Leopardi e il paesaggio:
studiosi internazionali a confronto

RECANATI - Il rapporto tra il poeta e l'ambiente è il tema dell’edizione 2021 del convegno promosso dal Centro di studi Leopardiani. L'appuntamento, che si terrà dal 27 al 30 ottobre, è stato presentato all'Università di Macerata
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La presentazione del convegno

 

Un tema evocativo, quello del paesaggio, capace di coniugare la cronaca della spinta al rispetto dell’ambiente dei giovanissimi e di Greta Thunberg e la geniale intuizione di duecento anni fa di Giacomo Leopardi. Dal 27 al 30 ottobre, si terrà a Recanati il convegno del Centro di studi Leopardiani. Scienziati, paesaggisti e architetti insieme a filosofi e letterati per i quattro giorni dedicati al poeta. Focus sulla tutela urbanistica dei luoghi leopardiani e sul progetto della Biblioteca digitale. Il paesaggio che è appunto un tema contemporaneo: le date però spiegano che Leopardi ci era arrivato duecento anni fa, come sottolineato nell’intervento di presentazione il rettore di Unimc Francesco Adornato. «Il 19 marzo 1821 Leopardi scriveva nello Zibaldone “noi siamo del tutto alienati dalla natura e dunque infelicissimi”, una profondità geniale, quella dello scrittore, che offre un’idea di quell’arte del paesaggio che distingue territorio e spazio, un messaggio colto dal convegno che è di straordinaria contemporaneità. In più, nel convegno, c’è un profilo di sistema in cui le istituzioni culturali si ritrovano a lavorare insieme con risultati straordinari». Profilo di sistema che si manifesta con un altro protagonista della presentazione odierna, il sindaco di Recanati Antonio Bravi: «Positiva la sinergia delle realtà istituzionali ed educative del nostro territorio, l’unica direzione percorribile in un piccolo territorio come il nostro. Dobbiamo remare tutti dalla stessa parte per ottenere risultati di rilievo. Il convegno internazionale si conferma un appuntamento di grande livello e tradizione, capace di attrarre studiosi eccellenti con una riflessione sul paesaggio, sulla natura e sulla tutela del territorio che ci vede curiosi ed interessati. In occasione del convegno sarà presentato il piano urbanistico particolareggiato di tutela dei luoghi leopardiani e in particolare del Colle dell’Infinito che è un patrimonio di tutti e va tramandato».

Laura Melosi è la titolare della cattedra leopardiana dell’Ateneo maceratese: «Non ci saranno solo leopardisti, ma anche scienziati, storici dell’arte e del paesaggio, urbanisti ed esperti in digital humanities, per presentare nuove letture dell’opera di Leopardi in aggiunta a quelle critico-letterarie. Abbiamo coinvolto molti giovani studiosi di diverse università: Roma, Napoli, oltre che Macerata. C’è poi molta attesa per il progetto di digitalizzazione delle carte leopardiane». È il presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani Fabio Corvatta a chiudere la serie di interventi aprendo il suo con il ringraziamento alla contessa Olimpia Leopardi, presente all’incontro: «La contessa Leopardi rappresenta la famiglia e ha sempre sostenuto l’attività del Centro nazionale. Il convegno “Leopardi e il paesaggio” arriva in un contesto particolare e di grande attualità. Sottolineo la sinergia tra le istituzioni culturali che l’hanno promosso, innanzi tutto il Comune e Unimc. La significativa apertura tematica deriva dalla collaborazione con numerose istituzioni culturali: il Fai (Fondo Ambiente Italiano), la Biblioteca Nazionale di Napoli, il Gabinetto Vieusseux di Firenze, l’Istituto di studi filosofici di Napoli e la Cattedra “Giacomo Leopardi” dell’Università di Macerata. Non è più il tempo di vivere in isolamento, sono state cercate e trovate collaborazioni che hanno dato risultato importanti, la prima è quella con il Fai. Decisivo, inoltre, il sostegno del Ministero dei Beni Culturali e del ministro Dario Franceschini, da loro sono arrivate risorse decisive per le nostre attività. Due, in particolare, i punti da sottolineare: il primo è la presentazione dello strumento urbanistico, voluto dal sindaco Bravi, che permetterà di tutelare i luoghi leopardiani, e l’altro è la digitalizzazione degli autografi, per il quale stiamo investendo risorse importanti per mettere insieme le carte leopardiane finora conservati nella Biblioteca Nazionale di Napoli e in altri 84 siti in giro per il mondo».

Il convegno sarà trasmesso in diretta streaming grazie alla collaborazione con il liceo classico Giacomo Leopardi. Info sul programma sul sito del Centro studi.



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