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Campus, è corsa contro il tempo:
«Lavoro di squadra per i fondi
ma resistere è difficile»

TOLENTINO - Presentato il progetto preliminare per le cinque scuole che dovranno trasferirsi. Ora si attende l'ok dell'Ufficio ricostruzione per l'importo. La preside del Filelfo, che da due anni sta in un capannone industriale: «Promettere un futuro alle famiglie sul vuoto non è stato facile»
lunedì 4 Febbraio 2019 - Ore 16:24 - caricamento letture
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di Federica Nardi (foto di Fabio Falcioni)

E’ una corsa contro il tempo la realizzazione del nuovo campus scolastico di Tolentino. Dopo due anni e mezzo si è messo un punto sui finanziamenti. Adesso però ci sono i tempi delle procedure: quelle dei bandi europei dato che l’importo (20 milioni e 600mila euro) supera la soglia. «Stiamo sistemando l’area dal punto di vista urbanistico. Appena avremo l’ok dell’Ufficio ricostruzione sull’importo del progetto preliminare avvieremo il bando per la progettazione esecutiva dell’opera. Poi potremmo avviare le procedure per l’appalto dei lavori. L’impegno sarà massimo per velocizzazione e semplificazione», spiega Antonio Pettinari, presidente della Provincia. Ma sui tempi effettivi nessuno si sbilancia. «Rispettare i cittadini significa dire la verità – sottolinea Pettinari -. Per questo non siamo in grado di dare tempi». Al sollievo per lo sblocco di una situazione finanziaria difficile (di mezzo anche i quattro milioni di euro della discussa San Giovanni Bosco Arpa Foundation che adesso sarebbe fuori dai giochi), si accompagna quindi un’evidente preoccupazione per la tenuta degli iscritti dell’istituto Filelfo, che dal sisma fa lezione in un capannone industriale.

Da sinistra Mara Amico, Santa Zenobi, Antonio Pettinari e Giuseppe Pezzanesi

Santa Zenobi, dirigente del Filelfo, sintetizza così: «Abbiamo cercato di resistere e non è poco. Ci sono tante difficoltà nella struttura industriale. È piccola, non è una scuola. Da giugno a oggi chiaramente c’è stato da resistere. E parlo di resilienza vera. Mentre altre realtà andavano avanti noi non avevamo niente da inaugurare e promettere un futuro alle famiglie sul vuoto non è stato facile. Questi tempi stressano chi sta dietro la scuola. Comunque grazie per il lavoro di squadra».

Certamente l’accordo che ha sbloccato il finanziamento mancante (il budget iniziale era di 17 milioni di euro) non è stata una soluzione né facile né banale. Due i percorsi. Il primo, ridurre al massimo i costi di progettazione: progetti, direzione lavori e collaudi in carico alla Provincia, progettazione di spazi multifunzionali e soluzioni progettuali per ridurre le spese . La seconda, offrire qualcosa in cambio. Così la Regione si prenderà gli istituti commerciale e professionale, per un valore pari a quello mancante nel progetto del nuovo campus. Il vecchio edificio dei licei, in centro e danneggiato gravemente dal terremoto (scheda aedes E) resterà un nodo che sarà il Comune a dover sciogliere con fondi propri. Nel frattempo però c’è soddisfazione, anche per il sindaco. «Le presidi hanno resistito fino a oggi con gli studenti in una situazione non facile e in alcuni casi impossibile. Questo è un risultato che appartiene a tutti – dice Pezzanesi -. Grazie ai consiglieri del Pd di Tolentino per aver creduto insieme a noi alla scuola e all’ospedale, per cui lavoreremo. Per la scuola non abbiamo ceduto sull’accontetarci. Abbiamo allungato di qualche mese forse, ma nel momento della disgrazia del terremoto bisogna costruire bene e in modo ottimale. Non è stato facile. Volevamo anche manifestare ad Ancona a giugno e poi abbiamo annullato. I licei stanno dentro una struttura emergenziale a tutti gli effetti. Bisogna proteggere queste realtà che hanno anche un alto grado qualitativo di formazione. Il nuovo campus ha vicino anche la linea ferroviaria e la Regione e Ferrovie dello Stato vogliono creare una fermata vicino al campus, all’altezza dell’ex Tigotà. Questi sono risultati – conclude, toccando i progetti sul tavolo -. Le chiacchiere stanno a zero».

Da sinistra Santa Zenobi, Antonio Pettinari, Giuseppe Pezzanesi e Giordano Pierucci

Il progetto, che prevede di ospitare cinque scuole e un migliaio di studenti (al momento tra licei e istituti tecnici gli iscritti sono circa 800), contiene anche un piccolo omaggio alla basilica di San Nicola. «La forma della scuola parte dalla corte, che non ha caso ha la dimensione del chiostro di San Nicola. Quindi c’è un elemento identitario con la città  – svela Giordano Pierucci, responsabile unico del procedimento -. Il campus sarà un vero e proprio polo perché si rivolgerà a un bacino anche più ampio della città. Abbiamo sviluppato la progettualità in modo che la scuola riuscisse a soddisfare le esigenze formative ottimizzando costi e spazi. La struttura inoltre è al massimo livello di sicurezza e al massimo livello energetico». Presenti stamattina anche la dirigente Mara Amico, l’ingegnere Alessandro Mecozzi e i rappresentanti degli studenti. Per quando si appalteranno i lavori c’è anche l’intenzione di sottoscrivere con i sindacati un accordo per garantire la sicurezza e la regolarità nei cantieri, su modello di come fatto per le scuole in cantiere a Macerata alle ex Casermette.

Antonio Pettinari e Giuseppe Pezzanesi

 



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