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Denutriti e costretti a vendersi la casa,
i casi choc delle vittime della setta

INDAGINE SUL MACROBIOTICO - Tutto è iniziato dalla denuncia di una donna di Forlì nel 2013. Casi anche a Macerata e Ancona. Il racconto della prima vittima: «Pianesi ha un delirio di onnipotenza. Facevano passare le diete per miracolose, guaritrici di malattie incurabili. Mio fratello si era indebitato fino a quattro mila euro per seguire i loro corsi e le iniziative dell'associazione»
mercoledì 14 marzo 2018 - Ore 13:44 - caricamento letture
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Una delle vittime

di Federica Serfilippi

Una vittima si era presentata in questura con le stampelle, sorretta dai familiari, perché da sola non riusciva più a camminare. Il suo corpo era ridotto a uno scheletro. Un’altra era arrivata a pesare 35 chili, con i livelli di emoglobina sotto i limiti e la necessità di ricorrere a continue trasfusioni di sangue. Altre ancora, per offrire i soldi all’associazione presieduta da Mario Pianesi, si sarebbero spogliate di ogni loro bene, vendendo la casa, indebitandosi e ricorrendo persino alla Caritas per mangiare. Sono i flash che raccontano le vite degli ex adepti della cosiddetta psico setta comandata dal guru del macrobiotico.

Mario Pianesi con la moglie Loredana Volpi

In cinque anni di indagini, gli investigatori hanno potuto ascoltare le storie di otto vittime, quattro romagnole e quattro marchigiane, che sono arrivate a denunciare l’associazione dopo essere riuscite ad uscire dal tunnel delle diete e di uno stile di vita fatto essenzialmente di privazioni. Alcune persone si erano anche rivolte all’Osservatorio Nazionale Antiviolenza Psicologica di Firenze. La prima a parlare con gli inquirenti di Forlì è stata una 44enne cesenate, entrata nel mondo macrobiotico nel 1997. La 44enne aveva trovato la forza di abbandonare l’associazione nel 2009. Serviranno quattro anni per sporgere denuncia e far aprire quello che sembra essere un vero e proprio vaso di Pandora. All’epoca, per mettere a verbale ogni dettaglio della sua storia erano serviti otto giorni. La donna era partita dallo spiegare agli agenti l’organigramma dell’associazione, composto da Pianesi, la sua segreteria e il “popolo macrobiotico costituito da capicentro e capizona”. La 44enne aveva definito l’associazione come una “setta che ha come fine l’arricchimento personale di Pianesi” caratterizzato “da un delirio di onnipotenza”. Il primo rapporto con l’organizzazione era avvenuto attraverso un vicino parente che si era avvicinato alla “macrobiotica pianesiana” alla ricerca di una via per curare una patologia per cui servivano farmaci, ben presto abbandonati per seguire la filosofia del maestro. “Aveva abbandonato il suo impiego per iniziare a lavorare per Pianesi anche 10 ore al giorno, senza ricevere compenso” aveva raccontato la 44enne. I soldi, infatti, sarebbero stati superflui davanti al regalo della salute e della libertà. I debiti dell’uomo, per donare i soldi all’associazione e seguire convegni e iniziative,  ammontavano a circa 4 mila euro. Alla fine, quasi tutta la sua famiglia era stata inghiottita dal sistema, suddividendo il cibo “tra il macrobiotico che dà la vita e il chimico che porta alla malattia”. La 44enne  aveva iniziato a frequentare l’organizzazione in maniera continua partendo da una delle diete di Pianesi, fatta di creme di riso e the bancha.

Uno dei casi di malnutrizione delle vittime

Stando a quanto raccontato agli agenti, solo seguendola alla lettera avrebbe potuto guarire dal problema di salute che la affliggeva. I componenti della segreteria sarebbero anche arrivati a dirle, di fronte a delle analisi del sangue sballate, che “gli esami clinici non erano attendibili perché si riferivano a persone con una alimentazione chimica e che non valevano per il popolo macrobiotico”. La donna, le cui condizioni di salute era peggiorate col il trascorrere del tempo, aveva anche presenziato ai convegni di Pianesi. Durante un incontro si era sentita male. Interrogata da alcuni adepti su cosa avesse mangiato poco prima, per lei era scattato il rimprovero, perché il cibo consumato non era previsto dalla dieta. “Mi fecero sentire in colpa” ha raccontato la donna che poi, secondo quanto emerso, era stata costretta a fare pubblica ammenda. Proprio durante quel convegno è emersa la filosofia di Pianesi, contenuta negli atti del fascicolo d’indagine: “Bisogna fare tutto quello che dice lui (Pianesi, ndr), in modo da guarire sia le malattie fisiche che quelle dell’anima e ripulire il nostro karma. Qualsiasi messa in discussione, ragionamento o domanda sul perché fare o non fare, mangiare o non mangiare, sono solo una perdita di tempo perché lui ha già sperimentato tutto su di sé, sacrificandosi con infinito amore per noi e per l’umanità”. Oltre a Pianesi sono indagati la moglie, Loredana Volpi, Giovanni Bargnesi, Karl Xaver Wolfsgruber (entrambi della segreteria centrale di Upm). Le contestazioni sono associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, maltrattamenti, lesioni aggravate ed evasione fiscale.

(Servizio aggiornato alle 17.22)

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