Sindaci, Comitati ed Ordini
firmano la “carta di Camporotondo”
per non salvare “solo” Peppina

SISMA - Venti condivisioni in calce alle ‘correzioni’ e modifiche del Decreto legge adottato dal governo per sanare il caso dell’anziana di Fiastra, includendo pure tanti altri casi sul territorio. Soddisfatto il primo cittadino di Camporotondo, il prof. Tondi, promotore dell’iniziativa.

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La riunione a Camporotondo

 

di Maurizio Verdenelli

La “Carta di Camporotondo” nata in una riunione tempestosa all’antivigilia di Natale (leggi l’articolo) è stata condivisa da sindaci, comitati-sisma ed ordini professionali in tempo record considerati i giorni di festa. Venti firme in tutto in calce all’errata corrige, comprese modifiche ed aggiunte, del Decreto legge Salva Peppina che, pur in quel caso, il governo del tolentinate Gentiloni aveva adottato in grande emergenza. Tuttavia la fretta non aiuta ed è foriera di molti errori, come ci insegnano i latini e nelle scuole gli insegnanti. Così il geometra Federico Zamponi, responsabile dell’ufficio tecnico di Camporotondo di Fiastrone, si è fatto materialmente carico di inserire e sottolineare in rosso tutte le parti mancanti al D.L. che, a parte le novità giudiziarie delle ultime ore (negato il dissequestro all’alloggio della 97enne di Fiastra al centro del caso più eclatante di questo post sisma del Centritalia, leggi l’articolo) potrebbe essere ridenominato “Salva non solo Peppina”. Allargando termini prescrittivi per sanatorie ed includendo anche le strutture mobili che la legge ordinaria prevede in merito, ma paradossalmente non quella straordinaria. In ogni caso il lettore, dell’intricata materia, può farsene un’idea leggendo lo specchietto allegato dove su due colonne vengono pubblicate il testo di legge approvato e quello cui ora venti “soggetti” affidano al governo restato in carica.

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Emanuele Tondi

Soddisfatto il professor Emanuele Tondi, il notissimo sismologo che ha ‘azzeccato’ tutto sulle scosse di un anno e mezzo fa e come sindaco di Camporotondo alla guida del movimento ‘tellurico’ da parte di amministratori e soprattutto residenti nelle zone terremotate perché lo Stato non divida più in fatto di edilizia in figli e figliastri. «Si è trattato di un errore tecnico, certo, perché la buona volontà la commissaria on. Paola De Micheli lo ha dimostrato per risolvere i problemi di chi vuole comunque restare sulla propria terra, a spese proprie». Soddisfatto anche perché la “diserzione” di gran parte delle autorità invitate alla riunione “carbonara” del 22 dicembre si è dimostrata dovuta per la gran parte ai cenoni prenatalizi che non “risparmiano” …neppure le aree toccate dal sisma. Ora tuttavia la “palla” passa all’esecutivo Gentiloni: modificare il D.L. Salva Peppina rientrerà nelle sue funzioni “ordinarie”? Dalla conferenza stampa di fine anno, il premier ha mostrato volontà di operare non solo in modo rigidamente conforme a quello che in fondo si è dimostrata negli anni una prassi. «Potrà farlo, potrò farlo» aveva già commentato il 22 a Camporotondo uno degli intervenuti, il dottor Pietro Chiarolla per anni segretario comunale di Recanati e profondo conoscitore del “mestiere” (Diritto Pubblico ed Amministrativo).

Confronto Testo art8bis DL189_2016 (1)

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