Falsa residenza a Macerata
per pagare meno la polizza auto:
dieci persone rinviate a giudizio

DAL GUP - Udienza questa mattina in tribunale. L'accusa contesta che tramite certificati falsificati due persone avrebbero consentito ad altre 8 di pagare un premio inferiore rispetto al comune dove risiedevano realmente
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Documenti falsi per poter pagare meno l’assicurazione dell’auto facendo risultare la residenza a Macerata invece che in comuni della Campania dove i costi sono maggiori: dieci persone rinviate a giudizio dal gup Claudio Bonifazi del tribunale di Macerata. L’udienza si è svolta questa mattina. I fatti contestati risalgono al 2015 e il meccanismo era sempre lo stesso, dice l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Riccioni. In sostanza c’erano due persone Marco Credentino, 54 anni, residente a Macerata, procacciatore dei clienti, e Fabio Ciccarelli, 50, sub agente Generali Ina Assitalia di Recanati, che secondo l’accusa, tramite documentazione falsa (falso documento di proprietà dell’auto, falso aggiornamento della carta di circolazione), avrebbero consentito a persone residenti in Campania di risparmiare sull’assicurazione Rc Auto.

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Gli avvocati Donato Attanasio e Gianluca Gattari (a destra)

E questo sarebbe stato possibile facendo risultare queste persone residenti a Macerata. Uno degli imputati, Filippo Calvino, 39 anni, di Napoli, avrebbe stipulato un contratto di assicurazione con un premio di 540 euro invece di 1.924 euro del comune di effettiva residenza. Antimo Principe, 47 anni, residente a Pomigliano D’Arco, avrebbe pagato 1.170 euro invece di 2.163. Giuseppe Esposito, 73 anni, di Napoli, avrebbe pagato 917 euro invece di 1.760. Luigi Ruggiero, 41, residente a Melito di Napoli, avrebbe pagato 819 euro invece di 1.727 euro, Luigi Miele, 57 anni, residente a Casoria, avrebbe pagato 438 euro invece di 1.111, Francesco Tortora, 52, residente a Casoria, avrebbe pagato 744 euro invece di 2.597, Pasquale Madonna, 71 anni, di Napoli, avrebbe pagato 659 euro invece di 2.554, Maria Corvino, 51 anni, residente a Villa Literno, avrebbe pagato 1.231 euro invece di 1.967 euro. L’accusa contesta i reati di fraudolento danneggiamento dei beni assicurati, falsità materiale commessa da privato, uso di atto falso. Le dieci persone, assiste tra gli altri dagli avvocati Gianluca Gattari, Donato Attanasio, sono stati rinviati a giudizio. Il processo si aprirà il 4 febbraio del prossimo anno.  



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