«Ceriscioli parla del libro dei sogni
I soldi per Macerata qui non ci sono
Dobbiamo trovarli al ministero»

OSPEDALI - La replica dell'assessore Francesco Baldelli all'ex governatore sulla realizzazione della struttura di primo livello: «Scarica tutta la responsabilità di inequivocabili scelte politiche su presunti pareri tecnici. E offre l’esatta misura della distanza siderale dalla realtà dei fatti: non esiste nessun atto regionale che destini alcuna risorsa». Romano Carancini e David Miliozzi contro la scelta di stoppare il progetto già in essere per il capoluogo: «Il sindaco Sandro Parcaroli chiarisca»
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Francesco Baldelli

 

di Luca Patrassi

«L’intervento di Ceriscioli, uscito su Cronache Maceratesi, offre l’esatta misura della distanza siderale dalla realtà dei fatti: non esiste nessun atto regionale che destini alcuna risorsa al nuovo ospedale di Macerata. L’unico atto regionale sul tema è quello che, su proposta del Comune di Macerata, colloca l’ospedale in località La Pieve. Inoltre, il project financing presentava rilevanti criticità sotto l’aspetto economico, tenendo anche in considerazione l’entità dei rischi, rilevate sia dai consulenti incaricati, sia dal DIipe (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica), non essendosi inoltre mai espresso l’Anac per Macerata». E’ il commento dell’assessore regionale all’Edilizia ospedaliera Francesco Baldelli alle dichiarazioni dell’ex governatore sulla realizzazione dell’ospedale di Macerata.

«Per Ceriscioli – osserva Baldelli – sarebbero stati i tecnici a garantire ‘la convenienza economica’ della realizzazione dell’ospedale maceratese tramite la partecipazione dei privati. ‘Non da noi’, si è affrettato a sottolineare nel suo intervento, quasi a garantirsi una sorta di immacolata neutralità sulla scelta del project financing. Ma non basta. Secondo l’ex presidente, sono stati sempre i tecnici a ‘reputare’ che la procedura del project fosse la più conveniente, aggiungendo che, cito testualmente le sue parole, ‘con il Salesi abbiamo rischiato ed è andata bene, nonostante una delle due ditte fosse saltata, mentre per l’ospedale di Fermo si va avanti nonostante mille vicissitudini». A tale commento chiosa Baldelli: «Ogni cittadino dovrebbe domandarsi come sia possibile giocare in questo modo con la sanità, scaricando tutta la responsabilità di inequivocabili scelte politiche su presunti pareri tecnici, operando in maniera tanto azzardata, incrociando le dita perché tutto vada bene, perché le aziende non falliscano, perché i privati mantengano le promesse, perché Cantone dell’Anac ritenga tutte le procedure corrette, e così via».

Conclude Baldelli: «La giunta Acquaroli è stata chiara fin dai primi passi della legislatura: smettiamo immediatamente di inseguire la chimera ideologica degli ospedali unici, e impegniamoci invece al massimo per individuare presso il ministero della Salute tutte le risorse disponibili ad assicurare la concreta possibilità di vedere realizzate, oltre all’ospedale a Macerata, le altre strutture che saranno previste dal nuovo piano socio-sanitario, tra questi il nosocomio di Pesaro. Si passa così dal libro dei sogni e delle menzogne recitate ad arte, alla realtà del lavoro quotidiano. Per raggiungere questo importante obiettivo per i cittadini la Regione Marche è pronta a costruire ospedali, in una rete ospedaliera che tuteli tutto il territorio, costa ed entroterra, ma non a costruire castelli di sabbia giocando d’azzardo con la salute dei marchigiani. Una sola stella polare guida l’operato della nuova giunta: le scelte in materia devono essere davvero vantaggiose, sia dal punto di vista dei servizi offerti che da quello dei costi, perché il diritto alla salute non può essere esposto a scelte ideologiche e azzardate ma deve rispondere a scelte oculate. Il diritto alla salute non può essere garantito nè giustificare lo sperpero di risorse pubbliche, che non appartengono solo allo Stato, ma a tutti i cittadini».

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David Miliozzi

Sulla nuova prospettiva regionale per l’ospedale di Macerata è critico invece David Miliozzi, consigliere comunale di Macerata insieme: «È stato detto tutto e il contrario di tutto sull’ospedale, ma resta un fatto: l’incomprensibile strategia politica della Regione Marche, e a ruota, la mancanza di chiarezza dell’amministrazione guidata dal sindaco Sandro Parcaroli. La procedura proposta dall’assessore Saltamartini è una procedura lunghissima che certamente avrà delle difficoltà applicative evidenti. Tra l’altro i soldi per una procedura del genere non ci sono. La giunta Acquaroli ha impiegato 7 mesi per dirci che si cambiava progetto per l’ospedale di 1 livello. Ora il tema politico è un altro: Parcaroli ha capito che le liste politiche che lo appoggiano a Macerata hanno già scelto di declassare il nostro ospedale? L’assordante silenzio della Lega e di Fratelli di Italia di Macerata è molto significativo. Il sindaco tragga su questo le sue considerazioni politiche. Macerata Insieme nasce per cambiare la politica degli annunci. Lo abbiamo fatto nei confronti della passata amministrazione e lo faremo con la stessa determinazione con questa giunta».

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Romano Carancini durante la conferenza stampa di domenica sull’ospedale di Macerata

Anche Romano Carancini, ex sindaco di Macerata e consigliere regionale in quota Pd, dopo aver già attaccato Saltamartini e Parcaroli sulle scelte fatte sull’ospedale, torna a commentare la risposta dell’assessore regionale. «”Sembra” essersi rimangiato tutto quello che aveva pomposamente dichiarato nella conferenza stampa di sabato scorso a Macerata e soprattutto ha preso l’impegno politico ed amministrativo di costruire a Macerata, nell’Area Vasta 3 (ma anche in tutte le altre Aree Vaste della regione Marche), un nuovo ospedale di 1° livello. Dico “sembra” – prosegue Carancini -, perché nel post notturno egli introduce un elemento aggiuntivo al confronto, il Dea, che l’assessore alla sanità utilizza, come talvolta gli capita, per fare con i cittadini il gioco politico delle 3 carte (qui c’è, qui non c’è, poi c’è ancora e poi non c’è più) e alla fine prendersi gioco di tutti (in gergo popolare si utilizzerebbe un’altra espressione molto più efficace). Testualmente egli infatti afferma: “Sarà nostra cura realizzare il nuovo ospedale di Macerata Dea di 1° livello. Questo è il mandato elettorale del 20 e 21 settembre del centrodestra”. Il Dea, acronimo di Dipartimento Emergenza Accettazione, non c’entra nulla con la classificazione, per livelli di complessità di cura, degli ospedali di base, 1° livello e 2° livello, come stabilito dall’oramai famoso decreto Balduzzi (Dm 70/2015). Ribadisco non c’entra nulla e questo ennesimo tentativo di far credere cose non vere dimostra quanto il titolo di illusionista (anche bravo: si veda a tal proposito la definizione nel dizionario) gli si addica perfettamente». Carancini ricorda che «in Area Vasta 3 della provincia di Macerata ci può essere un solo, un solo ospedale di 1° livello; in Area Vasta 3 possono esserci più Dea di 1° livello come concretamente avviene oggi per Macerata e Civitanova Marche. Alla luce dell’ennesima ambiguità di Saltamartini – conclude Carancini -, chiedo che il sindaco Sandro Parcaroli faccia luce su cosa abbia voluto dire l’assessore regionale con il suo post notturno, peraltro non supportato da alcun atto formale».

 



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