Guzzini in Maserati dribbla i microfoni
Linea soft dei sindacati:
«Non ci aspettavamo i licenziamenti»

RECANATI - La ditta di proprietà svedese ha deciso di lasciare a casa 103 persone. Il decano della famiglia, Adolfo, oggi è arrivato senza rilasciare dichiarazioni. Mentre la società tace, i sindacalisti provano a dire qualcosa, in un clima apparso conciliante a fronte delle tante persone che resteranno senza lavoro. E c'è chi chiede un intervento del sindaco, della Regione e del presidente della Provincia
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I sindacalisti di fronte alla Guzzini questa mattina

 

di Luca Patrassi

Quattro sindacalisti, le bandiere di riferimento, giornalisti e troupe televisive locali e nazionali. Stamattina l’ingresso allo stabilimento di Recanati della iGuzzini illuminazione non sembrava tanto diverso dal solito. La notizia dell’avvio della procedura di licenziamento per 103 addetti non ha provocato, al momento, reazioni particolari: la sbarra di ingresso dell’azienda segnala i soliti movimenti, auto e mezzi dei fornitori. Entra anche, con la sua Maserati, Adolfo Guzzini, già timoniere dell’azienda di famiglia, poi con un ruolo operativo nel gruppo svedese cui aveva ceduto la proprietà nel 2019 e dimessosi dai ruoli operativi pochi mesi fa pur mantenendo la partecipazione azionario. Guzzini non ha risposto all’invito dei giornalisti, forse nel vedere il giornalista Mediaset di lungo corso Remo Croci, noto anche per la passione Samb, ha pensato di poter essere coinvolto nel prossimo match della sua Recanatese con gli adriatici. Peraltro Guzzini, il giorno prima, aveva ribadito il concetto di essere uscito dall’azienda e di non voler dunque commentare l’annuncio dei licenziamenti ma di credere comunque nel futuro del gruppo. Oggi comunque Guzzini è entrato e non è stato visto uscire, o almeno non lo ha fatto a breve scadenza. All’ingresso è in bella vista un cartello che indica come l’azienda sia esente da 337 giorni da infortuni sul lavoro. La scomparsa eventuale di posti di lavoro sarebbe, in effetti, una tragedia sociale ma non da statistica antinfortunistica.

guzziniPer la cronaca, ad interviste anche televisive in corso, si è fermata un’auto il cui conducente ha chiesto dove poter lasciare il proprio cv per lavorare alla iGuzzini. Non era una provocazione, effettivamente uno che ha poi fatto il giro a piedi delle aziende della zona. L’azienda continua a tacere, silenzio a Recanati e nessun segnale dalla Svezia anche se alcuni fanno notare come il titolo del gruppo svedese nel 2021 sia cresciuto del 50%, dopo il calo dello scorso anno e sia comunque leggermente sopra il livello del 2019. Cosa dicono i sindacati? Nessuna azione dimostrativa, il clima è apparso perfino conciliante, in attesa dell’assemblea del prossimo 5 ottobre con i circa 730 addetti dello stabilimento recanatese, assemblea che si svolgerà in due turni. Poi il 7 ottobre ci sarà un nuovo incontro con la direzione aziendale. Per la Cisl c’erano Giuliano Caracini, delegato provinciale del settore, e Pasqualina Basilicata, componente della Rsu: «L’azienda – rileva Caracini – lamenta un calo di fatturato, c’erano stati dei segnali, come il ricorso alla Cassa integrazione dal marzo 2020, che avevano fatto pensare a un piano di riorganizzazione, ma non ci aspettavamo ora la procedura per i licenziamenti. Il nostro impegno è evidentemente quello di riuscire ad individuare ulteriori strumenti utili a salvaguardare i lavoratori come la cassa integrazione e la solidarietà. Di sicuro l’obbiettivo è garantire l’occupazione in un territorio il cui tessuto sociale è indebolito». Pasqualina Basilicata: «Non ci aspettavamo ora questa comunicazione, pensavamo potesse arrivare ma più in là. Siamo sinceramente preoccupati».

Roberto Masella è il delegato Ugl: «Sono alla iGuzzini da 20 anni e ho passato anche la crisi del 2008. Dobbiamo essere bravi e mantenere il lavoro, l’azienda guarda i numeri e non le persone. La direzione aziendale dice che a gennaio si riparte alla grande, che ha attivato la procedura dei 103 licenziamenti per non compromettere oggi la ripartenza di domani, noi ora dobbiamo trovare un punto di incontro e limitare gli esuberi». Marco Bracalente è il delegato della Cgil: «C’è preoccupazione per quanto ci è stato comunicato, l’azienda ha evidenziato il calo di fatturato ma, per iniziare a trattare, chiediamo la revoca delle procedure di licenziamento». Le reazioni locali. «I licenziamenti alla Guzzini causeranno conseguenza nefaste per tutto il territorio”. Lo afferma Sandro Zaffiri, segretario regionale Marche della Confael, la Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori che aggiunge: «l’azienda si assume la responsabilità di un enorme danno sociale ed economico. Governo e Regione Marche aprano un tavolo di confronto e di soluzione perchè non si possono lasciare per strada 103 lavoratori e le loro famiglie. Da aprile è un corollario di annunci di multinazionali che licenziano, spesso con una semplice mail, senza alcun confronto con i sindacati. Una condotta inammissibile e inaccettabile. Ribadisco la richiesta – conclude Zaffiri – alla Regione Marche di intervenire subito e al sindaco di Recanati e al presidente della Provincia di Macerata di farsi promotore di azioni non solo verso la regione ma anche verso i ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro». Così si esprime il gruppo regionale del Pd: «La crisi apertasi a iGuzzini con l’annuncio di 103 licenziamenti rappresenta l’ennesima ferita al nostro territorio, a un sistema produttivo che, pezzo dopo pezzo, rischia di crollare sotto il peso di scelte industriali quantomeno discutibili. Come nel caso di Elica, ma anche come in quello di tantissime altre realtà imprenditoriali più piccole e lontane dai riflettori, i processi di ristrutturazione aziendale che si stanno mettendo in moto in vista della fine dell’emergenza sanitaria rischiano di generare una drammatica crisi sociale. Le Marche non possono permettersi un simile scenario. Va da sé che nella difficile vertenza che ora si aprirà saremo a fianco dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali per far sì che vengano tutelati i livelli occupazionali e per evitare che la regione scivoli in una nuova spirale di deindustrializzazione dalle conseguenze inimmaginabili».

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Adolfo Guzzini in una foto dello scorso anno per l’inaugurazione dell’illuminazione in piazza a Macerata con l’attuale consigliere regionale del Pd Romano Carancini intervenuto oggi

«Tuttavia – aggiunge il consigliere regionale Romano Carancini – vogliamo rivolgerci senza alcun pregiudizio anche all’azienda, un brand famoso in tutto il mondo, che tanto ha dato al nostro territorio in termini di benessere e prestigio, ma che, ora più che mai – si ricordi – molto, molto di più ha ricevuto grazie a intere generazioni di lavoratori che hanno orgogliosamente contribuito a fare de iGuzzini un’autentica eccellenza. Al management attuale chiediamo non solo di non calpestare questa gloriosa storia, ma soprattutto di dimostrare con i fatti il rispetto per la dignità e il futuro di chi ha aiutato a scriverla. Per una volta si faccia uno sforzo di visione, si faccia prevalere la capacità di ascolto ed esplorazione per trovare soluzioni più adeguate alla troppo facile modalità di scaricare sui lavoratori e le loro famiglie le difficoltà, peraltro nel caso de iGuzzini del tutto temporanee. Siamo certi che se ci sarà disponibilità al confronto e al dialogo tra le parti sociali e le istituzioni, tutti insieme sapremo creare le condizioni per continuare a produrre qui, per far sì che quella storia possa continuare nei decenni a venire».

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