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Il 2020 nel cratere
si apre con più ombre che luci:
«L’inverno più duro degli ultimi 20 anni»

SISMA - Feste e Capodanno nei comuni terremotati: poche le strutture ricettive aperte, dove comunque c'è stato il tutto esaurito, ma nella maggior parte dei centri la situazione è ancora drammatica. Il sindaco di Pieve Torina: «Senza flussi turistici e senza attività si rischia la desertificazione». Il primo cittadino di Visso: «Poche persone durante le feste, difficile organizzare eventi e momenti di aggregazione». Sandro Sborgia (Camerino): «Basta immobilità, spero di vedere le gru in azione»
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Il Capodanno a Valfornace

 

di Monia Orazi

Capodanno tra poche luci e tante ombre nei comuni più devastati dal terremoto. Dove ci sono le strutture ricettive e le occasioni di intrattenimento, o le piste da sci aperte, la gente continua a venire, altrove le presenze sono scarse e ben lontane dagli anni precedenti ai terremoti del 2016.

Sciatori a Bolognola

Tutto esaurito nelle poche strutture ricettive aperte, e nei paesi ci si è ritrovati comunque a festeggiare insieme il San Silvestro, come avvenuto a Valfornace nella festa organizzata dalla Pro loco con un agriturismo della zona, o nei vecchi container che hanno ospitato gli sfollati durante l’emergenza in località Il Piano, come a Visso. Ad Ussita i fuochi d’artificio dei privati hanno illuminato piazza Dei Cavallari, a Muccia il pranzo insieme nei container che durante l’emergenza hanno ospitato la mensa per gli sfollati, si è svolto il primo giorno dell’anno. A Bolognola pienone per il Capodanno a Pintura con l’albero di Natale più alto delle Marche a fare da cornice, mentre tra Muccia, Pieve Torina e Camerino sono stati gettonati ristoranti ed agriturismi, ma oltre le occasioni di festa sono poche le facce nuove di turisti.

«Abbiamo avuto molta gente per Capodanno, tutte esaurite le camere – spiega Fabrizio Fabrizi che con la famiglia gestisce l’agriturismo Le Casette di Fiastra – sia gente di fuori che gruppi provenienti dal Pesarese, dall’Ascolano e dal Fermano, che hanno scelto le nostre zone per festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo». Pienone anche a Pintura di Bolognola. Sin dal trenta dicembre il cannone che spara neve artificiale ha imbiancato una delle piste da sci, unico luogo in cui gli appassionati hanno potuto sciare. «Abbiamo avuto molta gente specie per le feste di fine anno – spiega Emanuela Leli che gestisce il rifugio della Capannina a Pintura – molto bella è stata la festa di Capodanno, con cenone e musica sia da noi che allo Z Chalet, con tante persone venute da fuori. Questi giorni con gli impianti aperti e le belle giornate, anche nei giorni feriali continua a venire gente, chi per sciare, chi solo per passeggiare. Sotto le festività le camere sono tutte esaurite, è vero che la zona è stata colpita dal terremoto, ma dove le strutture sono agibili le persone continuano a venire».

Alessandro Gentilucci

A Pieve Torina si è festeggiato in un ristorante ancora attivo dopo il sisma. Spiega il sindaco Alessandro Gentilucci: «Durante la serata di Capodanno il ristorante era pieno, ma nei giorni restanti non ci sono persone. Qui la situazione è drammatica, non ci sono le persone degli anni precedenti al sisma. Non ci sono gli elementi per i flussi turistici, mancano case agibili e strutture ricettive in grado di accogliere le persone. Ho chiesto al governo misure più incisive, in modo da permettere a queste zone di ripartire. Credo che questo sia l’inverno più duro degli ultimi vent’anni, per gli imprenditori, gli artigiani ed i commercianti. Senza flussi turistici e senza attività si rischia la desertificazione. Le persone vengono, fanno un giro, osservano i danni del terremoto e poi se ne vanno. Insieme all’assessore regionale al turismo Moreno Pieroni, abbiamo concordato un bando per le attività turistiche, che potrebbe essere utile, spero sia emanato al più presto».

Il sindaco di Visso Gian Luigi Spiganti

Stessa situazione a Visso dove pochi proprietari di seconde case, sono rientrati per le feste. «Abbiamo festeggiato nei container al piano, ora resi liberi dal fatto che abbiamo la nuova chiesa a Villa Sant’Antonio – spiega Gian Luigi Spiganti Maurizi sindaco di Visso – qualcuno in giro si vede, molte meno persone che nelle domeniche estive, ma non è più come prima del terremoto, quando il nostro bellissimo centro storico era pieno di gente. È difficile organizzare eventi e momenti di aggregazione, manca lo spazio, al mattino ci svegliamo con una temperatura di meno 6. Per i turisti mancano strutture ricettive ed occasioni di intrattenimento. Le cose sarebbero diverse se si potesse riaprire ad esempio il palaghiaccio ad Ussita, in futuro la strada per Castelluccio e gli impianti sciistici di Frontignano. La Pro Loco ha organizzato alcune tombolate, in primavera risistemeremo le strutture del laghetto, speriamo nella bella stagione. L’unica nota positiva è che sono nati tanti bambini, questo ci rallegra loro sono il futuro».

Il sindaco di Muccia Mario Baroni

A Muccia il primo giorno dell’anno si è festeggiato tutti insieme. Spiega il sindaco Mario Baroni: «Abbiamo organizzato un pranzo il primo giorno dell’anno per stare tutti insieme tra cittadini. Le facce che venivano prima del terremoto non si sono viste. Mancano i luoghi dove stare, i posti per dormire, chi ha provato a farsi una casetta in legno come luogo di appoggio se l’ha vista sequestrare. Ora si farà l’area camper ma è fruibile solo in estate. La burocrazia blocca anche le poche iniziative che si potrebbero prendere, è ora di far partire la ricostruzione delle case e di realizzare le strutture ricettive. Come Comuni abbiamo le mani legate, ho due dipendenti dell’ufficio sisma assunti ormai da tre anni ed ancora non si sa se potranno proseguire il lavoro e con quale contratto. Vanno sbloccate tutte queste situazioni critiche e predisposti interventi per i Comuni più danneggiati, Muccia ha il 78,5 per cento dei residenti fuori casa, tra autonoma sistemazione e soluzioni abitative di emergenza».

Sandro Sborgia

Parla di ricostruzione come priorità assoluta il sindaco di Camerino Sandro Sborgia: «L’auspicio è che si continui a camminare sulla strada della ricostruzione, che tutte le forze politiche in campo e le istituzioni che hanno responsabilità riguardo alla ricostruzione, diano avvio ad un percorso insieme che deve portare alla partenza dei cantieri. Il mio auspicio è vedere le gru in azione, sia perchè ne abbiamo bisogno dal punto di vista fisico e psicologico, perchè non possiamo rassegnarci a vedere immobilità che sino ad oggi c’è stata. La ricostruzione è anche un’occasione di lavoro, un’opportunità dal punto di vista economico e va accelerata il più possibile. Vorrei che il nuovo anno possa portare un messaggio di speranza, le cose possono migliorare, solo se chi ha la responsabilità di governo abbia chiari quali sono gli obiettivi da perseguire. Non si possono lasciare indietro le persone con difficoltà, i problemi sul tappeto sono tanti, ma la politica come manifestazione più alta di servizio verso la collettività, si vede nei momenti difficili, è chiamata a dare risposte, a fare gli interessi della comunità e della nazione».



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