“E se l’Italia tornasse alla lira?”
Ad Unimc Marcello Signorelli
MACERATA - Giovedì alle 17 nella sede di piazza Strambi la presentazione del libro scritto dall'economista assieme a Enrico Marelli
Spiegare con parole accessibili le tematiche collegate alla genesi dell’euro e agli effetti della sua introduzione fino alla sua recente crisi: è il compito del libro “E se l’Italia tornasse alla lira” che Marcello Signorelli, autore insieme a Enrico Marelli, presenterà giovedì 13 dicembre alle ore 17 nella sede di Piazza Strambi dell’Università di Macerata. L’incontro, organizzato dal Dipartimento di Economia e diritto in collaborazione con il Centro Interdipartimentale Laboratorio Fausto Vicarelli, si aprirà con i saluti del direttore del Dipartimento Stefano Perri e del direttore del Laboratorio Vicarelli Massimo Biasin e sarà introdotto da Claudio Socci, docente di politica economica. «Mancava nel panorama bibliografico del nostro paese – scrive Nicola Acocella nella prefazione al volume – un lavoro di ampio respiro che affrontasse in modo equilibrato la questione della nostra permanenza nell’Eurozona. L’agile, ma completo, libro di Enrico Marelli e Marcello Signorelli colma questa lacuna, corredando l’analisi della questione con un breve excursus storico sulla nostra partecipazione alla moneta comune e sul percorso svolto dall’Unione monetaria in quasi venti anni di esistenza, e con una disamina degli scenari aperti per l’evoluzione dell’Unione, la sua sopravvivenza e le necessarie riforme». Marcello Signorelli è professore ordinario di politica economica all’Università di Perugia. Ha studiato, fatto ricerca e insegnato nelle Università di Siena, Sassari, Firenze, Columbia University, University of Warwick, University College of London, Hitotsubashi University di Tokyo e la National Research University Higher School of Economics di Mosca. Le sue ricerche sono state pubblicate su rilevanti riviste internazionali e diversi libri a diffusione internazionale.

Tutta l’Europa di doveva chiamare ITALIA,altro che ..
e tutta l’ITALIA si doveva chiamare ROMA
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Veramente libri di tal genere (di ampio respiro) non mancano proprio, ce ne sono a bizzeffe.