Vaccinazioni e futuro dell’Area Vasta 3,
Corsi: «600 operatori senza prima dose,
sei primari in arrivo nel Maceratese»

SANITA' - Il bilancio della direttrice Daniela Corsi in carica da meno di un anno. Sulle missive ai dipendenti che non avevano ricevuto la prima dose: «Ci atteniamo a un decreto ministeriale, non parliamo di no vax, i motivi sono molteplici». Sulla campagna: «Fino a luglio alto numero di prenotazioni, poi vanno scemando e c'è chi attende settembre». Il Covid center di Civitanova: «La convenzione scade a fine luglio, speriamo di non doverla più usare»
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Daniela Corsi

 

di Luca Patrassi

Daniela Corsi, primario del servizio di Anestesia e rianimazione della struttura ospedaliera di Civitanova, è al vertice dell’Area Vasta 3 dell’Asur da meno di un anno, un anno segnato dall’ondata pandemica, almeno dal punto di vista della sanità ospedaliera. 

Iniziamo dalla fine, la questione delle raccomandate inviate dall’Asur a chi non ha fatto il vaccino ed arrivate non solo ai No vax ma anche a chi ha fatto una sola dose, a chi si sente al riparo con gli anticorpi essendo stato già contagiato ed anche a qualcuno che non c’entrava nulla. Infine la comparsa di una società calabrese in caso di mancato recapito…

«Anzitutto non è l’Asur che ha preso questa iniziativa – dice Daniela Corsi -, ma viene seguita la disposizione fissata da un decreto ministeriale. Con la società calabrese noi non abbiamo alcun rapporto, lo abbiamo con Poste Italiane»

Si dice che siano state spedite tante raccomandate, qual è la situazione in Area Vasta 3?

«I non vaccinati risultano essere seicento, ma attenzione a non identificarli come No vax, ci sono tante sfaccettature. La raccomandata è arrivata anche a me che ho fatto la prima dose ed ho avuto il Covid e sto valutando la tempistica per la seconda dose».

Dicono che le raccomandate siano arrivate anche a persone che poco c’entrano con l’Area vasta 3…

«Non ne ho conoscenza».

Come sta andando la campagna vaccinazioni in provincia?

«Fino a luglio avremo dei livelli di vaccinazione alti, poi le prenotazioni vanno scemando. E’ anche vero che alcuni preferiscono passare l’estate ed attendere settembre. C’è un’altra questione che vorrei precisare: il Green pass è esclusivamente legato all’avvenuta vaccinazione».

Quanto ai contagi come sta andando?

«I contagi si stanno azzerando, siamo molto vicini allo zero. Abbiamo ancora alcuni pazienti ricoverati in semi-intensiva al Covid Hospital di Civitanova e nei prossimi giorni pensiamo di fare i trasferimenti e liberare così la struttura civitanovese che vorremmo chiudere per i primi di luglio. La convenzione scade alla fine di luglio, speriamo di non doverla più utilizzare. I Pronti Soccorso manterranno dei posti riservati a pazienti Covid, se alcuni dovessero essere intubati faremo riferimento alla Rianimazione di San Benedetto e per i casi ordinari a Malattie Infettive di Fermo».

Sperando appunto che il Covid molli la presa, come si tornerà alla normalità nelle strutture ospedaliere maceratesi?

«Stiamo riprendendo con 15 sedute operatorie a Civitanova e 23 a Macerata».

Resta il problema delle risorse umane, tante caselle vuote nel campo degli specialisti…

«Facciamo tutti i concorsi, ma occorre ripristinare la questione a livello nazionale. Ci sono tante belle idee, ma poi bisogna fare i conti con quello che c’è».

Primari in arrivo…

«Anestesia e Rianimazione di Macerata, Cardiologia di Civitanova, Isp di Macerata, Ortopedia di Camerino, a seguire Urologia di Civitanova e Medicina di Camerino».

Infine si registrano alcune voci critiche sulla decisione di dare un unico coordinatore al personale infermieristico che fa riferimento al blocco operatorio. Anche gli infermieri di Rianimazione avranno come coordinatore quello del blocco operatorio “così da uniformare – è scritto nell’atto – il modello organizzativo delle strutture di Macerata e di Civitanova con quello già vigente a Camerino. Il personale manterrà le stesse funzioni e mansioni”. Secondo la direttrice dell’Av3 Daniela Corsi si tratta di critiche senza senso: «Funziona così in tutto il mondo, è a Macerata che finora c’era stata una situazione diversa».

 

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