Busta paga pesante, i prof del Filelfo
«Oltre al danno la beffa:
noi abbiamo già restituito il 100%»

TOLENTINO - Gli insegnanti dell'Istituto tecnico lamentano una disparità di trattamento dopo l'approvazione del decreto sisma, con cui è stata stabilità la restituzione del solo 40% dell'Irpef trattenuta
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L’Ite Filelfo di Tolentino

 

«Dopo il danno la beffa, noi siamo tra i pochi che hanno già restituito il 100 per cento delle trattenute Irpef della busta paga pesante, in sette rate dal mese di giugno a quello di dicembre. Chiediamo un intervento delle autorità competenti, vogliamo essere trattati esattamente come tutti gli altri». Sono gli insegnanti dell’Istituto tecnico economico Filelfo di Tolentino a denunciare la disparità di trattamento in una lettera aperta alla direzione provinciale del Tesoro di Macerata, chiedendo un intervento per chiarire la vicenda. I docenti che, all’epoca del terremoto 2016 hanno beneficiato delle trattenute in busta paga, nonostante la recente approvazione del decreto che stabilisce la restituzione del solo 40 per cento dell’Irpef percepito, in 120 rate a partire dal 15 gennaio 2020, si sono trovati in busta paga, negli ultimi sei mesi circa 500 euro in meno. «Abbiamo subito la restituzione del cento per cento delle rate, già per ben sette mensilità con il 100 per cento della cifra – spiegano i docenti – prima le modalità di restituzione non erano chiare, ora è stato definitivamente convertito il decreto e chiediamo che sia applicato anche per noi quanto previsto, altrimenti saremo costretti a prendere provvedimenti legali». Alla direzione provinciale del Tesoro di Macerata sarebbero in corso i conteggi per togliere all’ammontare della cifra da restituire, quanto i docenti già si sono visti trattenere in busta paga, ma fino a quando non si saranno stabilite le cifre definitive, il rischio per gli insegnanti è quello di subire ogni mese un piccolo salasso, con la restituzione dell’Irpef maggiorata rispetto a quanto dovrebbero avere. «Chiediamo parità di trattamento con gli altri, l’applicazione piena ed immediata di quanto previsto dal decreto – concludono gli insegnanti – altrimenti saremo costretti a tutelarci».



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