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Tod’s, utile in calo di 6 milioni
Della Valle: «Risultato transitorio
dato da ingenti investimenti»

ECONOMIA - Il CdA ha approvato la relazione semestrale. «Il presidente e amministratore delegato del gruppo: «E' una politica che abbiamo deciso di fare con convinzione, per aumentare la visibilità dei nostri marchi»
giovedì 8 Agosto 2019 - Ore 13:20 - caricamento letture
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Diego Della Valle

Per la Tod’s è tempo di dati, numeri e bilanci. E per un continuo occhio al futuro di investimenti, che passa inevitabilmente dall’occupazione e dai giovani. “Le vendite del Gruppo sono pari a 454,6 milioni di euro nel primo semestre 2019. Ricavi retail (70% del totale): +6,5%; Roger Vivier in crescita dell’11,6%” fanno sapere dall’azienda dopo che il cda ha approvato la relazione semestrale 2019. “Un -4,7% rispetto al primo semestre 2018. Considerando l’effetto dell’Ifrs 16 i principali indicatori economici e finanziari sono: Ebitda per 80,4 milioni di euro, pari al 17,7% dei ricavi, Ebit
a 5,8 milioni di euro. Utile netto del Gruppo: -6 milioni di euro. Posizione finanziaria netta: 509,3 milioni di euro”.

Il consiglio di amministrazione di Tod’s S.p.A., società quotata alla Borsa di Milano ed a capo dell’omonimo gruppo italiano del lusso, attivo nella creazione, produzione e distribuzione di calzature, accessori e abbigliamento di lusso e di alta qualità con i marchi Tod’s, Hogan, Fay e Roger Vivier, si diceva, ha approvato i risultati del Gruppo Tod’s relativi al primo semestre 2019 (1 gennaio – 30 giugno 2019).

“I numeri di questo semestre sono il risultato transitorio di una politica di investimenti superiori al previsto, che – spiega il presidente e amministratore delegato del Gruppo Diego Della Valle – abbiamo deciso di fare con convinzione, per aumentare la visibilità dei nostri marchi, in un contesto fortemente competitivo, nel quale i più importanti marchi del mondo stanno dando grande importanza alla pelletteria e ancor più alle calzature. I nostri prodotti rappresentano il mondo della grande qualità e dell’italian style ai livelli più alti e per questo la nostra clientela fedele segue e desidera i nostri marchi. Ora la vera sfida è riuscire anche ad attrarre ancora di più una clientela più giovane, che vive in paesi che sono ora i più forti acquirenti della moda e del lusso. Per fare questo in tempi brevi, bisogna aumentare gli investimenti necessari ed essere attrattivi e più visibili. Questo ci porterà i fatturati che servono per avere una redditività adeguata e soddisfacente. La nostra struttura del resto è pronta sotto l’aspetto organizzativo ed ha una buona squadra di manager. Il modello di business che noi chiamiamo Tod’s Factory sta procedendo bene e nella giusta direzione. L’e-commerce cresce molto bene ed anche il retail dà buoni segnali, incoraggianti per il futuro. Quindi ora è il momento di investire senza remore per ottenere i fatturati necessari, che sono sicuramente raggiungibili. Se ora sacrificheremo qualche punto di Ebitda nel breve, è per privilegiare, nel medio periodo, la profittabilità e la patrimonializzazione del gruppo e dei suoi singoli marchi. Essendo convinti del nostro operato, la mia famiglia ed io continueremo a comperare azioni del Gruppo, come abbiamo già fatto in passato”.

Nel primo semestre del 2019, il fatturato consolidato del Gruppo Tod’s ammonta a 454,6 milioni di Euro (-4,7% rispetto al primo semestre del 2018). Nel corrente esercizio, i cambi hanno dato un contributo positivo, particolarmente – spiegano dall’azienda – ai marchi Tod’s e Roger Vivier, che hanno la maggiore presenza all’estero; a cambi costanti, utilizzando cioè gli stessi cambi medi dei primi sei mesi del 2018, comprensivi degli effetti delle coperture, i ricavi sono pari a 449,8 milioni di euro.
Come di consueto, ricordiamo che l’analisi dei dati dei singoli trimestri non è pienamente significativa, data la non perfetta omogeneità nei diversi mesi dell’anno dei ricavi dell’attività industriale. Inoltre, nel corrente esercizio, il confronto per canale distributivo è influenzato anche dall’acquisizione di Italiantouch (a partire dal primo ottobre 2018 la relativa parte dei ricavi e-commerce è contabilizzata nei ricavi Retail, e non più nel canale wholesale). Le vendite del marchio Roger Vivier ammontano a 101 milioni di euro, con una crescita dell’11,6% rispetto al primo semestre 2018. Risultati positivi in tutte le aree geografiche in cui il marchio opera, ad eccezione di quella americana.
Il marchio Hogan ha registrato ricavi pari a 100,5 milioni di euro; il calo è principalmente dovuto alla debolezza del mercato domestico. Positivi i risultati all’estero; solida crescita a doppia cifra in Cina.
Infine, il marchio Fay ha totalizzato 21,5 milioni di euro di ricavi; il calo, rispetto al valore del primo semestre 2018, è interamente dovuto alla debolezza del canale wholesale. I ricavi delle calzature ammontano a 367,8 milioni di euro nel primo semestre 2019; il calo, rispetto allo stesso periodo del 2018, è principalmente dovuto all’impatto del canale wholesale.
I ricavi di pelletteria e accessori sono stati complessivamente pari a 62,3 milioni di euro. Il miglioramento del trend nel secondo trimestre conferma i buoni risultati delle nuove famiglie di borse del marchio Tod’s.
Infine, i ricavi di abbigliamento ammontano a 24,1 milioni di euro; l’andamento rispecchia sostanzialmente quello del marchio Fay. Nel primo semestre del 2019, i ricavi in Italia ammontano a 125,2 milioni di euro; il calo, rispetto allo stesso periodo del 2018, è interamente dovuto alla debolezza del canale wholesale, mentre sono positivi i risultati della distribuzione diretta.
Nel resto dell’Europa, i ricavi del Gruppo ammontano complessivamente a 115,3 milioni di euro; anche in questo caso i risultati sono divergenti nei due canali di distribuzione.
Nelle Americhe il Gruppo ha registrato complessivamente 34 milioni di euro di vendite, con un calo del 7% rispetto al primo semestre 2018. Come già commentato da altri players del settore, il mercato americano ha subìto un sensibile rallentamento della domanda negli ultimi mesi, anche sui clienti locali.
I ricavi del Gruppo nel mercato della Greater China ammontano a 111,6 milioni di euro, in crescita del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2018. Positivi, ed in miglioramento nel secondo trimestre, i risultati in Mainland China, che rappresenta più del 60% di questa regione, nonostante il taglio dei prezzi fatto ad aprile come adeguamento alla riduzione dei dazi. In peggioramento, invece, la piazza di Hong Kong, per le note tensioni politiche.
Infine, nell’area “Resto del Mondo”, il Gruppo ha complessivamente registrato ricavi pari a 68,5 milioni di euro, in lieve crescita rispetto al primo semestre 2018. Crescita dei ricavi dei Dos, con risultati particolarmente positivi in Giappone ed in Corea.
Nel primo semestre del 2019, i ricavi del canale diretto ammontano a 319,2 milioni di euro e rappresentano circa il 70% del fatturato del Gruppo. L’incremento del 6,5%, rispetto allo stesso periodo del 2018, ha beneficiato della solida crescita a doppia cifra del canale e-commerce (incluso nel canale retail dal primo ottobre 2018, con l’acquisizione
di Italiantouch). Positivo anche il contributo delle nuove aperture, mentre resta negativo il dato della crescita organica.
Il dato di Same Store Sales Growth (SSSG), calcolato a cambi costanti come media a livello mondiale dei tassi di crescita dei ricavi registrati nei Dos, è pari a -4,5% nel semestre (dal primo gennaio al 30 giugno 2019). Tale dato sarebbe migliore di oltre un punto percentuale a cambi correnti.
Al 30 giugno 2019, la rete distributiva del Gruppo è composta da 288 Dos e 114 negozi in franchising, rispetto ai 285 Dos e 122 negozi in franchising al 30 giugno 2018.
I ricavi a clienti terzi ammontano complessivamente a 135,4 milioni di euro; al netto dell’acquisizione di Italiantouch e della conversione da franchising a Dos dei negozi in Australia, resta confermata la debolezza del canale, soprattutto sul mercato domestico ed europeo.


Commento ai dati di Conto Economico
Il valore dell’Ebitda, calcolato applicando il nuovo principio contabile Ifrs 16, ammonta a 80,4 milioni di euro, con un margine sulle vendite del 17,7%. Al netto dell’effetto del principio contabile Ifrs16, nel primo semestre del 2019, l’Ebitda adjusted del Gruppo ammonta a 30,2 milioni di Euro, con un’incidenza sulle vendite del 6,7%.
Nonostante l’aumento di oltre un punto percentuale del margine industriale, rispetto a quello dello stesso periodo del 2018, il risultato operativo ha fortemente risentito dal significativo aumento dei costi operativi, necessari a difendere il posizionamento dei marchi in un contesto di forte competizione, e dei costi di sviluppo della rete distributiva, elementi necessari per perseguire la strategia di business del Gruppo. In particolare, sono aumentati in modo significativo i costi dei servizi (pari al 26,8% dei ricavi nel primo semestre 2019, rispetto al 24,5% del primo semestre 2018), legati soprattutto ai maggiori costi di comunicazione e delle lavorazioni esterne, il costo del lavoro (pari al 23,6% dei ricavi nel primo semestre 2019, rispetto al 20,9% dei primi sei mesi del 2018), che è principalmente dovuto all’aumento degli organici del Gruppo2, soprattutto per l’espansione della rete distributiva diretta ed il rafforzamento delle funzioni Corporate, anche mediante l’inserimento di manager con pluriennale esperienza nel settore, ed il costo per l’utilizzo di beni di terzi (pari al 17,2% nel primo semestre 2019, rispetto al 14,6% dei primi sei mesi del 2018).
Nel primo semestre del 2019, l’Ebit del Gruppo è pari a 5,8 milioni di euro, con un margine sulle vendite dell’1,3%; in lieve aumento l’incidenza sui ricavi degli ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni, al netto degli ammortamenti sulle Attività per diritto d’uso (che sono pari a 51,1 milioni di euro).
A cambi costanti, l’Ebitda e l’Ebit sarebbero pari, rispettivamente, a 79 milioni di euro (17,6% dei ricavi) e 6,1 milioni di euro (1,4% dei ricavi).
L’utile ante imposte del Gruppo vede un saldo negativo di 6 milioni di Euro, anche a causa dei maggiori oneri finanziari legati all’applicazione degli Ifrs16. Al netto delle imposte sul reddito e delle interessenze dei terzi, il risultato netto del Gruppo registra un saldo negativo di 6 milioni di euro, che si confronta con un valore positivo di 33,2 milioni di euro del primo semestre 2018.
Commento alle principali voci di Stato Patrimoniale e Cashflow
Nei primi sei mesi del 2019, gli investimenti in capitale fisso, ammontano a 22,4 milioni di euro, in crescita rispetto ai 20,1 milioni di euro del primo semestre dello scorso anno. Come sempre, la maggior parte delle risorse è stata destinata all’espansione ed al rinnovamento della rete dei Dos, tra cui segnaliamo in particolare l’apertura del nuovo flagship store del marchio Tod’s in via Montenapoleone, a Milano. Il resto degli investimenti è, come di consueto, riferito al continuo ammodernamento a livello industriale e di struttura corporate.
Il capitale circolante netto operativo è pari a 338,3 milioni di Euro al 30 giugno 2019, in aumento rispetto al valore di giugno 2018, principalmente per la crescita delle giacenze della prossima collezione invernale, legata al più favorevole andamento dei processi di produzione.
La posizione finanziaria netta adjusted al 30 giugno 2019 è negativa per 92,4 milioni di euro, in peggioramento rispetto al saldo negativo di 50,2 milioni di giugno 2018, soprattutto per il temporaneo finanziamento del capitale circolante netto e gli investimenti effettuati nelle attività operative necessarie per l’implementazione delle strategie di business. Includendo l’effetto del principio contabile Ifrs 16, la posizione finanziaria netta del Gruppo è negativa per 509,3 milioni di euro.
Il patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2019 è pari a 1.027,8 milioni di euro, che si confronta con i 1.072,3 milioni di euro di giugno 2018.
Delibera di fusione per incorporazione della controllata totalitaria Holpaf B.V.
Il Consiglio di Amministrazione di Tod’s S.p.A. ha altresì approvato la fusione transfrontaliera per incorporazione nella Tod’s S.p.A. della società interamente controllata Holpaf B.V., proprietaria dell’immobile di Omotesando a Tokyo, oggetto, come già comunicato, di un contratto di compravendita. Sui dettagli e, in particolare, sugli effetti economici e finanziari della cessione immobiliare, si rinvia ai comunicati stampa diffusi in data 11 marzo e 9 maggio 2019.
L’atto di fusione sarà stipulato decorso il termine di cui all’art. 2503 del codice civile e sarà pubblicato nei termini e con le modalità di legge.
La documentazione inerente alla fusione, che non comporterà alcun impatto sulla composizione dell’azionariato di Tod’s S.p.A. è a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito internet della Società all’indirizzo www.todsgroup.com e sul meccanismo di stoccaggio autorizzato 1Info all’indirizzo www.1info.it.
Il verbale della deliberazione di fusione sarà messo a disposizione del pubblico nei termini e con le modalità stabilite dalla normativa, anche regolamentare, vigente.
Si rammenta che la citata fusione è esente dall’applicazione della Procedura in materia di operazioni con parti correlate adottata da Tod’s S.p.A. ai sensi dell’art. 9.1, lettera e), poiché posta in essere dall’emittente con una propria società controllata nella quale non sono presenti interessi significativi di altre parti correlate dell’emittente.
Approvato il progetto di fusione per incorporazione della controllata totalitaria Italiantouch S.r.l. Il Consiglio di Amministrazione ha altresì approvato il progetto unitario di fusione per incorporazione nella Tod’s S.p.A. della controllata totalitaria Italiantouch S.r.l. (l’“Operazione”), società che dalla fine del 2012 gestisce una piattaforma informatica per la commercializzazione online dei prodotti del Gruppo Tod’s;
La menzionata fusione, realizzata con società interamente controllata, sarà deliberata, quanto a Tod’s S.p.A., dal proprio Consiglio di Amministrazione ai sensi dell’art. 2505, comma 2, cod. civ. e dell’art. 24 dello Statuto sociale, fatta salva la facoltà di cui all’art. 2505, comma 3, cod. civ.. La Società metterà a disposizione del pubblico la documentazione e le informazioni prescritte in ottemperanza, nei termini e con le modalità stabilite dalla normativa, anche regolamentare, vigente.
L’Operazione è volta a internalizzare nel Gruppo Tod’s le consolidate esperienze digitali di Italiantouch relative all’e-commerce e rappresenta un’importante opportunità di accelerare la crescita delle vendite tramite questo canale, grazie alla gestione diretta delle relative attività, in stretto coordinamento con le funzioni di comunicazione e di customer relationship management (“CRM”) del Gruppo.
La fusione non comporterà alcun impatto sulla composizione dell’azionariato di Tod’s S.p.A., in quanto la incorporanda Italiantouch S.r.l. è interamente controllata dalla incorporante Tod’s S.p.A. e non si procederà quindi ad alcun aumento del capitale sociale della incorporante, né alla determinazione di alcun rapporto di cambio o conguagli di alcun genere.
La fusione, una volta deliberata dagli organi competenti delle società partecipanti alla fusione, non è soggetta all’approvazione di altri organi ed avrà effetto nei confronti dei terzi con l’iscrizione dell’atto di fusione nel Registro delle Imprese delle Marche, ovvero alla successiva data stabilita nell’atto di fusione, la cui stipulazione è ragionevolmente prevista entro il prossimo mese di dicembre.
Fermo restando quanto appena indicato, l’Operazione non è sottoposta a condizioni, sospensive o risolutive. L’Operazione si configura come “operazione tra parti correlate”, ai sensi del Regolamento Consob 17221/2010, come successivamente modificato (il “Regolamento OPC”) e della Procedura in materia di operazioni con parti correlate adottata da Tod’s S.p.A. (la “Procedura OPC”), dal momento che la Italiantouch S.r.l. è società (interamente) controllata dall’emittente Tod’s S.p.A.. L’Operazione, di minore rilevanza in base agli indici stabiliti dal Regolamento OPC, è tuttavia esente dall’applicazione della Procedura OPC, ai sensi dell’art. 9.1 lettera e), poiché posta in essere dall’emittente con una propria società controllata nella quale non sono presenti interessi
significativi di altre parti correlate dell’emittente.
Si precisa che, ai sensi dell’art. 3 della Delibera Consob n. 18079 del 20 gennaio 2012, la Società si avvale della deroga prevista dagli artt. 70, comma 8, e 71, comma 1-bis, del Reg. Consob n. 11971/99 (e successive modificazioni e integrazioni) con riferimento alla messa a disposizione del pubblico presso la sede sociale della documentazione inerente le operazioni di fusione, scissione, aumenti di capitale, acquisizioni, cessioni”.



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