Cultura per lanciare l’economia,
«Macerata al top sull’occupazione»

CONVEGNO DELLA FONDAZIONE FAREFUTURO con il senatore Adolfo Urso. Partecipazione politicamente trasversarle, presenti l'onorevole Acquaroli, il vicesindaco Stefania Monteverde, il senatore leghista Arrigoni e l'onorevole Patassini. E' stato occasione di dibattito anche sul sisma
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Il convegno

 

di Maurizio Verdenelli (Foto di Fabio Falcioni)

Nel manifesto c’è una casetta con un foglio da venti euro ed un altro da dieci. A progettarlo la New Direction, la ‘casa’ dei conservatori e riformisti europei voluta a suo tempo da Margaret Thatcher e dov’è presente pure la fondazione ‘Farefuturo’ presieduta dall’ex viceministro alle attività produttive del governo Berlusconi, sen. Adolfo Urso (FdI). Che nella sala consiliare della Camera di Commercio ha presieduto e concluso la prima iniziativa pubblica della sua fondazione a Macerata su un tema che più ‘neutro’ (politicamente) non si può: “La cultura come volano per l’economia del territorio” (sottotitolo: Infrastrutture e capitale nel contesto europeo). Tuttavia nel preambolo, il senatore non ha fatto mistero nel saluto agli amici maceratesi – Giulio Conti e Fabio Pistarelli – della comune identità nel centrodestra cui era da iscriversi l’evento.

Convegno_CultutaComeVolano_FF-6-650x434Che, a parte il forfait dell’on. Mirella Emiliozzi (M5S) che da Malta ha mandato una breve relazione così come Gianni Niccolò (Confindustria) e di Francesco Fucili (Coldiretti), è risultato abbastanza bipartisan contando tra i relatori sulla presenza della vicesindaca Stefania Monteverde e pur solo per dieci minuti tra il pubblico il rettore di Unimc, Francesco Adornato. Folta la partecipazione: con Conti e Pistarelli (“Ma io non mi presento alle elezioni” ha assicurato alla Monteverde), tra gli altri anche l’on. Tullio Patassini, il consigliere comunale Andrea Marchiori e Sandro Cacchiarelli. E qualche scintilla, pur nel principio concorde di ‘far cultura per promuovere il territorio’ e nell’attenta conduzione di Paolo Perini e Claudio Cimarossa, c’è stata. Prima con le critiche alla Regione «che deve fare di più: maggiori incentivi nella direzione cultura-economica» da parte dell’on. Francesco Acquaroli (FdI) e del coordinatore regionale della Lega, sen. Paolo Arrigoni – sotto accusa pure il governo, nell’intervento di Acquaroli,  gratificato da convinti applausi e da un sonoro ‘bravo’ da parte del collega di partito, Urso. Poi con un fuori programma, a convegno finito, quando Stefania Monteverde ha replicato ad Arrigoni dalla cui relazione basata su statistiche circa natalità ed emigrazioni (sempre più copiose: gli ultimi dati parlano di 6mila giovani con un +75%) e sulla retrocessione delle Marche a ‘regione di transizione’ da parte di Bankitalia, sarebbe emerso un territorio con problematiche dopo il ‘miracolo economico’. «Quello che il sen. Arrigoni ignora è che le Marche sono la seconda regione per valore turismo culturale. Purtroppo ho potuto farglielo notare solo ad aula ormai vuota» dice Monteverde. Che, fresca dal convegno della mattina sul turismo nel cratere sismico a Muccia, all’eremo del beato Rizzerio (“non lo conoscevo” ha ammesso in riferimento al più caro tra i discepoli marchigiani di San Francesco) ha ricordato al coordinatore lombardo della Lega nelle Marche l’ultimo rapporto Unioncamere segnala come il Sistema produttivo, culturale e creativo regionale produca quasi 2,3 miliardi di euro di valore aggiunto, il 6,4% della ricchezza prodotta dall’economia complessiva. In termini di occupazione, i 43.400 addetti della filiera incidono per il 6,5% dei posti di lavoro.

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Adolfo Urso tra Paolo Ariigoni e Francesco Acquaroli

Tra le province, Ancona si colloca addirittura settima per incidenza del valore aggiunto (6,9) mentre Macerata è la prima delle marchigiane per incidenza dell’occupazione (11esima in Italia: 7%). La regione si conferma terza in termini di spesa turistica attivata dalla cultura con il 51,1% delle entrate registrate nel settore (oltre un miliardo di euro) che originano da turisti alla ricerca delle bellezze culturali e paesaggistiche del territorio. Macerata si conferma ancora ai vertici (sesta su 110 province) con oltre 200 milioni di spesa turistica attivata, il 61% di quella complessivamente registrata sul territorio».

Comunque il quadro è oggettivamente pesante «con il 34% per cento dei tagli alla Cultura da parte delle Province e il 4% da parte dei comuni» ha ricordato Giorgio Menichelli, segretario Confartigianato di Macerata, Ascoli e Fermo. E a proposito di artigianato e cultura locale, ha indicato come antitetico sia il prodotto “confezionato su misura del turista” e che invece deve essere “sincero, autentico e genuino”. «E fondamentale deve essere la certificazione dei luoghi. Così come l’accoglienza, l’internazionalizzazione, ed ancora più le infrastrutture».

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L’assessore Monteverde con Giulio Conti

Già, su questo tutti hanno concordato. Il sen. Arrigoni ha rivelato che nell’agenda del governo c’è il potenziamento del porto di Ancona, e la Monteverde che dall’aeroporto ‘R.Sanzio’ da ottobre ci sarà una linea per Shangai. «Proprio ora (o quasi, perché adesso è notte fonda) a Taitang si celebra il gemellaggio con Macerata nel nome di Confucio e padre Matteo Ricci – peccato dimenticato dal Presidente Xi». Ed ha sottolineato, più avanti: «Ogni euro speso in Cultura, ne frutta quasi due». Peccato ancora che il 38% degli italiani vive bellamente senza cultura, senza leggere nè libri, né giornali. Questo dato, quello delle infrastrutture che mancano ed inoltre di un nuovo, più intenso rapporto tra pubblico e privato (attualmente carente) sono stati davvero bipartisan. Tutti d’accordo. «Bene pure il progetto MaMa (Marca maceratese)» lanciato dai centri maceratesi, ha detto Acquaroli. «Non ci potevano dividere davanti alle emergenze del post sisma» ha sottolineato la Monteverde. «Il terremoto ha di fatto cancellato il turismo e depauperato i nostri centri». Lo ha detto Giorgio Ligliani, presidente Cna, presente anch’egli in mattinata a Muccia. Il quale ha lanciato quasi un suggestivo hastag: «Che i produttori, gli artigiani uscendo dal tradizionale isolazionismo e facendo rete raccontino la loro esperienza stupefacente, appassionando il mercato ad un prodotto unico. Penso ai calzaturieri, per primis». Sulla necessità di far rete e squadra, il sindaco di Potenza Picena: «Abbiamo molte cose belle da far vedere, ma come facciamo con la necessità di pagare la custodia di ogni sito? Allora abbiamo pensato a percorsi comuni, internamente e fuori dai confini comunali». E’ l’artigianato che è più assonante con cultura e turismo, pur in una terra che sconta rispetto al mito toscano almeno 30 anni di ritardo. Prima che la memoria e l’identità dei luoghi svaniscano. La strada sembra infatti in discesa. Il pericolo è stato in conclusione segnalato dal sen. Urso: «La quinta rivoluzione industriale ha già un nome: quello delle intelligenze artificiali e in Cina sono ancora una volta davanti a Europa ed America».

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Patassini

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Adornato

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