Morto nello schianto in auto,
la procura dispone l’autopsia

MATELICA - Giacomo Bonci ha perso la vita nelle prime ore di ieri mentre rientrava a San Severino. Domani l'esame medico legale, poi si potrà fissare il funerale. Continuano i ricordi degli amici: «Uno dei migliori angeli che il Paradiso possa avere»

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Giacomo Bonci

 

di Monia Orazi

Non è stata ancora fissata la data dei funerali di Giacomo Bonci, il 33enne morto ieri nel tragico incidente stradale in località San Nicola a Matelica, lungo la provinciale che conduce da Gagliole a Matelica. Nello stesso incidente stradale è rimasto coinvolto M. P., barista 25enne, anche lui molto noto a San Severino. Sarà cruciale la sua testimonianza per capire esattamente cosa sia accaduto. L’autopsia richiesta dal pubblico ministero Rosanna Buccini è stata fissata per domani mattina alle 10, si svolgerà all’obitorio dell’ospedale di Camerino. Subito dopo il corpo sarà restituito alla famiglia e si potranno fissare i funerali, che potrebbero tenersi nella giornata di domenica. Intanto sui social continuano i messaggi di ricordo del giovane. Con queste parole lo ricorda Cristian: «Ciao amico mio, fai buon viaggio. Non riesco ancora a credere che tutto ciò sia reale. Un giorno ci si rivedrà nei piani alti del paradiso dove già sei, uno dei migliori angeli che il paradiso possa avere».

Una compagna di scuola così lo saluta: «Anche se ci siamo parlati poco in classe, rimarrai sempre un mio compagno di scuola e per questo sono rimasta veramente scioccata». Gli amici del soft air, il gruppo Pitbull di San Severino, così gli rendono omaggio: «Non si è mai “preparati” a certe notizie. Mai. Non c’è un modo giusto per affrontare queste tragedie. Quando un ragazzo così giovane, un tuo ex-compagno di squadra, qualcuno con cui hai condiviso delle avventure e con cui hai dei bei ricordi, con cui ti ritrovi per caso, in giro, una sera, a parlarne e a scherzarci su fino a tarda notte viene a mancare l’impatto è troppo forte. Toglie il fiato. E allora l’unica cosa che puoi fare è cercare vecchie foto, ritrovare vecchi sorrisi e rivivere vecchie esperienze che in te e in lui hanno sicuramente lasciato qualcosa. Jake, tu sei stato un PitBull e sarai sempre parte della nostra famiglia. E a noi, lo sai, piace ricordarti così… col sorriso, la mimetica, il fucile in mano e sempre pronto a ridere e scherzare su tutto».

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