Il Recovery plan di Draghi
non va d’accordo
con la rete ospedaliera di Saltamartini

IL COMMENTO di Claudio Maria Maffei che mette in relazione le linee del guida del governo con quanto dichiarato dall'assessore regionale alla Sanità sul nuovo ospedale che si dovrebbe realizzare a Macerata
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Il progetto del nuovo ospedale di Macerata, come era stato pensato dalla passata giunta Ceriscioli

 

Dea di primo livello, ospedale di I livello, Recovery plan, riorganizzazione della rete ospedaliera. Claudio Maria Maffei, medico e dirigente sanitario in pensione, torna sulla questione del nuovo ospedale che si dovrebbe realizzare a Macerata, questa volta mettendo in relazione le linee guida contenute  nel Recovery plan del governo con le dichiarazioni della Regione e dell’assessore Saltamartini in particolare. E lo fa con una serie di domande e risposte che cercano di chiarezza su un argomento che di recente è tornato alla ribalta tra polemiche e scambio di accuse tra centrosinistra e centrodestra.

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Claudio Maria Maffei

 

di Claudio Maria Maffei*

Cosa dice il Recovery plan di Draghi a proposito delle reti ospedaliere? Va d’accordo con le dichiarazioni dell’assessore Saltamartini?

Direi che vanno in direzione quasi opposta, ma c’è da fare una premessa. Il recovery plan dà indicazioni abbastanza chiare, mentre le indicazioni di questa attuale Giunta sono per ora parole più ispirate ad una opera di propaganda che non ad un’opera di programmazione. Il recovery plan è comunque chiaro su una questione centrale: si prevedono finanziamenti per gli ospedali con Dea di primo e secondo livello e per gli ospedali di comunità. Ma si prevedono solo per un numero limitato di ospedali “veri” con quelle caratteristiche e cioè per 280 che fanno grosso modo uno ogni 215 mila abitanti e quindi esattamente 7 per le Marche.

Ma è vero come è stato dichiarato qui su Cronache Maceratesi che bisogna distinguere tra ospedali con Dea di primo livello e ospedali di primo livello?

Sono dichiarazioni ben strane. Il Decreto Balduzzi più volte citato nel dibattito è al riguardo chiarissimo: “La struttura sede di Dea di I Livello serve un bacino di utenza compreso tra 150.000 e 300.000 abitanti con un numero di accessi annui appropriati superiore a 45.000 e deve essere dotato delle strutture di cui al capitolo 2, punto 2.3.” e cioè di quelle previste per gli ospedali di primo livello. Dea di primo livello e ospedale di primo livello coincidono. Non c’è il primo se non c’è il secondo e viceversa.

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L’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini

E questa indicazione del Recovery Plan in pratica cosa vuol dire con riferimento al nuovo ospedale dell’Area Vasta 3?

Vuol dire ad esempio che il Recovery Plan va molto d’accordo con il progetto originale di Ceriscioli che prevedeva un ospedale unico di I livello per l’ Area Vasta e la trasformazione degli altri presidi in strutture a tipo ospedali di Comunità.

E cosa vuol dire invece rispetto alle dichiarazioni di Saltamartini?

Vuol dire che va d’accordo con le dichiarazioni di Saltamartini sul nuovo ospedale di Macerata, che dovrebbe essere di primo livello e anche maggiormente potenziato rispetto ad oggi, ma non va d’accordo con tutte le altre dichiarazioni che ha fatto. Innanzitutto non va d’accordo con le dichiarazioni sul potenziamento di tutti gli ospedali con Dea di primo livello. Sarà impossibile farlo a meno che non cambino le norme e il Recovery Plan. Questi riferimenti prevedono 7-8 ospedali tra primo e secondo di primo livello per le Marche, mentre nelle Marche gli ospedali con Dea di primo livello sono attualmente 10 (Urbino, Senigallia, Fabriano, Civitanova Marche, Macerata, Fermo, San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno, Pesaro e Fano) che con Torrette diventano 11. Per chi volesse controllare il riferimento è una Delibera Regionale del 2018 (la 1554).

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Il premier Mario Draghi

E questo cosa vuol dire in partica per gli ospedali delle Marche?

Vuol dire che la Regione deve scegliere quali saranno in futuro i suoi ospedali di primo livello con Dea di primo livello e ridurre il numero di quelli che oggi hanno un Dea di primo livello senza averne i requisiti. Cosa che vale anche per l’Area Vasta 3.

C’è qualche altra cosa in cui il Recovery Plan di Draghi sulla sanità non va d’accordo con le dichiarazioni di questa Giunta e di Saltamartini?

Sì ed è grossa come una casa. Draghi punta sugli ospedali di comunità che questa Giunta vorrebbe invece riportare ad una attività ospedaliera vera e propria.

E allora?

Adesso bisogna vedere se contano più le norme o i programmi elettorali. Per ora la Giunta si è basata su questi programmi e non ha tenuto conto di quelle norme. Adesso bisognerà vedere se glielo lasceranno fare.

*Medico e dirigente sanitario in pensione

 

Il nuovo ospedale di Macerata: tanto rumore per nulla di concreto?

 



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