Caos delle case invendute:
«Me l’avevano assegnata un anno fa,
ora l’Erap non la compra più»

SISMA - Franco Ricci, di Ussita, ha saputo dopo 11 mesi dalla firma che non potrà più entrare nell'appartamento a Frontignano. Nel frattempo a Tolentino 5 famiglie restano in bilico per problemi tra il proprietario e la banca. La ditta figurava in liquidazione già nella graduatoria approvata dall'ente regionale
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L’appartamento a Frontignano

 

di Federica Nardi

«Dopo undici mesi dall’assegnazione il Comune mi ha detto adesso che l’Erap non acquisterà più l’appartamento. Ma da novembre 2017 ad agosto 2018 chi doveva controllare se i documenti che ha fornito il costruttore erano in regola?». E’ una domanda che rappresenta il dramma di tanti sfollati quella di Franco Ricci. Il sisma gli ha tolto la casa a Ussita, l’ha portato sulla costa finché poi, dopo che l’Erap aveva pubblicato le graduatorie ad agosto 2017, gli era stata assegnata una casa a Frontignano, in via Pian dell’Arco. Una zona un po’ isolata, da raggiungere per una strada sterrata, con una vista mozzafiato sui monti e qualche vicino di casa che passa lì ferie e festivi. Un posto dove ricominciare. Niente da fare però: il 16 giugno l’Erap regionale ha comunicato l’annullamento della procedura di acquisizione al Comune e all’ente non è rimasto che revocare l’assegnazione. I motivi dell’ente regionale non sono specificati nella delibera che ha spento, per il momento, le speranze di Ricci di tornare a vivere in tempi brevi nella “sua” Ussita. Dopo la denuncia del coordinamento dei comitati Terremoto centro Italia per il fatto che «metà degli appartamenti assegnati non hanno i documenti in regola», nuovi casi vengono alla luce. L’operazione invenduto nelle Marche, voluta dalla Regione e chiesta da diversi sindaci l’anno scorso per restituire agli sfollati un tetto sopra la testa nei Comuni di provenienza, rischia nel frattempo di trasformarsi nell’ennesima “giungla” del post sisma.

Anche a Tolentino i problemi dell’invenduto si accumulano mesi dopo mese. Quasi nessuna delle 23 famiglie a cui è stata assegnata una casa potrà entrarci in tempi brevi. Oltre ai problemi già segnalati per la palazzina in contrada Rancia, in via Santa Lucia sono stati assegnati 5 appartamenti di una ditta che compariva già “in liquidazione” quando è entrata nelle graduatorie definitive dell’Erap. Un problema di cui si è occupato il sindaco Giuseppe Pezzanesi in persona. Un mese fa il Comune diceva in una nota che «sul problema tra i costruttori e le banche creatosi per le 5-6 unità immobiliari in viale Terme Santa Lucia, il sindaco Pezzanesi incontrerà il direttore dell’istituto di credito a Pescara e ha invitato anche esponenti della minoranza a partecipare» e proseguiva: «E’ stato deciso che in caso di mancata consegna le imprese dovranno pagare una penale dell’uno per mille ogni 15 giorni di ritardo (la scadenza è a fine settembre)». In totale l’Erap regionale ha ammesso in graduatoria il 4 agosto del 2017, 951 alloggi per un valore di quasi 122 milioni di euro più iva. L’ultimo provvedimento parla invece di 911 appartamenti, di cui assegnati 364. Dei circa 55 milioni di euro necessari per l’acquisto degli immobili assegnati, sul piatto al momento ce ne sono circa 6 milioni e mezzo.

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