«Civitanova, Farmacie comunali
ancora in lockdown»

IL CONSIGLIERE d'opposizione Pier Paolo Rossi denuncia il disservizio per i cittadini nelle giornate delle riaperture commerciali e punta il dito contro l'Atac e l'amministrazione comunale
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La farmacia di via Ginocchi

 

«A Civitanova riapre tutto tranne le farmacie». A denunciare un’anomalia della fase è il consigliere d’opposizione Pier Paolo Rossi che osserva come in questo lunedì segnato da un ritorno alla normalità per tutte le attività commerciali (rimangono fuori palestre, piscine e centri sportivi la cui ripartenza è prevista per il 25 maggio) a non aver ripreso le normali modalità di apertura sono le farmacie comunali di Civitanova.

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La farmacia di via Indipendenza

Con il blocco delle attività infatti le farmacie comunali avevano modificato la somministrazione dei farmaci che avveniva solo all’esterno delle strutture a battenti chiusi. I farmacisti all’interno prelevavano la ricetta o la richiesta e consegnavano il farmaco o il prodotto richiesto attraverso lo sportello esterno. Una modalità di lavoro che non è stata ritoccata con la riapertura della fase 2. «Oggi riaprono quasi tutte le attività, negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici ma le nostre farmacie tengono ancora le porte chiuse. Mi piacerebbe sapere dal sindaco – dice Rossi – il perché di questo servizio limitato anche se pare sia dovuto alla, ormai nota, inefficienza dell’Atac. In due mesi e mezzo il cda non è riuscito a far produrre disinfettante per le mani, costringendo il Comune a comprarlo da una farmacia privata, non è riuscito a dotare le proprie farmacie di mascherine e guanti a sufficienza per coprire costantemente tutto il periodo di lockdown, non è riuscito neanche a dotarsi degli schermi in plexiglass con cui attrezzare i banchi delle sei farmacie. Tutte le attività commerciali si sono fatte trovare pronte per ripartire e Belvederesi in due mesi e mezzo non è stato capace di acquistare gli schermi in plexiglass? Ma che hanno fatto durante questi mesi? Ma all’Atsv a che pensano? Ma se il presidente ed i consiglieri del cda non sono adeguati al ruolo – conclude il consigliere d’opposizione – perché Ciarapica non li rimuove? La città deve ancora continuare ad essere ostaggio delle loro faide interne? Qualcuno dia delle spiegazioni ai cittadini, evitando per cortesia le solite arroganti repliche di cui sinceramente ne abbiamo le tasche piene».



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