Accusati di un’evasione milionaria,
tre imprenditori scagionati
SENTENZA - Sono stati prosciolti al tribunale di Macerata. Il fatto non sussiste. Tra le contestazioni quella di aver emesso fatture per operazioni inesistenti
Tre imprenditori sotto accusa per un’evasione fiscale milionaria, assolti al tribunale di Macerata: «il fatto non sussiste». Veniva loro contestato, a vario titolo, di aver evaso le tasse facendo comparire dei passivi fittizi costituiti da fatture per operazioni inesistenti. Sotto accusa titolari o amministratori di 4 aziende di pelletteria, 3 con sede legale a Macerata e una a Corridonia. Si tratta di Ioselito Tommasi, 59 anni, di Sant’Elpidio a Mare (difeso dall’avvocato Paolo Giustozzi), Bruna Andreozzi, 66 anni, di Corridonia, e Gianfranco Tommasi, 68, residente a Corridonia (difesi dall’avvocato Carlo Alongi). Secondo l’accusa (che ha chiesto la condanna ad un anno e sei mesi per Ioselito Tommasi, due anni e tre mesi per Andreozzi e Gianfranco Tommasi) gli imputati, al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, indicavano nelle dichiarazioni annuali elementi passivi fittizi costituiti da fatture per operazioni soggettivamente o oggettivamente inesistenti emesse da una ditta di Alba Adriatica di proprietà di un cinese. Inoltre Ioselito Tommasi e Bruna Andreozzi, in relazione ad una loro società, avrebbero omesso di indicare nelle dichiarazioni elementi attivi sottratti all’imposizione, superiori al 10% degli elementi attivi indicati in dichiarazione. Si trattava, secondo l’accusa, di un’evasione milionaria. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2007 e il 2012. Nel corso del processo, che si è concluso ieri, è emersa una realtà completamente diversa da quella ipotizzata. Sono stati ascoltati numerosi testimoni e il fornitore cinese, costituitosi parte civile. L’uomo aveva negato di aver mai consegnato merce che invece forniva regolarmente. Una sentenza che è stata accolta con soddisfazione dagli imprenditori, «rende giustizia a degli imprenditori che hanno impegnato tutta la loro vita e i loro beni personali in imprese che hanno dato lavoro a numerose famiglie» dice l’avvocato Giustozzi.
