Decreto Crescita, Morgoni al governo
«Riduzione rischio sismico:
cambiare la norma sulle detrazioni»

IL DEPUTATO del Pd ha presentato un'interrogazione a Conte e Tria per chiedere di rivedere quest'aspetto, che crea «una distorsione della concorrenza a tutto vantaggio delle grandi imprese»
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Mario Morgoni

 

«Modificare la norma del decreto Crescita sulle detrazioni per chi realizza interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico per evitare che essa determini un’ulteriore, ingiusta penalizzazione di quel tessuto di micro e piccole imprese che rappresenta la vera spina dorsale del spina dell’economia del nostro Paese». Lo chiede Mario Morgoni, deputato del Partito democratico, con un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell’Economia. «La misura introdotta dal governo giallo-verde – spiega – con il dl Crescita sulle detrazioni per chi realizza interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico, è profondamente ingiusta e sbagliata. Essa prevede, infatti, anziché la detrazione prevista di – 50%, uno sconto diretto di pari valore anticipato dal fornitore, che poi lo recupererà sotto forma di credito di imposta in 5 anni. Tale misura crea gravi ripercussioni alle micro e piccole imprese, che già soffrono di problemi liquidità, costringendole ad agire di fatto da banca nei confronti dei propri clienti. Senza considerare che la capienza fiscale delle micro e piccole imprese per compensare il credito d’imposta, non è assolutamente paragonabile a quella delle imprese più grandi e strutturate. Tale provvedimento di legge crea pertanto una distorsione della concorrenza a tutto vantaggio delle grandi imprese. Del resto lo stesso Antitrust è intervenuto per evidenziare che tale norma appare suscettibile di creare restrizioni della concorrenza nell’offerta di servizi di qualificazione energetica a danno delle piccole imprese favorendo i soli operatori economici di più grandi dimensioni. Le gravi ripercussioni di questa misura colpiranno mezzo milione di micro piccole imprese italiane nel settore delle costruzioni ed istallazioni di impianti ed infissi (15.000 solo nelle Marche)», conclude. E per questo Morgoni chiede al premier Conte e al ministro Tria se il governo se il «non ritenga urgente intervenire per abrogare la misura dello “sconto diretto” che sta determinando una forte distorsione del mercato di riferimento ed un rallentamento delle attività economiche nell’indotto a discapito unicamente delle e piccole e medie imprese del settore delle costruzioni italiano».



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