Sviluppo dell’Appennino:
rinnovato impegno
atenei e consiglio regionale
MACERATA - “Freschi d’accademia”, l’associazione “Le cento città” premia i lavori di Unimc nell’ambito del progetto regionale di rilancio delle aree interne
A Macerata il presidente dell’Assemblea legislativa regionale Antonio Mastrovincenzo ha rinnovato l’impegno con gli atenei delle Marche nel proseguire il progetto di ricerca, voluto dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, sui “Nuovi sentieri di sviluppo dell’Appennino marchigiano dopo il sisma”. L’occasione è stata la presentazione, promossa dall’associazione ‘Le Cento Città’ delle eccellenze scientifico-culturali delle università marchigiane con la premiazione dei docenti di ateneo impegnati nel progetto. “Proprio in questi giorni – ha annunciato Mastrovincenzo – il gruppo di ricerca interuniversitario, coordinato dal prof. Massimo Sargolini dell’università di Camerino, ha ultimato i lavori e consegnato al Consiglio regionale gli esiti della ricerca, realizzata in sei mesi di lavoro e ricca di dati, elementi di valutazione e proposte per la rinascita dei territori colpiti dal sisma del 2016-2017”. Coinvolti una cinquantina di ricercatori.
Una giornata speciale, quella promossa dall’Associazione “Le Cento Città”, nel corso della quale sono state presentate le eccellenze scientifico – culturali delle università marchigiane. Nel frattempo La Giunta regionale ha dato il via alla elaborazione del “Patto per la ricostruzione e lo sviluppo”, che da attuazione ad una risoluzione, di cui Mastrovincenzo è stato primo firmatario, e approvata all’unanimità dal Consiglio, coinvolgendo i soggetti del tavolo della concertazione e affidando all’Istao il lavoro di ricognizione delle proposte progettuali utili alla definizione di un “parco progetti”, in stretto raccordo con la struttura dirigenziale della Regione Marche. La ricerca “Nuovi sentieri di sviluppo” propone una serie di direttrici strategiche di crescita dell’Appennino: Prendersi cura delle persone e delle comunità residenti; puntare sulla connettività e la mobilità innovativa, sostenibile e dolce; organizzare il connubio cultura – turismo; ricostruire secondo una edilizia sicura e sostenibile; puntare sulla creatività Made in Italy; promuovere le energie rinnovabili; politiche ambientali per favorire le produzioni vegetali, tipiche e tradizionali; investire su agricoltura di qualità e le filiere agroalimentari; investire sulla conoscenza, le tecnologie e la formazione; avviare i cantieri e progetti d’area capaci di innescare economia diretta e indiretta.
«Bisogna recuperare il valore della Comunità, inglobarla nella stessa progettazione, ripensando anche agli spazi, come le piazze, e al recupero dei beni archeologici e storici». Le parole del rettore Francesco Adornato riassumono lo spirito di fondo che anima il lavoro dei ricercatori e delle ricercatrici dell’Ateneo coinvolti nel progetto della Regione Marche per lo sviluppo per le aree interne dell’Appennino. Roberto Perna, archeologo e docente Unimc, insieme alla sua squadra di lavoro, ha redatto una carta dei musei pre e post sisma, dove viene evidenziata una situazione estremamente critica. I progetti proposti per il sostegno delle realtà museali puntano al miglioramento della qualità dei servizi e della fruibilità, anche in un’ottica di rete, e all’attivazione di interazioni con piccole e medie imprese strategiche, come quelle operanti nel settore energie rinnovabili o dell’editoria.
Anche il quadro delle biblioteche e degli archivi tracciato dalla professoressa Rosa Marisa Borraccini non è incoraggiante: degli 85 Comuni censiti, il 22% non hanno la biblioteca; il 25% hanno una biblioteca non fruibile; il 5% solo parzialmente fruibile. “La biblioteca pubblica, come ha ricordato l’Unesco, è la via di accesso locale alla conoscenza”, ha ribadito la docente, indicando alcune linee di rilancio che vanno dall’allestimento di poli di aggregazione a progetti di digitalizzazione. Alla ricostruzione di una senso di comunità mirano anche le attività portate avanti da Paola Nicolini, docente di psicologia dello sviluppo, che si è impegnata sul fronte delle scuole, dei servizi educativi per l’infanzia e del sostegno alle comunità con molteplici iniziative. Mara Cerquetti, ricercatrice di economia e gestione delle imprese, ha ribadito la necessità della formazione e dell’aggiornamento e figure professionali adeguate per valorizzare il territorio. Allo stesso tempo, il turismo, indicato dagli 87 sindaci intervistati come una potenzialità, deve essere considerato un’attività trasversale che deve irrorare le altre, come la valorizzazione dei beni culturali, la mobilità sostenibile, l’agrifood e il made in Italy. “Le reali possibilità di sviluppo territoriale – ha ribadito Eleonora Cutrini, docente di economia applicata – poggiano sulla capacità di creare integrazione tra risorse culturali e creative e sulla soluzione di problemi diffusi nel sistema della imprese minori”.






