Nuova scuola in via Verdi,
lettera del sindaco nelle cassette
Calvigioni: «Accusata senza motivo»

CORRIDONIA - Le parole usate dall'amministrazione per rassicurare i residenti di Colbuccaro non sono piaciute al presidente del Consiglio: «Insufficiente trasparenza sull'edilizia scolastica, per questo sono uscita dalla maggioranza»
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Il sindaco Paolo Cartechini

 

Nuova scuola in via Verdi e caso Colbuccaro, è guerra aperta tra il sindaco Paolo Cartechini e il suo predecessore Nelia Calvigioni. Galeotto un volantino firmato proprio dal primo cittadino e diffuso a Corridonia per «fare chiarezza e rassicurarvi» ha specificato Cartechini nell’incipit. La rassicurazione riguarda la possibilità di chiudere la scuola dell’infanzia di Campogiano-Colbuccaro per accorparla al nuovo istituto. Ipotesi che già aveva fatto insorgere l’opposizione durante l’ultimo Consiglio (leggi l’articolo). E così il sindaco nel volantino ha ricostruito la vicenda, ma le parole usate non sono affatto piaciute all’attuale presidente del Consiglio Calvigioni, che da tempo ha lasciato la maggioranza in polemica. «Nel luglio del 2019 – ricostruisce Cartechini – l’amministrazione comunale, che rappresento, ha partecipato ad un bando del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca riservato alle Regioni del centro Italia colpite dagli eventi sismici del 2016, finalizzato alla costruzione di nuovi edifici scolastici, con la previsione di un contributo massimo a fondo perduto a favore del Comune di Corridonia di 3 milioni di euro. Per la valutazione del progetto presentato e per l’eventuale inserimento nella graduatoria definitiva, il Ministero ha richiesto, al Comune di Corridonia, delle integrazioni per giustificare il numero massimo di alunni indicato nel progetto preliminare che, preciso, è stato redatto nell’anno 2015 durante l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Nelia Calvigioni e che prevedeva l’ubicazione della nuova scuola in via Verdi. Nei tempi brevissimi concessi per la trasmissione di detta integrazione, valutata l’opportunità, irripetibile ed unica per la nostra città, di ottenere un finanziamento a fondo perduto di 3 milioni di euro, per giustificare lo stesso numero di alunni indicato nel progetto preliminare del 2015, l’amministrazione comunale ha dovuto ipotizzare alcune soluzioni, tra le quali l’accorpamento, al nuovo plesso scolastico da realizzare, della Sscuola di Infanzia di Campogiano e Colbuccaro. Vi voglio rassicurare che questa comunicazione è stata fatta con la consapevolezza che avremmo trovato valide alternative all’ipotesi prospettata. Per tutelare la peculiarità della frazione di Colbuccaro e soprattutto per rassicurare voi sulle reali intenzioni di questa amministrazione – continua il sindaco – nel consiglio comunale del 6 maggio scorso abbiamo presentato una proposta da mettere a votazione, per formalizzare e rafforzare la volontà di salvaguardare le due mono¬sezioni delle scuole della frazione. Purtroppo, nonostante il parere favorevole del segretario generale per la sua ammissibilità, detta proposta è stata rigettata, in modo del tutto arbitrario, dal presidente del Consiglio comunale Nelia Calvigioni. Tengo, quindi, a ribadire che l’immotivata accusa, promossa dai gruppi di opposizione, di aver nascosto i fatti soprattutto a voi concittadini di Colbuccaro è assolutamente strumentale ed infondata in quanto ad oggi non vi è nessun decreto di assegnazione definitiva dei fondi da parte del Ministero e l’eventuale decisione finale dovrà necessariamente essere approvata dal Consiglio comunale con conseguente evidenza pubblica. E’ inutile negare – conclude il primo cittadino – che l’intento di chi vuole ingessare l’attività amministrativa è quello di diffondere notizie pretestuose per non consentirci di realizzare il nuovo plesso scolastico e di ottenere il finanziamento a fondo perduto dal Ministero; tutto questo strumentalizzando la situazione a discapito delle famiglie di tutta la città di Corridonia».

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Nelia Calvigioni

Dura la risposta dell’ex sindaco Calvigioni. «Non avrei mai immaginato – ha esordito – di essere citata in una lettera, su carta intestata del Comune, a firma del sindaco, ma senza il previsto numero di protocollo. Da quello che leggo è stata immessa nelle cassette della posta come se si trattasse di un semplice volantino pubblicitario. Essendo stata, purtroppo, citata ritengo di dover per ripristinare la verità dei fatti e spiegare la storia della partecipazione al finanziamento Inail». E qui inizia la ricostruzione del presidente del Consiglio. «Nel settembre 2015, per costruire le scuole dell’Infanzia e Primaria nei pressi dell’edificio “Ex Enaoli”  che avrebbero sostituito la materna Bartolazzi e la Primaria Lanzi – spiega – lo stesso finanziamento Inail rappresentava l’unica possibilità. Il bando che disciplinava il finanziamento prevedeva l’obbligo di proprietà del terreno e la specifica destinazione urbanistica. Non interessavano gli spazi e le sezioni della scuola, poiché esso era finalizzato ad iniziative sociali. Fu pertanto adottata una delibera di giunta per partecipare a detto bando. Naturalmente la partecipazione era supportata da pareri tecnici e contabili. Fu presentato lo studio di fattibilità ed il costo, stimato nel 2015, per la scuola d’infanzia era pari a circa 2milioni di euro. Rilevo come nella delibera del dicembre 2018 il costo sia inaspettatamente lievitato ad euro 4.450.000. Nel 2016 ricevemmo il decreto di ammissione con il finanziamento Inail. Tuttavia, entrato in vigore il nuovo codice appalti, vi era per il Comune l’obbligo di approntare la progettazione esecutiva. Poi nell’agosto 2016 si verificarono i gravi eventi sismici che colpirono, tra gli altri immobili, proprio la scuola primaria di Colbuccaro. Sapete bene, cari cittadini, i problemi che abbiamo avuto per le scuole. Proprio per evitare i disagi derivanti dall’inagibilità della scuola primaria e infanzia, mi impegnai, unitamente all’amministrazione che guidavo, per dotare Colbuccaro di una struttura idonea ad ospitare i bambini che frequentano la scuola primaria e infanzia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: siamo stati il primo comune delle Marche ad avere, in soli 4 mesi, una scuola provvisoria. Siamo, peraltro, coscienti che essa non potrà durare a vita. Mi chiedete se sono state fatte le domande per la riparazione della scuola? Dagli atti pubblici programmatici non risultano iniziative finalizzate a riparare la scuola lesionata o per la costruzione di una nuova scuola. Non sono a conoscenza di nulla. Speriamo che venga avviato uno studio per la progettazione». Poi a giugno 2017 è cambiò l’amministrazione e sindaco diventò proprio Cartechini. «Nell’ottobre 2017 – continua ancora Calvigioni – si tenne una assemblea pubblica per presentare lo studio progetto per le scuole di Corridonia. Lo stesso venne inviato al dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Lanzi (competente per la dismissione della scuola dell’infanzia Bartolazzi) per le sue osservazioni. Tra le tante osservazioni formulate, la direzione didattica consigliò una eventuale riduzione delle sezioni da 8 a 6. Tuttavia si è continuato l’iter per 8 sezioni anziché per le 6 consigliate dalla dirigenza scolastica. Il 2018 è stato un anno di attesa. Nel silenzio – sottolinea l’ex sindaco – l’amministrazione ha proceduto con la progettazione per la realizzazione delle scuole dell’infanzia e primaria. Con le delibere di giunta n.288 e 289 del 19/12/2018 sono stati approvati i progetti di fattibilità e quadro economico. Per la scuola d’Infanzia il costo è più che raddoppiato rispetto a quello preventivato al momento della partecipazione al bando Inail. Dalla delibera 2018 si legge che esso è pari a euro 4.450.000 euro. Ciò è dovuto dalla circostanza per cui è stato aggiunto un piano seminterrato di 1.300 metri quadri, non previsto nel 2015, servito per rialzare di 4 metri. Lo stesso ad oggi non ha una destinazione d’uso e scolastica. Tutto completamente diverso da quanto approvato nel 2015-2016. Il sindaco con una lettera dell’ 1/09/2018 ha comunicato all’Inail la rinuncia all’investimento. La lettera non è stata supportata da pareri tecnici e contabili, e stata formulata senza la comparazione costi e benefici per il futuro dei bilanci comunali. Non è stata neanche pubblicata sull’Albo pretorio. Contrariamente a quanto si fece nel 2015: difatti l’adesione al bando Inail venne fatta con delibera di giunta e supportata da tutti i relativi pareri. Della rinuncia all’investimento sono venuta a conoscenza il 29 marzo scorso, dopo una richiesta di accesso agli atti fatta al segretario comunale. Ciò in quanto in consiglio comunale non mi era stata data risposta in merito. Oggi con questa lettera-volantino non protocollata del sindaco, consegnata a Colbuccaro, leggo che la progettazione era a iniziata nel 2015 quando ero sindaco io». Ma secondo la Calvigioni i due progetti sono profondamente diversi. «L’attuale progetto – aggiunge infatti – si discosta da quello redatto quando ero sindaco. E si discosta, anche di molto, per quanto concerne i costi, come si è visto più che raddoppiati. Oggi per ottenere quel finanziamento a fondo perduto le cose sono cambiate dal 2015. Firmare una dichiarazione al Miur con la quale si dichiara la volontà di accorpare le scuola, la dismissione di quella di Colbuccaro per ottenere il finanziamento, poi giustificare e smentire quando si viene scoperti con un accesso agli atti. Questo modo di fare non può essere condiviso, specialmente nei rapporti tra pubbliche amministrazioni. Se poi il Miur non dovesse concedere il finanziamento, la causa non posso certo essere io che ho sempre agito nel pieno rispetto della legge e del regolamento comunale. Ritengo sia necessaria la revoca dei documenti inviati al Miur per definire l’istruttoria della graduatoria. Documenti sconosciuti a noi consiglieri ed ai cittadini tutti. Le decisioni vanno prese con atti di indirizzo e pubblicate all’Albo pretorio, con assemblee pubbliche per i cittadini. Soprattutto serve dare inizio, per Colbuccaro, a un progetto da condividere con i cittadini per costruire le scuole definitive. Per la scuola resa inagibile dal terremoto è necessario un progetto di recupero e una destinazione. Voglio rassicurare tutti voi – conclude la Calvigioni – risponderò nelle sedi opportune. Difatti, proprio per la insufficiente trasparenza che in questi anni ha caratterizzato l’edilizia scolastica sono uscita dalla maggioranza e sono un consigliere indipendente ed il mio agire, da sempre caratterizzato dalla trasparenza, è unicamente finalizzato al bene della comunità».

 

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