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Ricostruzione Castelsantangelo,
in campo l’archistar Stefano Boeri

SISMA - E' il primo Comune dell’intero cratere ad affidare l’incarico per la redazione del Piano attuativo, la gara europea se l'è aggiudicata un raggruppamento di imprese con capofila la coop Mate
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Stefano Boeri

 

Castelsantangelo primo Comune dell’intero cratere ad affidare l’incarico per la redazione del Piano attuativo per la ricostruzione. Se ne occuperà Stefano Boeri. Si è conclusa la procedura di gara europea, espletata dalla Regione per l’affidamento dei servizi tecnici di architettura e ingegneria connessi agli interventi di ricostruzione nel centro storico e nei nuclei urbani maggiormente colpiti: nove le perimetrazioni, otto nelle frazioni e una nel capoluogo. Se ne occuperà un importante raggruppamento di professionisti, che fa capo alla  coop Mate, come capofila. Tra gli altri parteciperanno l’architetto Stefano Boeri e l’ingegnere Franco Braga ad occuparsi dell’attività di Pianificazione Attuativa del territorio comunale di Castelsantangelo sul Nera. Il raggruppamento, oltre alla Mate, è composto anche da Stefano Boeri Architetti srl, Pro.ge. 77 srl, Nhazca srl. Dre. Am. Italia. «L’attività di Pianificazione attuativa connessa agli interventi di ricostruzione nel centro storico e nei nuclei urbani maggiormente colpiti – spiega l’amministrazione – nasce dalla necessità di governare in tempi brevissimi il processo di ricostruzione non solo del territorio comunale ma di un comprensorio più ampio, al fine di comprenderne il ruolo all’interno della valle dell’Alto Nera, non escludendo l’individuazione vocazionale del territorio. Comprendere le priorità e le potenzialità del territorio e dell’area vasta aiutano ad inquadrare meglio ciò che il sisma ha distrutto non solo fisicamente ma anche socialmente, culturalmente ed economicamente, ma soprattutto aiuta a valutare le criticità pregresse di una condizione di decadenza e trasformarle in potenzialità al fine di generare un processo di rivitalizzazione/rigenerazione che non sia più passivo ma attivo e produttore di occasioni. La ricostruzione non deve essere vista esclusivamente come recupero e restauro delle singole costruzioni danneggiate, bensì ha il più ampio significato di ripristinare e ripensare quel complesso di funzioni urbane, sociali, economiche che connotano un territorio. In tal senso la ricostruzione non è una mera replicazione delle strutture fisiche distrutte ma è anche una revisione necessaria della natura, della conformazione e dell’utilizzo del territorio. Un evento fortemente traumatico come un terremoto ha comportato delle modifiche permanenti al territorio, che non possono essere affrontate tramite una sola riproposizione pedissequa della situazione antecedente all’evento. In tal senso, la ricostruzione diventa anche una opportunità di ripensamento del territorio e di adeguamento dello stesso alle nuove esigenze». L’amministrazione comunale sta lavorando alla sottoscrizione di un “Protocollo d’Intesa” operativo sulla ricostruzione, che vede la partecipazione attiva fin dalla prima fase della pianificazione, di tutti i soggetti, che a vario titolo saranno chiamati per rispettivi ruoli e competenze a esprimere un loro parere in sede di conferenza permanente. L’obiettivo è quello di «rafforzare un percorso virtuoso di dialogo e collaborazione con i rispettivi enti sovracomunali», conclude il Comune.



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