Telecamere e agenti undercover
per stroncare lo spaccio ai Diaz:
in manette 4 pusher (VIDEO)

MACERATA - Operazione condotta dalla questura che ha utilizzato sia sofisticati sistemi video che poliziotti che hanno operato sotto copertura e in alcuni casi hanno acquistato stupefacenti. Alla fine una 40ina le cessioni che sono state accertate. Ieri sono stati arrestati gli spacciatori, tutti molto giovani e di origine africana. Tra i clienti c'erano anche minorenni, qualcuno di soli 12 anni
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Il questore Antonio Pignataro con il capo della squadra mobile Maria Raffaella Abbate

 

di Gianluca Ginella

(foto di Fabio Falcioni)

Telecamere e agenti sotto copertura per stroncare lo spaccio di droga ai Giardini Diaz di Macerata: quattro persone in manette nell’ambito di una operazione che è durata da marzo a fine aprile. La polizia ha documentato e cristallizzato con foto e video, decine di episodi di spaccio avvenuti nella zona della Terrazza dei popoli ai Giardini Diaz. Questa mattina sono finiti in manette 4 giovani d’origine africana che spacciavano marijuana e hashish a Macerata. Tra i clienti anche tanti giovanissimi, alcuni di soli 12 anni. Per catturare i pusher i poliziotti si sono finti clienti e hanno acquistato droga. Operazione coordinata dal procuratore Giovanni Giorgio.

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Il questore Antonio Pignataro

Operazione “Piazza pulita”. Si chiama così l’attività svolta dalla questura di Macerata, coordinata dal procuratore Giovanni Giorgio. In azione la Squadra mobile di Macerata con il supporto del Servizio centrale operativo e la direzione centrale dei servizi antidroga. Una attività di indagine che è durata circa 2 mesi e ha consentito di accertare una 40ina di cessioni di droga da parte di un gruppetto di giovani stranieri, tre del Gambia e uno della Guinea (già detenuto). Questa mattina sono stati arrestati. «Ancora una volta la sicurezza è garantiva – ha detto il questore Antonio Pignataro –. I cittadini possono stare tranquilli. Abbiamo la certezza di contrastare la criminalità 24 ore su 24. La filiera istituzione con il procuratore Giorgio funziona perfettamente». «Il fenomeno di spaccio è molto sentito e diffuso in città e c’era la necessità di riuscire a contrastare questa attività – spiega il commissario capo Maria Raffaella Abbate, che dirige la Squadra mobile –. Però dovevamo farlo usando personale in borghese. Ma anche questo non era sufficiente. Così abbiamo studiato un sistema usando anche telecamere molto sofisticate. Le abbiamo piazzate nella zona dei Giardini Diaz. Inoltre abbiamo usato personale in borghese sotto copertura, degli undercover. Si tratta di poliziotti che si sono finti acquirenti. Tutte le operazioni di spaccio sono state documentate con telecamere e con fotografie».

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Il commissario capo Maria Raffaella Abbate, che dirige la Squadra mobile

Un arresto ritardato quello dei 4 pusher, che ha consentito anche ai poliziotti di contestare non un’unica cessione di droga ma alcune decine. «E’ stato vantaggioso perché così si possono contestare tutti gli episodi di spaccio – ha detto ancora il capo della Mobile – che sono stati cristallizzati con foto e video. Circa una 40ina le cessioni. Alcune anche a minorenni». Uno spaccio che avveniva dalla tarda mattinata e proseguiva anche nel pomeriggio. Era sufficiente andare ai Giardini Diaz, alla Terrazza dei popoli per essere avvicinati da un pusher che proponeva l’acquisto di hashish e marijuana. I quattro arrestati si trovano in Italia come richiedenti asilo e al momento sono tutti senza fissa dimore. Per catturarli hanno operato una decina di agenti sotto copertura. In manette sono finiti: Alieu Mamadou, 22, della Guinea (già in cella per altri fatti), Lamin Manneh, 20, del Gambia, Ibrahima Bah, 24, del Gambia, Alieu Jobarteh, 21, del Gambia.



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