Amianto nelle macerie,
«l’Arpam blinda i dati
Intervenga il difensore civico regionale»
MUCCIA - L'associazione "La terra trema noi no" aveva chiesto all'ente la relazione sulle fibre di eternit nei siti di smaltimento di Tolentino e San Ginesio. Doveva arrivare entro 30 giorni ma niente di fatto: «L'assessore Sciapichetti ha detto che non c'è nessun allarme, allora perché non forniscono la documentazione?»

Macerie di una casa
C’è amianto nelle macerie smaltite dopo il terremoto? Se lo chiede l’associazione di volontariato “La terra trema noi no”, che ha chiesto di conoscere i risultati dei rilievi effettuati dall’Arpam, chiedendo l’intervento del difensore civico regionale, perché nonostante la richiesta i dati non sono ancora stati resi noti. Spiega in una nota il direttivo dell’associazione: «L’associazione di volontariato “La terra trema noi no” di Muccia, ha richiesto l’intervento del difensore civico regionale, l’avvocato Andrea Nobili, per conoscere i risultati dei rilievi effettuati dall’Arpam al fine di verificare la presenza di fibre di amianto nell’aria presso i siti in cui vengono trasportate le macerie del sisma». Il direttivo ricostruisce la filiera delle macerie che sono depositate in diversi siti in provincia: «Come noto, la Regione Marche ha individuato, per la Provincia di Macerata, i siti di deposito del Cosmari, nel comune di Tolentino, e un altro sito nel comune di San Ginesio. Lì vengono trasportate tutte le macerie della Provincia, macerie che possono contenere anche materiali pericolosi, e in particolare anche l’amianto – scrivono -. Il 3 aprile scorso sono stati richiesti tutti i risultati dei rilievi effettuati per verificare la presenza di amianto dell’aria, dati che per legge l’Arpam aveva l’obbligo di fornire entro 30 giorni. I dati non sono stati forniti, e l’associazione si è rivota al difensore civico regionale che può intervenire sulla questione». La questione era già stata sollevata l’anno scorso e la Regione aveva escluso problemi, conclude il direttivo dell’associazione: «Se, come affermava lo scorso luglio in un comunicato l’assessore Schiapichetti, la Regione “sta smaltendo l’amianto seguendo le procedure operative e documentali previste dalle norme specifiche sulla gestione di tale materiale pericoloso” e non c’è “nessun allarme amianto per il trasporto delle macerie del sisma”, perché l’Arpam non fornisce i dati relativi all’eventuale presenza di fibre di amianto nell’aria?». Sinora in tutte le Marche sono state smaltite circa 300 tonnellate di macerie.