
Giuseppe Santarelli
«Terzo trimestre 2020: cala l’occupazione, in particolare quella femminile». È quanto emerge dai dati Istat, rielaborati dall’Ires Cgil regionale. Alla luce dei numeri preoccupanti, il segretario marchigiano Giuseppe Santarelli sprona la Regione per un confronto che tarda ad arrivare: «da settimane chiediamo di aprire una discussione per prepararsi a fronteggiare il probabile aumento dei disoccupati. Vediamo da parte della nuova Giunta un grande immobilismo». Le cifre rielaborate dall’Ires: «Nelle Marche il numero degli occupati è pari a 638mila unità, ovvero oltre 35mila occupati in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (pari a -5,4%). Quasi il doppio del dato nazionale (-2,6%) e anche superiore al dato del centro Italia (-3,8%). Gli occupati dipendenti diminuiscono del 2,9%, 14mila unità in meno rispetto al 2019, un dato leggermente più alto di quello nazionale (-2,2%). Gli autonomi subiscono una pesante diminuzione del 13%, pari a circa 20mila unità, un dato che è il triplo rispetto a quello italiano (-4,1%) e il doppio rispetto a quello del Centro (-6,8%). Il tasso di disoccupazione si attesta intorno all’8,1%, in leggero aumento rispetto allo stesso trimestre del 2019 – prosegue la Cgil Marche -. La ripresa delle attività economiche e del conseguente lavoro dopo il lockdown è ancora ferma e ha costretto tanti disoccupati a smettere di cercare lavoro quindi a divenire inattivi, soprattutto in questi ultimi mesi. Per effetto di questo fenomeno, in numero assoluto, i disoccupati aumentano solo di mille unità, passando da 52mila del terzo trimestre 2019 ai 53mila attuali. Il dato degli inattivi, al contrario, cioè di quelli che non cercano lavoro, registra un ulteriore impennata pari al 9,3% e a oltre 305mila unità». Elisa Marchetti, responsabile Ires Marche, dichiara: «Rispetto al trimestre precedente in cui avevamo assistito nelle Marche ad una sostanziale tenuta dell’occupazione, ora vediamo gli effetti veri della pandemia, soprattutto sugli occupati autonomi. L’aumento degli inattivi mette in evidenza lo scoraggiamento nel cercare lavoro e, quindi, la conseguenza uscita dal mercato del lavoro di molti cittadini marchigiani». Una particolare attenzione va portata alla situazione del lavoro delle donne, che «subisce un tracollo nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente – sottolinea la Cgil -: tra i lavoratori dipendenti il calo è rappresentato dal lavoro femminile, con una perdita di oltre 14mila unità e a fronte di un lievissima crescita del lavoro degli uomini». Secondo Giuseppe Santarelli, segretario della Cgil Marche, «la situazione sul versante occupazionale peggiora di giorno in giorno. Questi dati mettono in risalto la gravità della situazione nella Regione, molto più marcata rispetto ai dati nazionali. Con gli ammortizzatori sociali attualmente a disposizione, assolutamente insufficienti ed inadeguati, il rischio per il 2021 è la tenuta sociale del Paese. Stiamo chiedendo al Governo di riformare gli strumenti includendo i tanti soggetti che sono stati ristorati con i bonus in questi mesi e aumentando la capacità di tutela degli ammortizzatori. Alla regione Marche chiediamo, da settimane, di aprire una discussione per prepararsi a fronteggiare il probabile aumento dei disoccupati. Vediamo da parte della nuova Giunta un grande immobilismo».
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