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Caporalato, sequestro da 700mila euro
ad un imprenditore agricolo (Video)

OPERAZIONE GIRASOLE - Il 45enne Muhammad Malik è indagato per aver utilizzato nei campi a Recanati e Montelupone numerosi lavoratori tutti di etnia straniera, impiegati come braccianti per dodici ore al giorno, alcuni dei quali richiedenti asilo politico e in possesso di permesso di soggiorno provvisorio, senza percepire una retribuzione adeguata all’attività svolta e non potendo usufruire di riposo settimanale
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Uno degli immobili sequestrati

Braccianti agricoli sfruttati, costretti a lavorare anche dodici ore al giorno. Per il titolare di una azienda agricola disposto un sequestro preventivo di beni per 700mila euro. L’uomo, il pakistano Muhammad Malik, 45 anni, aveva le sue attività a Montelupone e Recanati. Sul suo conto avevano svolto indagini i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Macerata, coordinati dal pm Margherita Brunelli. Erano emersi episodi di caporalato.

Gli investigatori avevano accertato, nei mesi scorsi, che l’uomo aveva utilizzato nei campi agricoli numerosi lavoratori stranieri come braccianti. Lavoravano dodici ore al giorno, alcuni di loro erano richiedenti asilo e in possesso di permesso di soggiorno provvisorio. Le indagini hanno consentito di far luce sulle reali condizioni di lavoro a cui erano sottoposti i lavoratori impiegati nei campi agricoli, costretti a prestare lavoro senza percepire una retribuzione adeguata all’attività svolta, non potendo usufruire di riposo settimanale. In seguito agli accertamenti la procura aveva chiesto e ottenuto la misura del controllo giudiziario dell’azienda agricola dell’indagato. Ora i militari del Gico della Guardia di finanza di Ancona hanno dato esecuzione nei giorni scorsi al sequestro preventivo di beni per 700mila. Le indagini hanno consentito, in particolare, di sequestrare due immobili: si tratta di un casale con annesso magazzino, per un totale di oltre 500 metri quadrati e il secondo composto da tre appartamenti, di circa 175 metri quadrati e due terreni agricoli della superficie complessiva di tre ettari, ubicati tutti nella provincia di Macerata. Il motivo del sequestro nasce dal fatto che è emerso che il 45enne aveva acquisito il cospicuo patrimonio immobiliare, in parte intestato alla moglie, risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Da qui la richiesta di sequestro della procura che è stato disposto dal Gip del tribunale di Macerata.

 

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