«Bluff sulle scuole da parte del sindaco,
chiediamo chiarezza e trasparenza»
CORRIDONIA - I consiglieri di minoranza intervengono sulla questione alla base della richiesta di revoca del presidente Calvigioni. Nel frattempo Paolo Bertini ha lasciato il gruppo di maggioranza. Lunedì Cronache Maceratesi aveva fatto un approfonfimento sulla vicenda
«Non si tratta certo di un colpo di scena. La revoca del presidente del Consiglio comunale di Corridonia Nelia Calvigioni è in realtà solo l’ennesimo stucchevole capitolo della lunga faida tra i due ex, sindaco e vice sindaco, iniziata fin dall’insediamento dell’attuale giunta. Tre anni di quasi totale disaccordo dei due protagonisti, su ogni scelta strategica politico-amministrativa». Così i consiglieri di minoranza del Comune di Corridonia che ritornano, dopo l’articolo comparso lunedì su Cronache Maceratesi, sulla questione del progetto per le nuove scuole. Nel frattempo il consigliere Paolo Bertini ha deciso di lasciare il gruppo di maggioranza. Nello scontro in Consiglio con la richiesta di revoca della Calvigioni «la questione della costruzione delle nuove scuole è diventata il “dark-side” di Corridonia. In particolare il sindaco ha affrontato la partita relativa al contributo Miur come si gioca una partita a poker. Ha cercato di far diventare credibile il faraonico progetto della scuola dell’infanzia per 220 bambini, con il solo fine di rendere il costo per bambino congruo con i limiti richiesti dal bando. A tal proposito ha dichiarato, in un documento ufficiale, che la nuova scuola avrebbe ospitato, oltre ai piccoli del Bartolazzi (che ad oggi conta meno di 100 piccoli ospiti), anche quelli delle scuole dell’infanzia di Colbuccaro e di Campogiano, e che la maggiore capienza avrebbe consentito di ospitare anche parte degli alunni dell’asilo San Giuseppe, con una economia di spesa sul consueto contributo annuale alle suore. Anche se ha giocato al buio il trucchetto però non gli è riuscito, perché gli accessi agli atti continui dei consiglieri di minoranza hanno fatto emergere le incongruenze. Allora arriva il capolavoro: un bluff. Cerca di rassicurare i cittadini di Colbuccaro con un lettera distribuita nottetempo nelle cassette postali, in cui dichiara che non era volontà dell’amministrazione chiudere le scuole della frazione». Secondo i consiglieri si tratta di «una lettera salva- maggioranza, con lo scopo di non vedersi voltare le spalle dai consiglieri di maggioranza di Colbuccaro (Settimi e Bertini), lasciati completamente ignari delle macchinazioni, a cui il sindaco aveva promesso la ricostruzione della scuola inserendola nel programma elettorale. Che si sia trattato di un bluff è chiaro; prova ne è il fatto che alle successive richieste di chiarimenti da parte del Miur il sindaco è tornato sui suoi passi rimangiandosi la parola data ai cittadini dichiarando, ancora una volta, che nulla era cambiato rispetto a quanto comunicato in precedenza al Miur. Una presa in giro nei confronti di tutti i cittadini e i particolare di quelli di Colbuccaro. Il consigliere Bertini ha responsabilmente tratto le sue conclusioni e ha ufficialmente lasciato la maggioranza, nei fatti sfiduciando il sindaco. La consigliera Settimi continuerà a credere nelle favole salvando la poltrona ma perdendo la faccia? La credibilità di questa amministrazione è disintegrata già da tempo. L’equilibrio del Consiglio uscirà da questa vicenda estremamente mutato e fragile; il malcontento è palpabile. Il sindaco dovrà fare ricorso a tutta la sua esperienza e creatività per riuscire ad evitare ulteriori defezioni. Noi continueremo a chiedere senza tregua chiarezza e trasparenza, con ogni mezzo lecito a nostra disposizione, interpellando nuovamente il sindaco su piani, progetti, investimenti. Se mercoledì 9 settembre ci sarà ancora una giunta in carica, discuteremo anche di scuola».
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A questo punto la revoca della Calvigioni è un bel problema per il sindaco Cartechini e la sua residua maggioranza: se al prossimo consiglio comunale, porteranno avanti la revoca, santificheranno a vita la Calvigioni, aprendole davanti un’autostrada per un’eventuale sua nuova candidatura; se invece lasceranno cadere la mozione di sfiducia, ammetteranno che, sulla questione scuole dell’infanzia, loro (cioè la maggioranza) avevano torto, mentre la Calvigioni e le minoranze avevano ragione piena.
In un modo o nell’altro, per Cartechini sarà un autogol.
Se Paolo Cartechini fosse stato più lungimirante e spregiundicato avrebbe fatto vicesindaco la Calvigioni, cacciandola dal consiglio comunale “alla prima che mi fai”. Invece Nelia rimane in consiglio e giocherà con Paolo come fa il gatto con il topo.
Se fosse uno stratega e non un tattico dovrebbe fare saltare per aria da subito la sua strimzita maggioranza, portando il paese alle elezioni. Certo, gli manca un canditato sindaco credibile e simpatico. Quindi, potrebbe ripresentarsi egli stesso… Quale sarebbe il vantaggio? Il vantaggio sarebbe quello che il centrodestra e tutti gli untori della buona volontà stanno andando in ordine sparso e quindi rischierebbe di mvincere ancora. I tempi vorrebbero che nel centrodestra e affini si superassero tutte le vecchie logiche di potere del passato per guardare ad uno schieramento unitario. Invece la minoranza consigliare non ha alcuna intenzione di fare un gruppo unico, che sarebbe poi la base di partenza per incolonnare tutte le forze anti-Cartechini. Invece, i vari membri della minoranza stanno a coccolarsi il loro piccolo “particulare”… E il resto delle forze politiche corridoniane di centrodestra e affini che fanno? Stanno ancora in ordine sparso all’ombra dei loro inutili simboli partitici, che dividono invece di unire e non portano voti, poichè a Corridonia il simbolo conta poco se non c’è la persona adatta. Alle ultime elezioni si perse per questo.. Si stanno guardando il dito che indica la luna… E poi manca un candidato sindaco… A meno che Nelia non decida di riproporsi, mandando tutti gli altri ad abbaiare alla luna.
Parliamo, per ultimo, di Paolo Bertini… Alle ultime elezioni prese 176 preferenze, mentre Celso Foresi ne ebbe 187: furono trombati ambedue alla grande… Il sindaco preferì dare incarichi amministrativi ad altri che avevano preso meno preferenze dei due. Ma avevano un vantaggio: quelli di dire sempre “yes!” E quindi cosa avvenne? Avvenne che malgrado le lauree e la spocchia i prescelti furono inutili, salvo una buona dose di arroganza. Che non porta voti.