Doppia assemblea alla iGuzzini:
«Tanta preoccupazione tra i dipendenti,
chiedono alternative ai licenziamenti»

RECANATI - I sindacati hanno convocato gli incontri dopo la decisione dell'azienda di lasciare a casa 103 lavoratori. Giuliano Caracini (Cisl): «Siamo uniti nell'affrontare questa situazione». Giovedì il confronto con l'azienda. Il Popolo della famiglia: «Un licenziamento così massiccio lascerebbe una ferita aperta per il nostro territorio»
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L’ingresso della iGuzzini

 

di Luca Patrassi

Un’assemblea al mattino ed una seconda nel pomeriggio per consentire la più ampia partecipazione degli oltre settecento dipendenti dello stabilimento recanatese della iGuzzini Illuminazione. Massiccia la partecipazione all’incontro convocato dai sindacati per affrontare l’emergenza occupazionale e definire la strada da seguire iniziando dal prossimo incontro con la direzione aziendale fissato per dopodomani nella sede maceratese di via Weiden di Confindustria.

A preoccupare è la procedura di licenziamento per 103 addetti avviata dal gruppo svedese Fagerhult, che ha assorbito nel 2019 la iGuzzini Illuminazione. I sindacati, alla vigilia dell’incontro di oggi, avevano presentato la piattaforma rivendicativa, dalla posizione netta della Cgil che ha chiesto la revoca delle procedure di licenziamento prima di intavolare qualunque trattativa, a quella della Cisl propensa a discutere altre forme di interventi (solidarietà, cassa integrazione speciale) in attesa di tempi migliori ed infine l’Ugl che vorrebbe trattare il numero degli esuberi.

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Alcuni sindacalisti di fronte alla Guzzini, al entro Giuliano Caracini con la bandiera verde della Cisl

Giuliano Caracini è il delegato provinciale di settore per la Cisl: «Assemblee molto partecipate, mai avuto – ha sottolineato il sindacalista maceratese – una partecipazione così numerosa nelle precedenti assemblee e questo era ovviamente nelle aspettative stante la delicatezza del momento. Il mandato che ci è stato dato dai lavoratori è quello di andare a proporre alternative ai licenziamenti che siano il ricorso a una cassa integrazione straordinaria o alla solidarietà e comunque rimanere al tavolo della trattativa per capire come l’azienda vuole andare avanti. C’è preoccupazione tra i lavoratori, non può essere diversamente. Presenziare i tavoli di discussione con l’azienda, giovedì avremo il responso aziendale. Come sindacati siamo compatti, dobbiamo essere uniti per affrontare questa situazione, c’è la volontà di proseguire in un percorso che sia il più unitario possibile. Abbiamo anche affrontato il discorso della Cassa integrazione ordinaria, fino a dicembre l’azienda la utilizzerà facendo maturare i ratei di ferie, permessi e tredicesima mensilità». Ora i fari sono puntati sull’incontro di dopodomani, con inizio fissato nel pomeriggio, nella sede di Macerata di Confindustria: vi prenderanno parte la direzione aziendale, i rappresentanti di Confindustria, i delegati sindacati di Cisl, Ugl e Ugl ed ovviamente i componenti della rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento recanatese.

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Un deserto oggi all’esterno dell’azienda

La questione è oggetto di un intervento anche del Popolo della Famiglia: «Comprendiamo le esigenze dell’azienda con un calo importante di fatturato e che vuole giustamente rimanere competitiva ma non riteniamo pensabile, soprattutto in questo periodo che siano messe in mezzo alla strada, prive di qualsiasi mezzo di sostentamento ben 103 famiglie – dice Domenico Gallo, coordinatore maceratese del popolo della Famiglia -. La Regione e il governo intraprendano tutte le misure necessarie a scongiurare i licenziamenti con sgravi fiscali importanti o ricollocazione dei lavoratori in esubero. Il Popolo della Famiglia, movimento politico che si ispira alla Dottrina Sociale della Chiesa, è da sempre sensibile a tutte le problematiche di natura sociale ed economica che riguardano la famiglia. Un licenziamento così massiccio non rappresenterebbe solamente una sciagura per le 103 famiglie coinvolte ma anche una ferita aperta per il nostro territorio, per la provincia di Macerata, per tutta la nostra regione, occorre tamponare innanzitutto l’emergenza con provvedimenti speciali».

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