Forza Nuova a piazza Oberdan,
Macerata resta blindata

MANIFESTAZIONI - Nonostante il divieto della Prefettura il movimento di ultradestra conferma la presenza stasera in centro. Irene Manzi, deputata Pd, manda un appello agli esponenti di Leu: «La mia città e la comunità maceratese stanno vivendo un clima di profondo smarrimento, paura e dolore»
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Macerata blindata per la manifestazione di Casapound

di Federica Nardi

“Forza Nuova a piazza Oberdan ore 20,30”. Così il movimento annuncia su Facebook, che la manifestazione vietata dalla prefettura di Macerata si farà lo stesso. E proprio in centro, davanti alla caserma dei Carabinieri. Il leader Roberto Fiore ieri sera lo aveva già detto: «Noi ci saremo comunque perché siamo candidati alle elezioni e dunque il provvedimento è illegale. Allora dovrebbe annullare i comizi di tutte le forze politiche nelle Marche». 

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Roberto Fiore

Fiore è infatti candidato premier di “Italia agli italiani”. Forza Nuova, dopo il raid razzista di Traini che ha aperto il fuoco sabato scorso ferendo diverse persone, ha ufficialmente sostenuto il 28enne proponendo di mettere a disposizione un pool di avvocati. Sabato invece è prevista la mobilitazione dei movimenti antifascisti nazionali, anche questa vietata dalla prefettura. Una manifestazione inizialmente promossa a più voci ma che invece adesso è sostenuta principalmente dai centri sociali. Ieri sera è arrivata la comunicazione, dopo l’appello del sindaco di Macerata Romano Carancini che chiedeva di sospendere tutte le manifestazioni, che l’appuntamento fosse stato rimandato. Ma non è così. A dare notizia della sospensione sono state le segreterie nazionali di Arci, Anpi, Cgil e Libera, ma l’annuncio ha trovato molta contrarietà, in parte anche nelle articolazioni locali delle associazioni. Stamattina infatti i centri sociali in piazza a Macerata hanno puntualizzato che la manifestazione non è mai stata sospesa e che semplicemente le segreterie nazionali non parteciperanno.

10-febbraio-1-325x244Quello che si teme maggiormente, in entrambe le manifestazioni, è la possibilità che, nonostante non siano programmate per lo stesso giorno, i partecipanti di fazioni opposte possano scontrarsi. In una città già provata prima dall’orribile morte di Pamela Mastropietro, (fatta a pezzi e trovata in due valigie mercoledì scorso) e dal raid razzista di Luca Traini, 28enne che ha aperto il fuoco sabato su persone di colore ferendone diverse prima di consegnarsi alle forze dell’ordine avvolto dalla bandiera tricolore e facendo il saluto romano. Due episodi di cronaca che hanno sconvolto la comunità e che non trovano riscontro nella storia recente della città per gravità e impatto mediatico. Un impatto che rappresenta un altro problema per la manifestazione di sabato, dove c’è il rischio concreto che con i pullman dei manifestanti arrivino anche quelli del black bloc o di facinorosi pronti a tutto pur di trasformare la sfilata antirazzista e antifascista in una guerriglia. Già da ieri quando ha sfilato CasaPound con Simone Di Stefano, la città è blindata. Le forze dell’ordine sono arrivate anche da fuori regione per presidiare il territorio.

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Irene Manzi

Nel frattempo Irene Manzi, deputata e candidata Pd, replica a Liberi e Uguali che ha condannato il divieto dato per la manifestazione antifascista di sabato. Anche il leader Pietro Grasso, in visita in città, ha ribadito la sua perplessità (leggi l’articolo). «Chiedo ai colleghi di Leu – dice Manzi – di provare a chiamare il sindaco Romano Carancini e a sentire le motivazioni che hanno spinto gli stessi organizzatori dell’iniziativa a sospendere la manifestazione nazionale, per chiarire perché è stata assunta questa scelta. La mia città e la comunità maceratese stanno vivendo un clima di profondo smarrimento, paura e dolore di fronte ad un atto violento e inequivocabilmente razzista che va condannato senza se e senza ma. La città deve riflettere su quanto avvenuto, lontana dai clamori della cronaca nazionale, e riappropriarsi dei valori dell’antifascismo, dell’integrazione e del rispetto di ogni vita che le sono propri. Non è accettabile, da parte di nessuna forza politica, una strumentalizzazione. Ed è per questo che mi auguro che, superati questi giorni, sia promossa dallo stesso Comune, una manifestazione unitaria che, partendo proprio dai promotori dell’iniziativa del 10 febbraio, si allarghi a tutta la comunità civile e democratica per reagire ad ogni forma di violenza e prevaricazione».

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