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Beffa dell’invenduto per i terremotati,
a Sarnano la ditta si ritira:
sei famiglie ancora senza casa

SISMA - Le case erano già assegnate agli sfollati. L'ente regionale ancora non acquista gli appartamenti. Per i lavori le ditte hanno anticipato i soldi. Il sindaco Ceregioli: «Abbiamo puntato molto su questa opzione e speriamo in una rapidissima soluzione»
giovedì 9 agosto 2018 - Ore 20:55 - caricamento letture
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di Federica Nardi

A colpi di autocertificazione e ad assegnazioni avvenute, c’è aria di ritirata per diverse ditte sugli appartamenti invenduti destinati agli sfollati. Dopo il caso di Ussita, dove un appartamento assegnato l’anno scorso a un terremotato non sarà più acquistato dall’ente regionale per motivi ancora da chiarire, viene fuori che anche a Sarnano almeno sei dei 28 appartamenti già assegnati per ospitare famiglie sfollate sono stati ritirati: la ditta ha fatto un passo indietro per difficoltà economiche e non li venderà più all’Erap. Dove non arrivano i problemi di liquidità dei proprietari (vedi i cinque appartamenti di Tolentino di un’azienda in liquidazione), c’è la mancanza di fondi pubblici. Su 55 milioni che servono ce ne sono, su carta, 6 e mezzo. Sempre a Sarnano gli altri appartamenti sono pronti da tempo, ma l’Erap ancora non li ha comprati. La scadenza per gli acquisti, a oggi, dovrebbe essere fine settembre. Nel frattempo, molti appartamenti già assegnati nel cratere risultano ancora in vendita.

Franco Ceregioli

A Sarnano, dove il terremoto ha fatto danni ingenti soprattutto nelle frazioni, l'”operazione invenduto” della Regione ha individuato l’anno scorso 33 appartamenti, di cui 28 assegnati a terremotati con casa inagibile. «Abbiamo puntato molto su questa opzione – dice il sindaco Franco Ceregioli – e speriamo in una rapidissima soluzione». L’assegnazione, per chi firma, vuole dire nella migliore delle ipotesi non aver chiesto una soluzione abitativa d’emergenza. E quindi, senza casa, c’è la beffa di non aver avuto nemmeno la “casetta”. Altri avevano addirittura rinunciato ad appartamenti in affitto. Beffati anche loro. I Comuni, con le graduatorie Erap in mano, hanno infatti fatto firmare già l’anno scorso le assegnazioni in attesa che le palazzine fossero completate, sistemate e in ogni caso acquistate dalla Regione. Nel frattempo le ditte proprietarie hanno anticipato le spese. Solo che a distanza di mesi, ancora nessuno è entrato in casa. Una situazione che dovrebbe sbloccarsi, almeno in parte, nei prossimi giorni. L’Erap ha infatti annunciato che procederà all’acquisto di 90 appartamenti di quelli in graduatoria. Ma per gli altri, oltre 200, ancora non è chiaro come si procederà.

A oggi il direttore Erap ha firmato quattro autorizzazioni all’acquisto: tre a Esanatoglia e l’ultima, due giorni fa, a Valfornace. La casa è quella che Fabio Tomasselli, terremotato e sfollato con la famiglia sulla costa, attendeva da due anni. Domani prenderà le chiavi, ma non tutti i primi in graduatoria possono festeggiare come lui. Eppure, nella relazione della performance dell’Erap del 2017, i giochi sembravano conclusi. «Tutte le attività – dice la relazione -, sono state svolte a decorrere dal 3 marzo 2017, data di pubblicazione del primo avviso e si sono concluse il 4 agosto 2017 con il decreto di approvazione di tutte le graduatorie definitive». Tutte le attività, compresi «i sopralluoghi di tutti gli alloggi presenti nelle graduatorie provvisorie per accertare il reale stato di quanto veniva proposto – si legge sempre nella relazione Erap – e poter stilare le graduatorie definitive». Dopo i sopralluoghi, «le due Commissioni hanno redatto le graduatorie definitive che di volta in volta sono state pubblicate dall’Erap Marche al fine di accelerare le procedure che avrebbero dovuto mettere in atto i Comuni interessati e la Regione».

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