Anna Menghi in Consiglio regionale:
«Per me è un nuovo inizio
Primo impegno? La disabilità»

INTERVISTA all'ex sindaco di Macerata che entrerà nell'Assemblea legislativa regionale dopo la nomina di Filippo Saltamartini ad assessore alla Sanità: «Ha avuto un incarico di grandissima responsabilità al quale sono sicura farà fronte bene». Sulla Lega: «L’ondata di rinnovamento portata da Marchetti è risultata la spinta necessaria per innestare all’interno di una storia degli elementi di novità necessari»
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Anna Menghi in piazza Mazzini per la visita di Matteo Salvini

 

di Luca Patrassi

La si definirebbe una combattente, sicuramente una persona che dell’impegno ha fatto la sua cifra di riferimento. Il ritorno di Anna Menghi, venti anni dopo. Prima donna sindaco di Macerata, poi “defenestrata” dal suo stesso centrodestra, per venti lunghi anni fondatrice e interprete del movimento civico che porta il suo nome e che in tutto questo tempo è stato ben saldo in Consiglio comunale, all’opposizione. Ora il centrodestra è tornato unito e ha vinto a Macerata con Sandro Parcaroli e in Regione con Francesco Acquaroli.

 

Anna Menghi, con le dimissioni di Filippo Saltamartini nominato assessore regionale alla sanità, si prepara a varcare la soglia del Consiglio regionale. Con quale spirito?
«Un nuovo inizio, in teoria non sono mai andata via dalla scena politica. Intanto ho accumulato esperienza amministrativa e politica, nuovo slancio per una situazione nuova».

Guardiamo al passato per progettare il futuro. Di quegli anni cosa le è rimasto?
«Una bellissima esperienza con la possibilità di fare le cose che ti è data dall’essere al governo della città in cui vivi».

Quando ha cominciato a considerare come reale l’ipotesi di entrare in Consiglio regionale, al momento della candidatura o strada facendo?
«Anzitutto, già la candidatura per me è stata un onore e di questo in particolare debbo ringraziare il commissario regionale Riccardo Marchetti. C’è stata l’opportunità di fare squadra con un centrodestra finalmente unito anche in Comune. Alla possibile elezione ci ho creduto pian piano, mi sentivo veramente alle prime armi. Ho acquisito una consapevolezza maggiore quando mi sono resa conto che attorno a me c’erano persone che mi vedevano come portatrice di un disegno coerente e condiviso non solo per Macerata ma anche per il territorio provinciale. Ci ho creduto quando gli altri hanno cominciato a credere in me, dai sindaci ai semplici cittadini passando per ex amministratori».

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Con le magliette in difesa di Matteo Salvini da sinistra: Anna Menghi, Sandro Parcaroli, Maika Gabellieri e il coordinatore Riccardo Marchetti

Se dovesse indicare in un momento il cristallizzarsi di un’immagine vincente?
«Direi l’incontro sulla sanità con l’assessore della Regione Umbria, ecco, quello è stato un momento di particolare consapevolezza su un tema a me molto caro».

A proposito di Sanità, lei entra in Consiglio grazie alla nomina di Saltamartini come assessore.
«Condivido le opinioni che ha espresso sull’argomento sanità, ha avuto un incarico di grandissima responsabilità al quale sono sicura farà fronte bene grazie alla grande esperienza sia politica che amministrativa che ha».

La prima idea, la prima cosa che pensa di poter fare?
«Il primo impegno sarà quello di occuparmi di disabilità, che è poi la mia cifra individuale, sarà quello di dare il mio contributo affinché il variegato mondo della disabilità possa partecipare a politiche attive della Regione per migliorare l’esistente».

Si trova in Consiglio regionale, espressione di una Lega peraltro molto rinnovata.
«In quota Lega e con la responsabilità di chi già cinque anni fa aveva raccolto la sfida di iniziare partendo da Macerata, da quella Macerata che oggi Salvini indica come modello nazionale. Una sfida che mi ha vista presente cinque anni fa, quando la Lega non era così ambita. Direi che non mi sento un’arrivata dell’ultimo momento, senza nulla togliere a chi ha maturato ora questa scelta».

Una scelta di rinnovamento che ha avuto un positivo riscontro elettorale.
«L’ondata di rinnovamento portata da Marchetti è risultata la spinta necessaria per innestare all’interno di una storia degli elementi di novità necessari a un partito che ambiva a gestire una Regione complessa come le Marche. Un mix equilibrato e funzionale a una forza di governo».

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Anna Menghi con Matteo Salvini in uno scatto del 2015

Si è detto per decenni che la Regione governata dal centrosinistra era a trazione anconetana e pesarese. Ora appare poco anconetana, ma anche molto pesarese.
«Trovo che la giunta sia molto equilibrata: finalmente la nostra provincia è ben rappresentata, in primis a partire dal presidente Francesco Acquaroli e poi dall’assessore Saltamartini che svolgerà una funzione particolarmente delicata. E’ una giunta regionale che rispetta e riequilibra identità sociali e territoriali. Ancona è il capoluogo e non ha nulla da temere: le premesse, anche sotto questo aspetto, sono quelle giuste. Vedo applicato il necessario riequilibrio territoriale per una Regione che con la sinistra era stata decentrata al Nord delle Marche. Ora non vedo territori penalizzati, mix giusto».

Continuiamo in questo passaggio di emozioni tra passato e futuro. In Regione troverà, come capo di gabinetto, anche Fabio Pistarelli, esponente di rilievo del centrodestra di Macerata e già candidato sindaco sconfitto per pochi voti da Carancini nel 2010.
«Anche questo avviene dopo 20 anni: con Fabio Pistarelli nessun tipo di problema, una persona giusta con cui collaborare in maniera nuova e con l’esperienza di un passato che mi auguro abbia fatto crescere entrambi».

La Sanità ricorre spesso nei suoi interventi.
«La questione sanità vede gli operatori in prima linea e con grandi aspettative in una situazione molto difficile. L’assessore Saltamartini e tutto il centrodestra non deluderanno queste attese, spero di dare il mio apporto. Quanto a Macerata ci sarà il nuovo ospedale, non l’ospedale unico: l’assicurazione è stata data in campagna elettorale sia dal sindaco Sandro Parcaroli che dal governatore e non posso che accompagnare questo impegno».

Ha avuto 2507 preferenze all’interno di una lista forte che non ha caso ha registrato il miglior risultato della Lega in tutta la regione ed essendo anche la più votata a Macerata.
«Frutto di un successo elettorale in tutto il territorio, ho toccato tutte le città possibili nel poco tempo avuto: un risultato interessante, persone che hanno visto che votando me avrebbero votato la coerenza di un impegno che parte da lontano, la possibilità di essere rappresentati in una sede elettorale di grado superiore. I maceratesi hanno scelto una persona di cui potersi fidare, sono sicura che sia così anche per la Lega che ha voluto la mia candidatura».

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