Aperto a cena per protesta,
multati ristoratore e clienti:
locale chiuso per cinque giorni
CINGOLI - Controlli dei carabinieri al Boccale d'oro: alle 20 c'erano due persone a consumare. Per tutti una sanzione di 400 euro. Da giorni il titolare aveva annunciato la volontà di non rispettare le norme che impongono la chiusura alle 18

Lorenzo Bravi al Boccale d’oro
Resta aperto anche dopo le 18 in segno di protesta, chiuso ristorante di Cingoli. Continuano i controlli dei carabinieri della Compagnia di Macerata sul rispetto delle disposizioni legate all’emergenza sanitaria. Ieri sera i militari della stazione di Cingoli hanno effettuato un sopralluogo al Boccale d’oro di Lorenzo Bravi. Il ristoratore da qualche giorno aveva annunciato la volontà di non rispettare le norme che impongono la chiusura dei locali alle 18 e quindi di restare aperto anche a cena. E così ha fatto negli ultimi tre giorni. Una protesta che sta montando in tutta Italia scandita dall’hashtag #ioapro, che dovrebbe culminare nell’azione dimostrativa prevista venerdì. Ieri sera i carabinieri sono andati nel locale alle 20 e hanno trovato due clienti, uno stava consumando al bancone e l’altro seduto a un tavolo. Per i due e per il titolare sono scattate tre multe da 400 euro, e per il ristorante anche la chiusura di cinque giorni con segnalazione alla prefettura. Sempre nell’ambito dei controlli anti-Covid, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile hanno fermato a Macerata un uomo in orario di coprifuoco, quindi dopo le 22. L’uomo non ha saputo giustificare il fatto che fosse fuori casa e inoltre aveva la patente scaduta da cinque anni. Per lui un verbale di 690 euro.
(redazione CM)
La situazione è grave ma la disobbedienza civile porta solo al caos come non ce ne fosse già abbastanza!
Azione pericolosissima delle forze dell’ordine eh eh eh, intanto loro lo stipendio lo prendono comunque, covid o non, adesso tutti dietro a chi va a spassoo o chi circola in auto, puoi andare a rubare in banca, che non ti becca nessuno. Evidentemente chi sparla, non ha una partita Iva in proprio. Tutto chiuso, tutto bloccato, e i contagi non scendono ugualmente, sarà da rivedere qualcos’altro, e non solo i negozianti e partite ivaa ???
Stamattina ho sentito per radio un ristoratore che ha preso l’iniziativa, raccolta da oltre 50.000 imprenditori in tutt’Italia ed in poche ore, di aprire le loro attività dal 15/1 contro la chiusura, ma rispettando tutte le altre disposizioni, distanziamento, mascherine, igienizzarsi le mani, perchè altrimenti parecchi saranno costretti a chiudere definitivamente (molti lo hanno già fatto) in quanto i costi fissi non possono essere coperti da insignificanti ricavi nè dai lacunosi rimborsi statali, per non parlare a cascata di ricadute negative sopratutto per i dipendenti e tutto l’indotto….
La massiccia adesione e le ragionevoli proposte di sicurezza stanno a dimostrare che la situazione è al limite di sopportazione e che un rischio limitato è preferibile ad un fallimento certo.
A me che me ne frega un tubo se i ristoratori e i bar stanno chiusi, oppure devono chiudere alle 18 e andare in malora. Io sono un pensionato. E come tale al 27 di ogni mese piglio la pensione, sulla quale “non ce pioe e non ce negne”. Come avveiene per tutti gli statali, i bancari, i dipendenti sotto “patrò”… E come avviene per i parlamentari. Soprattutto come per quei venditori di noccioline che sono diventati venditori di fumo in Parlamento. Mi riferisco ai 5 Stelle, che per non diventare dei disoccupati cronici come tanti altri tengono in piedi un governo con lo sputo delle loro chiacchiere, mentre il Paese crolla.
Certamente, se invece avessi una attività imprenditoriale, che rischia di saltare con la chiusura, e se non avessi qualche soldo da parte per dare da mangiare i miei figli, ed essere costretto poi a rivolgermi alla Caritas, starei incazzato guasto. Rischiando di sfogarmi con vigili e carabinieri,che mi multano e mi chiudono, invece di andare a trovare i politici resposnsabili del mio stato. Pure perchè la soluzione del coronavirsu con tutta una serie di vaccini molto diversi da loro potrebbe alla fine risolversi solo con un sacco di soldi per le ditte farmaceutiche e con un vaccino in tuta mimetica .
Poichè questi imprenditori che rischiano sulla loro pelle non sono sardine che cantano bella ciao e che poi vanno a farsi una pizzata, ma gente ormai al limite della soppportazione, consiglierei alla Lega e a Fratelli d’Italia di guardare a questi “incazzati” come ad un movimento politico in via di formazione e non come ad un movimento qualunquista, fascista, razzista, sovranista, istigatore all’odio anti LGBT, come certamente lo vorrebbero fare passare i novelli bolscevichi con quelle “parole d’ordine” che ti bollano come il male assoluto del loro pensiero teorico. Quindi, o saprete gestire in forma democratica e al loro fianco questo movimento di incazzati, mettendovi alla sua fronte, oppure non sarete più un nuovo che avanza in positivo, ma la solita congrega di oppositori che non sarà più il caso di sostenere col voto.
Quello che manca è l’esempio…
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