Ceriscioli: «Fondi fermi a Roma
E’ un vero delitto buttare via
l’occasione per l’ospedale di Macerata»

INTERVISTA all'ex Governatore delle Marche che difende la procedura del project financing: «Era stata reputata più conveniente dai tecnici e valutata positivamente dall'Anac. E' lo stesso metodo che usa la Lega al nord. Se Saltamartini domani va al ministero e firma l’accordo, partono i lavori per 230 milioni». Un giudizio sulla Giunta Acquaroli: «Atteggiamento passivo sulla pandemia. Sono contento che stia portando avanti il progetto delle ciclovie»
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Luca Ceriscioli, governatore delle Marche dal 2015 al 2020

 

di Luca Patrassi

Luca Ceriscioli cosa fa, che dice? Basta una telefonata e il prof di Matematica, noto per essere stato il governatore della Regione Marche nello scorso quinquennio amministrativo, lascia per un attimo la preparazione delle lezioni dell’indomani per i suoi studenti pesaresi. «Ero alle prese con la Geometria», ci dice. Poi prendono corpo altre forme, più politiche e un po’ meno geometriche. Dicono che con questa storia degli ospedali unici, la sua amministrazione abbia fatto un bluff… dietro gli annunci, non ci sarebbe nulla, non un atto, tantomeno i soldi. «Al progetto di Pesaro mancava solo la firma dell’accordo del Ministero, un atto che è pronto da settembre scorso. Macerata era ad un punto molto avanzato rispetto alla procedura, Ascoli era un po’ indietro».

L’assessore alla Sanità, in un intervento pubblico fatto di recente a Macerata, ha parlato di sperpero di risorse pubbliche. «Il profilo della convenienza economica è stato vagliato dai tecnici, non da noi, la procedura del project financing è stata valutata positivamente dall’Anac di Cantone. Il costo superiore del progetto presentato dai privati, almeno rispetto alle normali procedure, ha un primo presupposto nel calcolo del rischio. Il privato riceve l’incarico e deve rispettare tempi e contenuti. Diversamente, con gli appalti pubblici, può accadere quanto successo con l’Inrca che è bloccato, ci possono essere problemi legati ai contenziosi legali, alle ditte che falliscono. Ci sono molti elementi da pesare a vantaggio ed a svantaggio, la procedura che noi avevamo scelto era stata reputata più conveniente dai tecnici. Con il Salesi abbiamo rischiato e ci è andata bene, una delle due ditte è saltata, ma l’altra ha retto, a Fermo si va avanti nonostante le mille vicissitudini».

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Luca Ceriscioli con Alessandro Maccioni, direttore dell’Area Vasta 3 fino allo scorso anno

Un altro aspetto vuole evidenziare l’ex governatore Luca Ceriscioli: «Se Saltamartini domani va al ministero e firma l’accordo, partono i lavori per 230 milioni che non sono pochi per l’economia locale che ha subito un colpo che purtroppo vedremo anche in futuro con questi due cicli di pandemia. La verità è che i nuovi amministratori non stanno facendo nulla, i fondi sono fermi a Roma».

L’assessore Saltamartini l’ha detto chiaramente, no al ricorso al project financing, troppo oneroso per le casse regionali. «Scusi, ma Saltamartini non è della Lega? Vede, quelli per i nuovi ospedali sarebbero stati i primi interventi in project financing della Regione Marche, uno strumento usatissimo al Nord nelle regioni governate dalla Lega. Chiami i lombardi-veneti e li faccia realizzare a loro, se è questo il problema. L’alternativa, invece, il suo percorso annunciato non è nemmeno iniziato, sono passati sei mesi dalle elezioni, si desse da fare. Una idea sul da farsi ce l’ha? Può indicare delle date? Buttare via una opportunità come questa è un vero delitto, un investimento per il territorio, un sostegno all’economia. Il ricorso al project financing non porta via nulla agli altri. Vuoi potenziare le altre strutture? Fai tutti e due gli investimenti, ci sono il Recovery plan e i finanziamenti europei. Tra pochi mesi, spero, con le vaccinazioni saremo fuori dall’emergenza e quando potremo ripartire, lo faremo purtroppo da zero perché in questi mesi non si è fatto nulla. Invece devi essere pronto, devi avere i progetti, in quattro anno inauguri il nuovo ospedale? Se va bene, con le procedure normali, tra quattro anni avrai il progetto su cui lavorare, l’equivalente della situazione attuale con il project financing che però è pronto a partire e ad essere completato in tempi certi».

Sul fronte delle altre infrastrutture? «L’emergenza è la terza corsia della A14, allora con quella Autostrade era impossibile trovare un accordo, i progetti sulla Pedemontana sono molto interessanti, come l’arretramento della linea ferroviaria. Importante anche il tratto che collega Fabriano ad Albacina, breve ma fondamentale per consentire a Rfi di fare gli altri investimenti sulla tratta. Peraltro, paradossalmente con il passaggio della Regione al centrodestra, eravamo riusciti a trovare un’intesa con l’Umbria». Una azione positiva di questi mesi di governo Acquaroli? «Sono molto contento del fatto che stiano andando avanti con le ciclovie, un progetto non banale ma importante per il turismo e per l’ambiente». Di negativo, cosa vede? «L’atteggiamento passivo sulla pandemia, non puoi lavorare aspettando sempre e solo le decisioni degli altri, iniziando dal Governo».

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