La chiesa terremotata riapre
in tempo per la messa di Natale

BELFORTE - Taglio del nastro nella chiesa di Sant'Eustachio. E' il primo edificio religioso in provincia che ha completato i lavori di sistemazione dopo il sisma

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Riapre la chiesa di Sant’Eustachio. Alle spalle delle autorità il polittico di Giovanni Boccati

 

La prima chiesa terremotata che riapre definitivamente è quella di Sant’Eustachio a Belforte. I lavori sono terminati in tempo per la messa di Natale. «Tenere chiusa quella chiesa – spiega il sindaco Roberto Paoloni – significava togliere il simbolo più importante dell’offerta turistica del paese. Ora finalmente tutti potranno tornare ad ammirare la chiesa e il polittico di Giovanni Boccati».

riapertura-chiesa-belforte-1-300x400Il taglio del nastro ieri. Insieme al sindaco anche governatore Luca Cerescioli accompagnato dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti, l’arcivescovo di Camerino Francesco Massara e la sindaca di San Severino Rosa Piermattei. «Dopo il terremoto di ottobre 2016 – spiega Paoloni – la chiesa è rimasta chiusa per qualche mese, poi sono stati fatti dei lavori di messa in sicurezza che hanno permesso di utilizzare la struttura fino allo scorso mese di settembre. E’ questo, infatti, il periodo in cui sono iniziati i lavori, resi possibili grazie alla ordinanza numero 32 dell’allora commissario straordinario Errani. E’ stato grande l’impegno di tutti affinchè i lavori di sistemazione della chiesa di Sant’Eustachio rientrassero in quella ordinanza. E’ stato così possibile cominciare la sistemazione del tetto, della capriata centrale e altri lavori di restauro. Ora sarà possibile riavere la chiesa per le feste di Natale. L’intento era quello di riaprire proprio il 23 dicembre». I lavori sono costati circa 300mila euro. Così anche il polittico di Giovanni Boccati torna visitabile. Si tratta di un’opera del 1468 composta da cinque pannelli nel registro inferiore e altri sette in quello superiore. L’opera rappresenta lo stile tipico di Giovanni Boccati caratterizzato da una luminosità e una fantasia di gusto tipicamente rinascimentale unito ad un gusto narrativo di impronta ormai tardo-gotico.




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