Oltre 34mila imprenditrici
ma la metà è a rischio:
«Le banche ci discriminano»

INCONTRO ONLINE di Cna Impresa donna Macerata insieme alla ministra Elena Bonetti: «Cosa dobbiamo fare per riprendere quello slancio ante covid? Innanzitutto sanare le disuguaglianze che la pandemia ha amplificato». Tra gli interventi la presidente Emilia Esposito: «Chiedere un mutuo è complicatissimo, servono sempre più garanzie. Necessario un rifinanziamento dei Confidi e più investimento nel welfare»
- caricamento letture
Elena-Bonetti

Elena Bonetti

 

di Mauro Giustozzi

Una vera parità di genere tra imprese femminili e maschili, un reddito che non sia inferiore a quello degli uomini, un maggior sostegno attraverso un welfare mirato con più asili nido, meno difficoltà di accesso al credito ed un riconoscimento del lavoro che la donna fa nella famiglia che si affianca a quello di impresa. Sono le richieste scaturite dalla videoconferenza dal titolo ‘Le donne che fanno l’impresa’ organizzata dalla Cna Impresa donna di Macerata cui ha partecipato la ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.

Oltre alla presidente maceratese di Cna Impresa donna, Patrizia Tiranti, hanno partecipato all’incontro Lucia Pistelli, referente per Cna Macerata di Impresa donna, Emilia Esposito, presidente Cna Impresa donna Marche, Tina Leonzi, presidente nazionale dell’Associazione Moica, e Maria Fermanelli, presidente nazionale Cna Impresa donna. Il quadro dell’imprenditoria marchigiana vede impegnate ad oggi 34.268 donne nel fare impresa ma la situazione portata dal covid pone a rischio la sopravvivenza di 1 su 2 imprese attive.

Tina-Leonzi

Tina Leonzi

Il tasso di occupazione femminile è al 47%, ben venti punti della media europea e diventano 30 per le mamme lavoratrici. Per non parlare della differenza di reddito tra uomo e donna che equivale al -18%, anche se nelle pmi della nostra regione tale differenziale si assottiglia sino al -1,6%. A ciò si aggiunge l’impegno familiare che è di 5 ore rispetto a 1 ora dell’uomo. A dare speranza ad un futuro diverso all’imprenditoria femminile marchigiana ci ha pensato la ministra alle Pari opportunità Elena Bonetti. «Plaudo a questa iniziativa di Cna Impresa donne – ha esordito la ministra – capace di dare quel protagonismo alle imprese che hanno alla loro guida delle donne che si sta dimostrando essere una leva di grande energia per la ripartenza del Paese. Già prima della pandemia l’imprenditoria femminile stava dimostrando di avere quello slancio di positività e capacità di interpretare istanze di innovazione nel fare impresa. Purtroppo la pandemia ha provocato un effetto devastante sul numero delle imprese e in particolare di quelle femminili. Nel panorama europeo l’imprenditorialità femminile noi abbiamo i dati più positivi rispetto alla media cosa che invece non accade in altri settori lavorativi. Cosa dobbiamo fare per riprendere quello slancio ante covid? Innanzitutto sanare le disuguaglianze che la pandemia ha amplificato. Dobbiamo riconoscere il valore del femminile di essere e fare impresa al femminile: un processo di promuovere la cultura dell’impresa al femminile, a partire dall’esperienza vissuta da ogni impresa che è associata alla Cna».

Lucia-Pistelli

Lucia Pistelli

La ministra ha poi sciorinato quelli che sono i provvedimenti in campo per sostenere l’imprenditoria femminile e ridarle quello sprint che può essere determinante per tutto il Paese. «Nell’ambito del Pnrr –ha ricordato Bonetti- abbiamo costituito un fondo di 400 milioni di euro a sostegno delle imprese che si aggiunge al fondo di 40 milioni rivolto alle start up ed alle imprese femminili. Poi non solo accesso al credito ma un’idea di un’azione che sia di sostegno economico ma che creai anche una rete che dia un volto definito all’imprenditoria femminile. In generale vogliamo rinnovare e riqualificare le competenze, fare nuova formazione per le donne che debbono essere protagoniste nel mondo del lavoro e le aiuti nel superare quel gap salariale che purtroppo esiste. Poi c’è l’altra gamba di questo sostegno all’impresa femminile che passa attraverso il Family Act che mette assieme il lavoro e la cura della famiglia. Il tema del welfare collettivo, dell’assegno unico universale per le partita iva e le imprenditrici da sempre escluse da questi strumenti. Da luglio sostegno alla genitorialità per quelle categorie che finora non lo avevano. Poi investimenti nel creare nuovi asili nido ed il bando Conciliamo esteso anche alle pmi per strumenti che possano sostenere la conciliazione tra lavoro e famiglia con 50 milioni di euro quest’anno disponibili per queste politiche. Infine il tema della maternità nell’imprenditoria con la riforma dei congedi parentali che dovranno essere estesi a tutte le categorie e dovranno far fare un passo avanti alle donne imprenditrici e mamme».

Emilia Esposito, presidente Cna Impresa donna Marche, ha posto l’accento sulla grande difficoltà di accesso al credito delle imprese al femminile rispetto a quelle guidate dagli uomini. «Sono indispensabili misure che facilitino l’accesso al credito delle donne – ha detto la Esposito -. Da sempre le banche ci discriminano e non sappiamo il perché. Chiedere un mutuo è complicatissimo, servono sempre più garanzie. Serve un rifinanziamento dei Confidi e più investimento nel welfare. E’ necessario un aiuto alla digitalizzazione aziendale in quanto 7 imprese femminili su 10 non sono preparate. Fare impresa può aprire opportunità alle giovani generazioni di donne: il 25,5% delle ragazze con meno di 30 anni non lavora, non studia e non cerca un’occupazione. Un’ulteriore ostacolo riguarda la carenza di servizi essenziali, come gli asili nido e altri supporti alle donne che fanno impresa, che deve essere affrontata e risolta».

Patrizia-Tiranti

Patrizia Tiranti

La presidente maceratese Patrizia Tiranti ha ribadito come «Cna Impresa donna si è impegnata a sviluppare iniziative e azioni a favore dello sviluppo, della qualificazione e della presenza delle donne nel mondo dell’imprenditoria e del lavoro in genere, valorizzando e condividendo la propria specificità, incrementando le relazioni tra imprese, partner economici, finanziari, istituzionali e sociali». Infine Tina Leonzi, presidente nazionale dell’Associazione Moica intervenuta alla videoconferenza ha sottolineato come «la donna sia impegnata in una doppia vita di impresa, quella del mercato e quella della famiglia che è un altro lavoro. Si calcola che nell’arco di un anno sia di 35 miliardi di euro il lavoro della donna in casa che rappresenta un contributo al benessere della famiglia ma anche dello Stato. Dopo la pandemia da covid c’è bisogno di ripartire e le donne sono un pilastro della società e dello Stato».

Maria-Fermanelli

Maria Fermanelli

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X