Mozione di sfiducia alla Calvigioni:
«Consiglio fissato troppo tardi,
abbiamo deciso di disertarlo»

CORRIDONIA - Il sindaco Paolo Cartechini: «La riunione in assise fissata oltre 15 giorni dalla presentazione della mozione, c'era il rischio venisse invalidata. Ora valuteremo se dovremo farne un'altra». I tre gruppi di minoranza: «Siamo stanchi di essere tirati in ballo per nascondere l’incapacità politico amministrativa di gestire in maniera credibile un amministrazione comunale»
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cartechini

Il sindaco Cartechini

 

Slitta la discussione per la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio comunale di Corridonia, Nelia Calvigioni. «Non ci siamo presentati perché una mozione va discussa e votata entro 15 giorni dalla presentazione, altrimenti il rischio è che possa essere impugnata, visto che l’ultima data utile era il 10 agosto e il Consiglio è stato convocato per ieri (12 agosto)» spiega il sindaco Paolo Cartechini. La maggioranza non si presenterà, per gli stessi motivi, neanche alla seconda convocazione del Consiglio, prevista per oggi. «Dopodiché valuteremo il da farsi. Se la mozione viene considerata decaduta ne presenteremo un’altra, condita da un’ulteriore contestazione, quella che non sia stato convocato il Consiglio entro 15 giorni dalla presentazione della mozione» continua il promo cittadino. Che spiega inoltre che «le nostre contestazioni al presidente del Consiglio comunale sono tecniche e inconfutabili. Non si tratta di una questione politica» sottolinea. Tra quello che viene contestato a Calvigioni «ad esempio aver messo all’ordine del giorno mozioni della minoranza senza che fossero firmate dai proponenti. E poi ci sono state interrogazioni e mozioni presentate dalla minoranza e poste all’ordine del giorno senza essere vagliate dalla conferenza dei capigruppo». Dal canto suo l’ex sindaco di Corridonia, ha preparato un documento di 30 pagine per controbattere a quanto le viene contestato. In città il 6 agosto c’era stato un sit in di solidarietà alla Calvigioni. Nel pomeriggio sono intervenuti anche i tre gruppi di minoranza: «Stanchi di essere tirati in ballo per nascondere l’incapacità politico amministrativa di gestire in maniera decorosa e credibile un amministrazione comunale, dopo aver constatato che quello che rimane dell’ex maggioranza ha preferito cercare lo scontro istituzionale tingendo di ridicolo la funzione pubblica del consiglio comunale non presentandosi alla seduta di ieri sera, comunichiamo che questa sera per dignità personale e per rispetto della cittadinanza che assiste all’ignobile teatrino non parteciperemo alla seconda chiamata consiliare in segno di protesta». E aggiungono che «Nella riunione dei capigruppo pre-consiglio di sabato scorso noi consiglieri di minoranza abbiamo proposto di rinviare la revoca a settembre per stemperare un po’ i toni ma i capogruppo di maggioranza hanno ribadito che era necessario procedere con l’esecuzione politica. Poi probabilmente ci hanno ripensato. Forse facendo la conta dei presenti hanno capito di non avere i numeri. La nostra era una proposta di buonsenso che evitava un figuraccia epica nei confronti della cittadinanza e dei comuni limitrofi».

 

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