubblico – dice Giustozzi – dovrebbero essere spesi in modo oculato per opere necessarie, funzionali e chiaramente migliorative rispetto alla situazione preesistente. Il nuovo ponte, così come previsto, non solo è completamente inutile, ma va anche a creare una turbativa, al traffico che attualmente sul ponte scorre in maniera regolare. Il problema è costituito dalle due rotatorie a monte e a valle, quelle di Piediripa e quella di Corridonia, che costituiscono un imbuto, con conseguenti rallentamenti della viabilità. Sull’attuale ponte non si sono verificate mai criticità di alcun genere. Uscire da una rotatoria a due corsie, per poi percorrere i due ponti a quattro corsie, per poi tornare in una rotatoria di nuovo a due corsie rappresenta una soluzione a dir poco irrazionale. Assolutamente da non attuare. Chi scrive, oltre ad essere stato sindaco di Corridonia per molti anni, percorre quel ponte sul fiume Chienti di media quattro volte al giorno e l’attuale situazione è da considerare ottimale nonostante il notevole transito di veicoli. Sembra che l’unica giustificazione consista nel disporre e utilizzare un nuovo ponte durante la manutenzione di quello esistente. Tale argomentazione è errata e assolutamente non condivisibile, poiché per il periodo necessario ai lavori di riparazione è possibile realizzare, tramite il genio Militare, una bretella provvisoria». Giustozzi quindi propone di dirottare quei soldi verso un’altra opera, che sarebbe, a suo avviso, molto più funzionale per la zona.  «Da tanti anni – continua – si spera di realizzare la viabilità su San Claudio per cui, conformemente a progetti, peraltro già approvati, necessita la costruzione di un nuovo ponte proprio in quella zona anche per collegare in maniera razionale la nuova zona industriale di Piediripa con la superstrada. Allora lo scrivente si chiede come mai non si realizzi il nuovo ponte ove realmente serve ed è da anni previsto e se ne voglia, invece, realizzare uno assolutamente inutile – anzi dannoso – per la viabilità. Non va anche dimenticato l’aspetto erariale della vicenda in quanto un’opera inutile può costituire anche un danno per le casse dello Stato quando, invece, l’esecuzione di un’opera necessaria rappresenta un vanto per quei amministratori che l’hanno realizzata. Non appena verrà realizzato l’attraversamento del fiume Chienti nei pressi di San Claudio, potrà iniziare la manutenzione straordinaria del ponte di Piediripa, con definitiva risoluzione del problema della congestione del traffico e indubbi vantaggi per la collettività nonché risparmi di risorse. Lo scrivente si rivolge anche ai due presidenti e al Sindaco di Macerata, affinché ascoltino il suggerimento e le richieste di questo cittadino onde utilizzare i fondi pubblici per un nuovo vero ponte, non per ampliare quello esistente».

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